Advocacy e Associazioni 27 Luglio 2026 16:54

Discriminazioni e disabilità, Anffas chiama a raccolta persone e famiglie: “Ogni testimonianza conta”

Al via la Terza Consultazione Pubblica di Anffas che punta raccogliere testimonianze di persone con disabilità, familiari, operatori e gestori di servizi per far emergere un fenomeno ancora troppo spesso invisibile e rafforzare le azioni di contrasto a ogni forma di discriminazione

di Isabella Faggiano
Discriminazioni e disabilità, Anffas chiama a raccolta persone e famiglie: “Ogni testimonianza conta”

Ci sono discriminazioni che fanno rumore e altre che si consumano nel silenzio della quotidianità. Sono quelle che si nascondono dietro un diritto negato, un sostegno insufficiente, un servizio non accessibile o un pregiudizio che continua a condizionare la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Per portarle alla luce e trasformarle in uno strumento di cambiamento, l’Agenzia Nazionale Anffas contro ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità “Prof.ssa Maria Rita Saulle” promuove la Terza Consultazione Pubblica, un’iniziativa che invita cittadini, operatori e famiglie a raccontare esperienze e situazioni discriminatorie ancora presenti nei diversi contesti di vita. L’obiettivo è costruire una fotografia quanto più fedele possibile del fenomeno, affinché le testimonianze raccolte possano tradursi in interventi concreti, politiche più efficaci e una tutela sempre più forte dei diritti. A spiegare perché questa consultazione rappresenti uno strumento così importante è il Presidente nazionale di Anffas, Roberto Speziale: “Le persone con disabilità ed i loro familiari subiscono, nei vari contesti di vita, più discriminazioni di quanto si possa immaginare – spiega Speziale, in un’intervista a Sanità Informazione -. Sono ancora presenti stigmi e pregiudizi tali da portare spesso a non riconoscere e considerare comportamenti discriminatori come tali. Si tratta di: mancato riconoscimento di diritti; di atti e provvedimenti che trattano le persone con disabilità in modo meno favorevole rispetto a persone senza disabilità, fino a porre in essere vere e proprie molestie o pluridiscriminazioni (si pensi, per esempio, alle donne con disabilità). Ciò nonostante in Italia esiste un’apposita legge che ne fa espresso divieto”.

Una legge c’è, ma non basta

In Italia la legge 67 del 2006 vieta ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità. Eppure, ricorda Anffas, la distanza tra quanto previsto dalla normativa e ciò che accade nella vita di tutti i giorni è ancora significativa. Per molte persone con disabilità e per i loro familiari, ostacoli, esclusioni e trattamenti non equi continuano a rappresentare una realtà concreta. Per questo, sottolinea l’associazione, il primo passo è imparare a riconoscere la discriminazione, anche quando assume forme meno evidenti. Un percorso culturale che richiama i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fondata sul pieno riconoscimento della dignità, dell’uguaglianza e della partecipazione alla vita sociale.

Cinque questionari per dare voce a esperienze diverse

Anche per il 2026 la consultazione è articolata in cinque questionari, rivolti a persone con disabilità, familiari, operatori, responsabili degli enti che gestiscono servizi e altri soggetti interessati. Per favorire la partecipazione delle persone con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo, il questionario dedicato è disponibile anche in linguaggio Easy to Read (ETR), con testi semplificati e facilmente comprensibili. L’obiettivo è raccogliere punti di vista differenti, così da ottenere una fotografia il più possibile completa delle discriminazioni nei diversi contesti di vita e consentire all’Agenzia Nazionale Anffas di individuare le criticità sulle quali intervenire con maggiore efficacia. Speziale richiama anche il lavoro che l’associazione porta avanti ogni giorno sul territorio: “Anffas, con una Rete capillarmente diffusa sull’intero territorio nazionale, è Ente legittimato ad agire per contrastare ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità e sono numerose le persone che si rivolgono all’agenzia nazionale ed agli sportelli territoriali. A fianco di questi opera una rete di attivisti volontari impegnati a contrastare e a far rimuovere atti, provvedimenti e comportamenti discriminatori. La recente pronuncia giudiziale che ha riconosciuto che quanto posto in essere sul territorio di Trapani in relazione alla riduzione dei sostegni scolastici configurava una discriminazione collettiva, ordinandone la rimozione è la dimostrazione concreta di come questa potente leva può aiutare le persone con disabilità e le loro famiglie a vedersi garantiti i propri diritti e soprattutto a non subire discriminazioni”.

Bastano pochi minuti per contribuire al cambiamento

Compilare il questionario richiede meno di dieci minuti, ma il valore di ogni testimonianza può essere molto più grande. La consultazione resterà aperta fino al 30 settembre 2026 e i dati raccolti serviranno ad approfondire la conoscenza del fenomeno e a orientare nuove azioni di tutela. L’Agenzia ricorda inoltre che gli esiti delle due precedenti edizioni hanno già consentito di individuare le principali aree nelle quali le discriminazioni continuano a manifestarsi, offrendo indicazioni preziose per promuovere interventi sempre più mirati. “L’auspicio è che tutte le persone con disabilità, le famiglie, gli operatori e quanti abbiano vissuto o riconosciuto una situazione discriminatoria possano partecipare e diffondere l’iniziativa: più testimonianze raccoglieremo, più completo sarà il quadro sul quale intervenire, più la nostra voce potrà contare!!”, conclude il presidente di Anffas.

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