Advocacy e Associazioni 29 Luglio 2026 18:43

Alzheimer, AIMA: “La mancata rimborsabilità delle nuove terapie crea disuguaglianze”

Dopo il question time alla Camera, in cui il ministro della Salute ha confermato la non rimborsabilità dei nuovi anticorpi contro l'Alzheimer e annunciato 100 milioni di euro per diagnosi precoce e presa in carico, arriva la dura replica di AIMA

di I.F.
Alzheimer, AIMA: “La mancata rimborsabilità delle nuove terapie crea disuguaglianze”

Il confronto sui nuovi farmaci per la malattia di Alzheimer si sposta dal Parlamento alle associazioni dei pazienti. Dopo il question time alla Camera, nel quale il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito che gli anticorpi monoclonali autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali non saranno rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, arriva la presa di posizione di AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer. Nel suo intervento in Aula, Schillaci ha ricordato che la legge di Bilancio 2026 ha stanziato 100 milioni di euro destinati alle Regioni per rafforzare la diagnosi precoce, la presa in carico e la protezione sociale delle persone con demenza. Sul fronte delle nuove terapie, il ministro ha ribadito che “la nostra bussola è come sempre una sola: le evidenze scientifiche”, spiegando che, pur essendo in grado di rimuovere le placche amiloidi dal cervello, “oggi il beneficio clinico ancora non è chiaramente dimostrato, rimane modesto. Ci sono effetti di rischi gravi: gli eventi avversi noti come Amyloid-Related Imaging Abnormalities rendono necessario un impiego in contesti assistenziali adeguatamente strutturati”. Per questo motivo, ha ricordato, “la Commissione scientifica dell’AIFA, in piena autonomia, lo scorso giugno ha confermato la non rimborsabilità di questi anticorpi. Il loro impiego più appropriato oggi resta quello sperimentale. Nessun grande Paese europeo, oggi, li rimborsa”. Il ministro ha inoltre sottolineato che “è proprio una valutazione nazionale, unica e rigorosa, a impedire che questo accada: la stessa regola per ogni cittadino, ovunque viva”, aggiungendo che “quando le evidenze saranno solide, quelle terapie potranno entrare nel Servizio sanitario, in sicurezza e per tutti”.

AIMA: “Una malattia per ricchi”

Parole che hanno suscitato il dissenso di AIMA. “Esprimiamo profonda preoccupazione per una posizione che riguarda una delle più grandi sfide sanitarie e sociali del nostro Paese – commenta la presidente Patrizia Spadin -. In Italia si stima che circa 1,2 milioni di persone siano affette da demenza, di cui circa 700mila con malattia di Alzheimer, mentre circa 4 milioni di familiari e caregiver sono coinvolti ogni giorno nell’assistenza. Di fronte a una realtà di queste dimensioni, riteniamo inaccettabile un principio che contraddice l’idea stessa di un sistema sanitario nazionale fondato sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla malattia”. Secondo l’associazione, il rischio è che l’accesso ai nuovi trattamenti finisca per dipendere esclusivamente dalle possibilità economiche dei pazienti. “Accettare che una terapia innovativa sia accessibile solo a chi può sostenerne il costo significa mettere in discussione il diritto alla cura”, afferma Spadin.

Il richiamo all’autorizzazione dell’EMA

AIMA sottolinea inoltre che la posizione italiana appare in contrasto con la valutazione espressa a livello europeo. “Questa posizione appare ancora più incomprensibile se si considera che l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato queste terapie, ritenendo favorevole il rapporto tra benefici e rischi per una popolazione ben definita di pazienti. Oggi qualche centinaio di pazienti italiani sono già in trattamento grazie ai programmi di uso compassionevole. Tra poche settimane, però, questi programmi si concluderanno e i trattamenti proseguiranno soltanto per chi potrà permetterseli”, osserva la presidente.

La proposta: rimborsabilità condizionata

AIMA richiama anche la proposta avanzata al termine del question time dall’onorevole Annarita Patriarca, che ha suggerito un modello di rimborsabilità condizionata, legato al valore della terapia e ai risultati clinici ottenuti. Al termine dell’interrogazione, l’Onorevole Patriarca ha proposto una possibile soluzione per evitare disuguaglianze economiche e territoriali inaccettabili: una rimborsabilità condizionata, basata sul valore della terapia e sui risultati clinici ottenuti, individuando le sottopopolazioni di pazienti nelle quali il rapporto tra beneficio e rischio e quello tra costo ed efficacia risultino maggiormente favorevoli. Consideriamo questa proposta un punto di partenza concreto e auspichiamo che il Governo voglia approfondirla per garantire un accesso equo alle cure”, afferma Spadin.

“Un arretramento culturale”

Per AIMA, la decisione di non rimborsare i nuovi anticorpi rappresenta una scelta che va oltre il piano strettamente sanitario: “Riteniamo che questa scelta sancisca un arretramento culturale prima ancora che sanitario. È una prospettiva che AIMA non può condividere e contro la quale continuerà a far sentire la propria voce, affinché il diritto alla cura resti un diritto di tutti, senza discriminazioni”, conclude la presidente dell’associazione.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato