Advocacy e Associazioni 31 Luglio 2026 09:50

Salute mentale, cresce il peso sulle famiglie: quadruplicate le richieste dei caregiver

La Fondazione Don Luigi Di Liegro: "Il 60% delle richieste al servizio telefonico SOSS arriva da familiari, soprattutto genitori. Quelle dei caregiver sono passate dall'8% al 35% in pochi mesi"

di Redazione
Salute mentale, cresce il peso sulle famiglie: quadruplicate le richieste dei caregiver

Non chiedono aiuto solo per i propri figli o per un familiare con un disagio psichico. Sempre più spesso chiedono sostegno anche per sé stessi. Perché prendersi cura di una persona con una malattia mentale significa affrontare un carico emotivo, assistenziale e organizzativo che, nella maggior parte dei casi, ricade quasi interamente sulla famiglia. È la fotografia scattata dalla Fondazione Don Luigi Di Liegro ETS, che nell’ultimo anno ha registrato un netto cambiamento nelle richieste arrivate al SOSS, il servizio gratuito di supporto, orientamento e sostegno sociale attivo da oltre 25 anni.

Sei richieste su dieci arrivano dai familiari

Negli ultimi dodici mesi il 60% delle telefonate ricevute dal SOSS è arrivato da un parente o da una persona vicina a chi vive una condizione di disagio psichico. Nella maggior parte dei casi si tratta di genitori che cercano un aiuto per i propri figli. L’età media delle persone per le quali viene richiesto supporto è di 38 anni. Non manca, inoltre, chi chiama semplicemente per essere ascoltato: il 15% delle richieste riguarda infatti un bisogno di ascolto, spesso legato alla solitudine o a situazioni di particolare difficoltà personale. Il 95% delle telefonate proviene dal Lazio.

In aumento le richieste dei caregiver

A cambiare è soprattutto la natura delle domande rivolte agli operatori del servizio. “I primi numeri ci dicono che l’immagine dei bisogni rispetto allo scorso anno sta cambiando. Quasi l’80% delle chiamate riguardano da un lato l’abituale domanda di attività di riabilitazione, dall’altro sono lievitate le richieste di supporto familiare e caregiver”, spiega Luigina Di Liegro, Segretaria della Fondazione Don Luigi Di Liegro ETS. Il dato più significativo riguarda proprio i genitori. “Se lo scorso anno la tematica principale era la richiesta di primo accesso ai nostri servizi per gestire la malattia di chi ne soffre, oggi la maggior parte delle domande sono legate alle richieste di supporto e orientamento per famiglie e caregiver. All’inizio del 2025 le richieste di supporto ai genitori erano circa l’8% delle chiamate, ora siamo già al 35% solo nel primo semestre”. Un incremento che, sottolinea Di Liegro, racconta quanto sia difficile convivere quotidianamente con il disagio psichico di un familiare. “Una percentuale che spiega come per le famiglie sia davvero complesso affrontare il problema della salute mentale, tanto che si arriva a chiedere aiuto anche per sé stessi”.

“Serve una rete di servizi più ampia”

Per la Fondazione il tema non riguarda soltanto la presa in carico della persona con disagio psichico, ma investe l’intero sistema sanitario e sociale. “È una sfida sanitaria, sociale ed economica. Queste persone andrebbero supportate con una rete di servizi sociosanitari sicuramente più ampia e ramificata di quella attuale. Non si può lasciarle sole”, afferma Di Liegro.

Il modello della Fondazione

L’approccio della Fondazione Don Luigi Di Liegro affianca ai percorsi di cura attività riabilitative, sportelli di ascolto, gruppi di mutuo aiuto, gruppi multifamiliari e laboratori di arteterapia, con l’obiettivo di sostenere contemporaneamente la persona con disagio psichico e la sua rete familiare. “Investire nella salute mentale significa tutelare il benessere della collettività nel suo complesso e non solo soffermarsi sulla persona con disagio. Il metodo seguito dalla Fondazione si rivela efficace per colmare il gap tra la cura clinica e il benessere collettivo. Questo approccio persegue una doppia finalità: ridurre il carico assistenziale che grava sui familiari e favorire l’inclusione sociale e relazionale dei pazienti”, aggiunge di Liegro. La Fondazione, che già collabora con le Asl di Roma, auspica che questo modello possa essere integrato stabilmente nel sistema sociosanitario della Regione Lazio attraverso adeguati finanziamenti, così da renderlo accessibile a tutti i cittadini. Anche durante il mese di agosto il servizio SOSS resterà operativo, offrendo gratuitamente ascolto, orientamento e supporto a persone con disagio psichico, familiari e caregiver.

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