One Health 30 Luglio 2026 08:06

Animali domestici, non basta averne uno per stare meglio: uno studio ridimensiona il “pet effect”

 A fare la differenza sembra essere la qualità della relazione con l'animale, più che il semplice possesso. I risultati dello uno studio svizzero pubblicato su PLOS One

di Isabella Faggiano
Animali domestici, non basta averne uno per stare meglio: uno studio ridimensiona il “pet effect”

Per molti rappresentano un antidoto alla solitudine, una fonte di conforto nei momenti difficili e persino un alleato per la salute. Ma convivere con un animale domestico non significa necessariamente stare meglio. A ridimensionare quello che gli studiosi definiscono pet effect – l’idea che la sola presenza di un animale in casa produca benefici sulla salute e sul benessere – è un nuovo studio pubblicato su PLOS One, che ha analizzato i dati di oltre 2.300 adulti svizzeri. I risultati sorprendono: il semplice possesso di un animale domestico non si associa a una migliore salute fisica né a un maggiore benessere psicologico. Anzi, i proprietari riferiscono uno stato di salute leggermente peggiore e dichiarano di fumare, in media, un numero lievemente superiore di sigarette rispetto a chi non possiede animali. Si tratta, precisano gli autori, di differenze modeste, che devono essere interpretate con cautela e non indicano che gli animali facciano male alla salute.

Oltre 2.300 persone coinvolte nello studio

La ricerca, realizzata da un gruppo di studiosi dell’Università di Basilea, dello Swiss Tropical and Public Health Institute, dell’Università di Lucerna e della Open University dei Paesi Bassi, ha utilizzato i dati dell’indagine nazionale svizzera MOSAiCH, che raccoglie informazioni sugli atteggiamenti e sulle condizioni di vita della popolazione. L’analisi ha coinvolto 2.328 adulti, confrontando chi vive con un animale domestico e chi non ne possiede, valutando numerosi indicatori: stato di salute percepito, comportamenti legati alla salute, utilizzo dei servizi sanitari, solitudine, soddisfazione di vita, benessere psicologico e supporto sociale. Per limitare possibili distorsioni, i risultati sono stati corretti tenendo conto di età, sesso, livello di istruzione, reddito, occupazione, composizione familiare e luogo di residenza.

Nessun vantaggio per benessere, solitudine e ricorso alle cure

Contrariamente a quanto suggerito da numerose ricerche pubblicate negli ultimi anni, lo studio non ha rilevato differenze significative tra proprietari e non proprietari per alcuni degli indicatori più frequentemente associati ai benefici della convivenza con un animale. I livelli di solitudine, la soddisfazione di vita, il benessere psicologico, il supporto sociale ricevuto da altre persone e il numero di visite mediche effettuate nell’ultimo anno sono risultati sostanzialmente sovrapponibili nei due gruppi. Anche le persone che avevano contatti regolari con animali senza possederli non mostravano vantaggi misurabili rispetto a chi non aveva alcun rapporto abituale con gli animali.

Proprietari leggermente meno in salute

L’unica differenza emersa riguarda lo stato di salute percepito e alcuni comportamenti legati allo stile di vita. I proprietari di animali riferivano una salute leggermente peggiore e fumavano mediamente 0,19 sigarette in più al giorno rispetto ai non proprietari. Una differenza statisticamente significativa ma di entità molto contenuta, tanto che gli stessi ricercatori sottolineano come sia improbabile attribuirle un reale significato clinico.

Gli animali non fanno bene? La risposta è più complessa

Questi risultati non significano che vivere con un animale domestico sia inutile o addirittura dannoso. Secondo gli autori, infatti, una spiegazione plausibile è il cosiddetto “effetto di selezione”. In altre parole, potrebbero essere proprio le persone che convivono già con problemi di salute, livelli più elevati di stress o sentimenti di solitudine ad adottare più frequentemente un animale domestico, cercando compagnia e sostegno emotivo. Se così fosse, le differenze osservate rifletterebbero le caratteristiche iniziali dei proprietari e non un effetto negativo dell’animale sulla salute.

Più del possesso conta la relazione

Uno dei messaggi più interessanti dello studio è che il semplice fatto di avere un animale in casa racconta solo una parte della storia. I ricercatori hanno infatti analizzato anche la qualità della relazione uomo–animale, valutando il grado di attaccamento, il supporto emotivo percepito, il tempo trascorso insieme e la specie animale. È emerso che trascorrere più tempo con il proprio animale è associato a una maggiore percezione del sostegno emotivo ricevuto e tende a correlarsi con un migliore benessere psicologico, mentre il solo possesso dell’animale non sembra sufficiente a produrre benefici misurabili. Al tempo stesso, un maggiore supporto socio-emotivo percepito risultava associato a livelli leggermente più elevati di solitudine, un dato che gli autori interpretano come possibile conseguenza del fatto che le persone più sole tendano ad affidarsi maggiormente agli animali per trovare conforto.

I cani sono quelli che offrono il maggiore sostegno emotivo

Anche la specie animale sembra influenzare la qualità della relazione. I cani sono risultati gli animali più frequentemente associati a un forte legame affettivo e a un elevato supporto emotivo percepito, soprattutto quando vivono nella stessa abitazione del proprietario. Un’associazione positiva, seppure meno marcata, è stata osservata anche per piccoli mammiferi e uccelli. Le donne, inoltre, riferiscono livelli di attaccamento e di supporto emotivo significativamente superiori rispetto agli uomini. Vivere con l’animale e dedicargli più tempo risultano i fattori maggiormente associati a una relazione percepita come intensa e gratificante.

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