One Health 24 Luglio 2026 14:10

Caldo, weekend di tregua ma gli esperti avvertono: “In 20 anni la mortalità tra gli over 65 è aumentata del 54%”

Sabato bollino verde in 26 città su 27, domenica tornano le allerte gialle soprattutto al Sud e in Sicilia. Intanto la Simeu lancia un protocollo nazionale per la gestione del colpo di calore

di I.F.
Caldo, weekend di tregua ma gli esperti avvertono: “In 20 anni la mortalità tra gli over 65 è aumentata del 54%”

L’ultimo fine settimana di luglio porterà una pausa dall’ondata di caldo che ha interessato l’Italia negli ultimi giorni. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, sabato 25 luglio 26 delle 27 città monitorate saranno contrassegnate dal bollino verde, indicativo di condizioni meteorologiche che non comportano rischi per la salute della popolazione. L’unica eccezione sarà Cagliari, che passa comunque al bollino giallo dopo i giorni caratterizzati dal livello massimo di allerta. La tregua, però, potrebbe essere di breve durata. Già da domenica le città con bollino giallo saliranno a otto, soprattutto nelle regioni meridionali, con un nuovo aumento delle temperature in Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Sardegna e Umbria. Un miglioramento temporaneo che non deve far abbassare la guardia. Le temperature estreme continuano infatti a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica, soprattutto per anziani e persone fragili.

In vent’anni mortalità in aumento del 54% tra gli over 65

Negli ultimi vent’anni la mortalità legata al caldo tra le persone con più di 65 anni è aumentata del 54%. Il dato è stato richiamato dalla Società italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (Simeu), che ha presentato un nuovo protocollo nazionale per uniformare il riconoscimento e il trattamento del colpo di calore nei Pronto soccorso italiani. Il documento nasce dall’esigenza di standardizzare la gestione di una condizione clinica che può avere conseguenze gravissime se non trattata tempestivamente.

Il colpo di calore è un’emergenza medica

Il colpo di calore rappresenta infatti una vera e propria emergenza tempo-dipendente. Se non riconosciuto e trattato rapidamente può avere una mortalità fino all’80%. Per questo la Simeu ha elaborato il “Percorso Calore”, un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale che definisce gli interventi da mettere in atto dal primo soccorso sul territorio fino all’eventuale ricovero in terapia sub-intensiva. “Il colpo di calore è un’emergenza tempo-dipendente, esattamente come l’infarto o l’ictus, ma non ha ancora una rete che lo tratti come tale”, sottolinea Mario Guarino, vicepresidente nazionale Simeu e direttore della Medicina d’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale CTO di Napoli. L’obiettivo è garantire procedure uniformi in tutto il Paese, dalla fase di riconoscimento dei sintomi alla gestione clinica in Pronto soccorso. “Il punto non è la competenza, che nei nostri Pronto soccorso c’è. Il punto è l’omogeneità. Un paziente con colpo di calore deve trovare lo stesso percorso e gli stessi tempi ovunque si trovi”, aggiunge Guarino.

Un protocollo per uniformare l’assistenza

Il documento fornisce indicazioni operative per il personale dell’emergenza-urgenza, definendo i criteri di identificazione del colpo di calore, i trattamenti da avviare tempestivamente e gli aspetti organizzativi necessari durante la stagione estiva. La società scientifica ha inoltre messo il protocollo a disposizione del Ministero della Salute, proponendone l’integrazione nelle direttive nazionali per la gestione delle ondate di calore.

Domenica tornano le allerte in alcune città

Sul fronte meteorologico, la situazione resterà favorevole nella maggior parte del Paese almeno fino a sabato. Domenica, invece, il Ministero della Salute prevede il ritorno del bollino giallo in otto città, con il rialzo delle temperature che interesserà soprattutto il Sud e le Isole. Le allerte riguarderanno in particolare Catania, Palermo e Messina, dove il caldo tornerà a intensificarsi, ma anche alcune aree di Calabria, Puglia, Molise, Sardegna e Umbria. Un’evoluzione che conferma come, anche dopo una temporanea tregua, il rischio legato alle alte temperature rimanga elevato e renda necessario mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei confronti delle persone anziane, dei pazienti cronici e dei soggetti più vulnerabili.

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