L'OMS Europa avverte: il fumo può aggravare malattie già esistenti e mettere a rischio anziani, bambini, donne in gravidanza e persone con patologie croniche
Non distruggono soltanto boschi, abitazioni e infrastrutture. Gli incendi boschivi rappresentano una minaccia sempre più concreta anche per la salute pubblica. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Europa, che segnala un deciso aumento dei roghi nel continente e richiama l’attenzione sugli effetti, spesso sottovalutati, dell’esposizione al fumo. I dati diffusi dall’OMS mostrano come il fenomeno stia assumendo dimensioni sempre più rilevanti. Nel 2025 gli incendi boschivi hanno interessato 2,2 milioni di ettari nella Regione europea dell’OMS, contro gli 1,4 milioni del 2022, con un incremento del 57% in appena quattro anni. E il 2026 conferma questa tendenza: tra gennaio e luglio, in Portogallo e Spagna, il numero degli incendi segnalati è aumentato di oltre il 100% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Dietro questi numeri ci sono persone e comunità reali. Gli incendi boschivi distruggono case e mezzi di sussistenza, costringono all’evacuazione e mettono a dura prova i servizi di emergenza e i sistemi sanitari. Tragicamente, causano anche la perdita di vite umane. Gli effetti sulla salute vanno ben oltre le fiamme”, sottolinea il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge.
Il cambiamento climatico allunga la stagione degli incendi
Secondo l’OMS, gli incendi boschivi stanno aumentando in tutto il mondo per frequenza, intensità e durata. A favorirli sono condizioni climatiche sempre più estreme, caratterizzate da siccità prolungate, ondate di calore e forti venti. Il cambiamento climatico sta infatti modificando profondamente la stagione degli incendi, che oggi tende a iniziare prima e a concludersi più tardi rispetto al passato. A questo si aggiunge la crescente urbanizzazione delle aree rurali, che aumenta il numero di persone esposte al rischio. Le conseguenze non si limitano alle aree direttamente interessate dalle fiamme. Gli incendi possono interrompere trasporti, reti di comunicazione, approvvigionamento idrico ed energetico, con ripercussioni sulla vita delle comunità e sulla continuità dei servizi sanitari.
Il fumo viaggia per centinaia di chilometri
L’aspetto più insidioso riguarda però il fumo prodotto dagli incendi, che può raggiungere anche territori molto distanti dal luogo del rogo. L’OMS ricorda che il fumo degli incendi boschivi è una miscela complessa di sostanze nocive, tra cui particolato fine (PM2.5), biossido di azoto (NO2), ozono, idrocarburi aromatici e metalli pesanti come il piombo. Oltre a peggiorare la qualità dell’aria, gli incendi rilasciano nell’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica e altri gas serra, contribuendo ad alimentare ulteriormente il cambiamento climatico. “Il fumo può percorrere lunghe distanze, aggravando le patologie cardiache e respiratorie e compromettendo la salute mentale, in particolare tra gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza e le persone affette da malattie croniche”, avverte ancora Kluge. Secondo l’OMS, l’esposizione al fumo può inoltre ostacolare l’accesso alle cure e ai servizi pubblici, soprattutto quando gli incendi colpiscono aree già fragili o isolate.
Le raccomandazioni dell’OMS
Per ridurre i rischi sanitari, l’Organizzazione mondiale della sanità invita la popolazione che vive o si trova nelle aree interessate dagli incendi a seguire le indicazioni delle autorità locali, allontanarsi dai roghi quando è possibile farlo in sicurezza, limitare gli spostamenti non indispensabili e utilizzare una mascherina protettiva ben aderente se è necessario uscire in presenza di fumo. Chi manifesta difficoltà respiratorie, peggioramento dell’asma, dolore toracico o altri sintomi importanti dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un medico. Parallelamente, l’OMS sottolinea il ruolo delle istituzioni. “I governi possono proteggere la popolazione fornendo allerte tempestive su incendi boschivi, condizioni meteorologiche e qualità dell’aria, consigli sanitari chiari e assistenza sanitaria di base e di emergenza accessibile. Le persone più a rischio hanno inoltre bisogno di accedere ad aree con aria pulita e fresche, linee di assistenza telefonica e sostegno mirato”, afferma Kluge.
Prepararsi a un fenomeno destinato a crescere
Per l’OMS il progressivo aumento delle temperature rende inevitabile prepararsi a incendi boschivi sempre più frequenti e intensi. “Poiché i cambiamenti climatici stanno causando il riscaldamento globale, dobbiamo prepararci a incendi boschivi più frequenti e intensi – conclude Kluge -. Presso l’OMS Europa stiamo collaborando con i Paesi per valutare i rischi, pianificare le emergenze, elaborare linee guida per proteggere le persone dal fumo e dal caldo estremo e rendere i servizi e le strutture sanitarie più resilienti”. Un richiamo che va oltre la gestione dell’emergenza. Per gli esperti dell’OMS, infatti, affrontare gli incendi boschivi significa anche investire nella prevenzione, nella resilienza dei sistemi sanitari e nelle politiche di contrasto al cambiamento climatico, perché gli effetti dei roghi non si esauriscono quando le fiamme vengono spente, ma possono continuare a influenzare la salute delle persone e dell’ambiente per molto tempo.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato