Salute 28 Luglio 2026 12:26

Artrosi dell’anca, l’esercizio aiuta ma i benefici sono più limitati del previsto

Una revisione di 18 studi mostra che l'attività fisica riduce dolore e limitazioni funzionali solo in misura modesta. Gli esperti confermano che resta un trattamento raccomandato, ma chiedono studi più solidi.

di Arnaldo Iodice
Artrosi dell’anca, l’esercizio aiuta ma i benefici sono più limitati del previsto

L’esercizio fisico resta uno dei pilastri del trattamento dell’artrosi dell’anca, ma i benefici potrebbero essere più limitati di quanto molti pazienti si aspettino. È quanto emerge da una revisione sistematica condotta dai ricercatori dell’Università di Sydney e dell’Università di Melbourne, che ha analizzato le migliori prove disponibili sull’efficacia dell’attività fisica contro dolore e limitazioni funzionali causati dalla patologia.

Lo studio ha preso in esame 18 trial clinici randomizzati che hanno coinvolto complessivamente 1.368 partecipanti, per il 63% donne, con un’età compresa tra 53 e 74 anni. I programmi di esercizio valutati erano molto eterogenei: duravano da due a 52 settimane e comprendevano esercizi di rafforzamento muscolare, attività aerobica e discipline mente-corpo. L’analisi ha evidenziato miglioramenti medi sia nel dolore sia nella funzionalità fisica, ma di entità contenuta. Secondo gli autori, i risultati confermano che l’esercizio mantiene un ruolo importante nella gestione dell’artrosi dell’anca, pur suggerendo la necessità di aspettative più realistiche e di ricerche più approfondite.

Benefici modesti su dolore e funzionalità quotidiana

Entrando nel dettaglio dei risultati, i ricercatori hanno osservato che, rispetto alle cure standard o all’assenza di trattamento, l’esercizio fisico riduce probabilmente il dolore di circa 7 punti su una scala da 0 a 100. Si tratta di un miglioramento statisticamente rilevante ma probabilmente insufficiente a essere percepito come un cambiamento significativo nella vita di tutti i giorni. Gli esperti ritengono infatti che, per essere clinicamente importante, la riduzione del dolore dovrebbe raggiungere almeno 12 punti sulla stessa scala. Un andamento analogo è stato riscontrato per la funzionalità fisica, con progressi medi giudicati modesti.

Gli autori sottolineano inoltre che le soglie utilizzate per definire un miglioramento clinicamente rilevante derivano soprattutto da studi sull’artrosi del ginocchio o su popolazioni miste e potrebbero quindi non rappresentare perfettamente l’esperienza delle persone con artrosi dell’anca. Anche la qualità della vita sembra trarre benefici minimi o nulli dall’attività fisica, indipendentemente dal confronto utilizzato nei diversi studi.

Perché i risultati vanno interpretati con cautela

Gli autori invitano comunque a non interpretare questi dati come una bocciatura dell’esercizio fisico. Come sottolinea Michelle Hall dell’Università di Sydney, la revisione non modifica le attuali raccomandazioni cliniche, secondo cui l’attività fisica rappresenta il trattamento conservativo di prima scelta per l’artrosi dell’anca. Piuttosto, suggerisce la necessità di comunicare ai pazienti che il beneficio medio potrebbe essere limitato e che la risposta individuale può variare sensibilmente.

L’esercizio, infatti, offre vantaggi ben documentati anche al di fuori dell’artrosi, contribuendo al controllo del peso, alla salute cardiovascolare, al mantenimento della forza muscolare e del benessere psicologico, con un rischio molto basso di effetti indesiderati. Va inoltre considerato che molti degli studi inclusi nella revisione erano di piccole dimensioni e non in cieco. I partecipanti sapevano di appartenere al gruppo che svolgeva attività fisica e valutavano autonomamente dolore e funzionalità, fattori che potrebbero aver determinato una sovrastima dei benefici osservati.

Servono studi più solidi per individuare gli esercizi più efficaci

Secondo i ricercatori, la priorità è ora realizzare studi clinici più ampi e metodologicamente rigorosi, in grado di chiarire quali programmi di esercizio siano realmente più efficaci e per quali categorie di pazienti. Belinda Lawford dell’Università di Melbourne evidenzia come, per molte persone con dolore all’anca, l’esercizio rappresenti una delle poche opzioni terapeutiche disponibili, ma avverte che è importante evitare false aspettative.

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