One Health 29 Luglio 2026 09:29

Hantavirus, in Cile allerta sanitaria in 13 regioni: letalità al 39%, preoccupa la variante Andes

Per la prima volta il governo cileno dichiara l'allerta sanitaria per l'hantavirus in gran parte del Paese: nel 2026 registrati 46 casi e 18 decessi. L'allerta anche per dengue, Zika, chikungunya, febbre gialla e aviaria

di I.F.
Hantavirus, in Cile allerta sanitaria in 13 regioni: letalità al 39%, preoccupa la variante Andes

Il governo del Cile ha dichiarato per la prima volta l‘allerta sanitaria per l’hantavirus in 13 delle 16 regioni del Paese, da Atacama a Magallanes. La misura, formalizzata con un decreto del Ministero della Salute (Minsal) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, resterà in vigore fino al 31 luglio 2027 e conferisce alle autorità sanitarie poteri straordinari per accelerare le attività di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie. Il provvedimento non è stato adottato in presenza di un’epidemia in corso, ma come misura preventiva alla luce dell’aumento della letalità registrato quest’anno e della contemporanea circolazione di altre malattie trasmesse da vettori animali. Nel decreto, il Ministero definisce infatti una situazione di “multi-minaccia sanitaria”, che comprende non solo l’hantavirus, ma anche dengue, Zika, chikungunya, febbre gialla e influenza aviaria.

A preoccupare è l’aumento della letalità

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute cileno, nel 2026 sono stati registrati finora 46 casi confermati e 18 decessi, con una letalità del 39%. Un dato in netto peggioramento rispetto al 2025, quando i casi erano stati 44 e i decessi otto, con una letalità del 18%. A commentare il quadro epidemiologico è stata la sottosegretaria alla Salute pubblica, Alejandra Pizarro, che, in dichiarazioni riportate dal quotidiano spagnolo El País nell’edizione dedicata al Cile, ha spiegato che “l’hantavirus provoca una malattia endemica del Cile, trasmessa dal topo dalla coda lunga che vive nelle aree rurali e semirurali del Paese”. La sottosegretaria ha aggiunto che il Ministero monitora costantemente l’andamento della malattia e che “quest’anno la letalità del virus è aumentata”, motivo per cui è stata decisa la dichiarazione dello stato di allerta sanitaria. I casi confermati nel 2026 provengono dalle regioni di Valparaíso, Metropolitana, O’Higgins, Maule, Ñuble, Biobío, La Araucanía, Los Ríos, Los Lagos e Aysén.

Come si trasmette l’infezione

L’hantavirus è una zoonosi causata da virus appartenenti alla famiglia Hantaviridae. In Cile il principale serbatoio naturale è il topo dalla coda lunga (Oligoryzomys longicaudatus), un roditore selvatico diffuso dal sud del deserto di Atacama fino alla Patagonia. L’infezione nell’uomo avviene principalmente attraverso l’inalazione di particelle contaminate provenienti da urina, saliva o feci di roditori infetti. Per questo il rischio aumenta durante attività in aree rurali o semirurali, oppure entrando in edifici rimasti chiusi a lungo e potenzialmente frequentati dai roditori. Tra i sintomi iniziali figurano febbre, dolori muscolari intensi e difficoltà respiratoria. Sempre secondo quanto riferito da El País, Pizarro ha ricordato che la prevenzione deve essere mantenuta durante tutto l’anno: “L’hantavirus non è un virus esclusivamente estivo, perché il topo dalla coda lunga è presente tutto l’anno”. La sottosegretaria ha quindi invitato la popolazione a non entrare in contatto con roditori, ad aerare le abitazioni rimaste chiuse prima di accedervi, a sanificare gli ambienti con acqua e candeggina e a conservare correttamente rifiuti e alimenti. La responsabile della Salute pubblica ha inoltre raccomandato di rivolgersi immediatamente a un centro sanitario in presenza di febbre, dolori muscolari e difficoltà respiratoria dopo un soggiorno in aree rurali o semirurali, informando il personale sanitario della possibile esposizione al virus.

La variante Andes sotto osservazione

A rendere particolarmente delicata la situazione cilena è la presenza del virus Andes, il ceppo responsabile della maggior parte dei casi registrati nel Paese. Si tratta dell’unico hantavirus per il quale sia stata documentata la trasmissione da persona a persona, un evento raro che richiede generalmente contatti stretti e prolungati con un paziente infetto. La variante Andes era stata individuata anche nel focolaio verificatosi nel maggio scorso a bordo della nave da crociera MV Hondius, partita da Ushuaia, in Argentina, e diretta alle Isole Canarie. L’episodio aveva provocato tre decessi e numerosi ricoveri, richiamando l’attenzione internazionale su questo particolare ceppo virale.

L’allerta estesa anche alle arbovirosi

L’allerta sanitaria disposta dal Minsal riguarda anche le malattie trasmesse dalle zanzare Aedes aegypti, Aedes vexans e Anopheles pseudopunctipennis, tra cui dengue, Zika, chikungunya e febbre gialla. Nel decreto, il Ministero della Salute sottolinea che queste infezioni presentano “un’elevata capacità epidemica” e potrebbero determinare un aumento della domanda di assistenza sanitaria, con conseguente pressione sulle strutture del sistema sanitario.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

.