La FNOPO commenta il dossier "Volere o Potere 2026" realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con Istat e chiede un piano strutturale per sostenere la natalità
“Le cause sanitarie sono sotto gli occhi di tutti: l’impatto degli stili di vita sulla salute riproduttiva, l’età sempre più avanzata della prima gravidanza, le difficoltà di accesso a percorsi efficaci per le coppie con problematiche riproduttive e i limiti dell’offerta assistenziale nel percorso nascita. È arrivato il momento di valorizzare pienamente le competenze delle professioni sanitarie coinvolte nella tutela della salute riproduttiva e dell’assistenza alla nascita, a partire dalle ostetriche”. È il commento di Silvia Vaccari, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), ai dati del dossier “Volere o Potere 2026“, realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con Istat. Il rapporto evidenzia come in Italia il desiderio di avere figli resti molto più alto delle nascite effettive: nel 2025 sono nati 355 mila bambini, il minimo storico dal secondo dopoguerra, a fronte di un potenziale di circa 760 mila nascite. Per la FNOPO questi dati confermano che la denatalità non può essere affrontata soltanto con misure economiche, ma richiede un rafforzamento dei servizi territoriali, della prevenzione e della salute riproduttiva.
Investire sulle ostetriche per rendere accessibili prevenzione e continuità assistenziale
“La denatalità non si affronta soltanto con misure economiche. Investire sulle ostetriche significa rendere realmente accessibili informazione, prevenzione e continuità assistenziale, trasformando il desiderio di avere un figlio in una scelta sostenibile”. Per la Federazione è necessario un piano strutturale che punti sul potenziamento dei consultori familiari, sullo sviluppo dell’ostetrica di comunità, sulla continuità assistenziale lungo il percorso nascita, sulla consulenza preconcezionale e sull’adozione dei modelli assistenziali raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un’altra priorità è promuovere la salute riproduttiva prima ancora della gravidanza. L’aumento dell’età della maternità e la riduzione della popolazione in età fertile rendono infatti sempre più importante investire nell’informazione e nella prevenzione.
Informare per consentire scelte consapevoli
“Molti giovani conoscono poco il funzionamento della fertilità e i limiti biologici della capacità riproduttiva. Informare non significa orientare le scelte personali, ma consentire decisioni realmente consapevoli”, sottolinea Vaccari. Per questo la FNOPO propone percorsi di educazione alla fertilità e alla salute riproduttiva nelle scuole, campagne permanenti di sensibilizzazione e un rafforzamento dell’assistenza territoriale, così da ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi. “Ridurre le disuguaglianze territoriali significa garantire gli stessi diritti ovunque si viva. L’accesso precoce ai servizi ostetrici e consultoriali migliora gli esiti di salute e restituisce fiducia alle coppie che desiderano costruire una famiglia”, evidenzia la presidente della Federazione.
Una sfida per il SSN
Per la FNOPO la crisi demografica rappresenta anche una sfida per il futuro del Servizio sanitario nazionale e del sistema di welfare e richiede un cambio di approccio. “Non sono i numeri a preoccuparci: quelli fotografano una realtà che conosciamo da tempo. A preoccuparci è che, nonostante gli interventi messi in campo negli ultimi anni, i risultati continuino a non arrivare. È evidente che serve un cambio di paradigma. Le ostetriche sono pronte a fare la loro parte, ma è necessario che il Paese scelga finalmente di investire in modelli assistenziali che la comunità scientifica e l’Organizzazione mondiale della sanità indicano da anni come efficaci”, dichiara Silvia Vaccari. “La salute riproduttiva è un investimento sul futuro del Servizio sanitario nazionale. Ogni intervento che favorisce gravidanze sane, sostiene la genitorialità e promuove la prevenzione produce benefici non solo per le famiglie, ma per l’intera collettività. Investire nelle ostetriche significa investire nel futuro del Paese e creare le condizioni perché ogni donna e ogni coppia possa scegliere liberamente la genitorialità, senza che quella scelta venga ostacolata da carenze informative, disuguaglianze territoriali o servizi insufficienti”, conclude la presidente della FNOPO.
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