Presentato a Palazzo Madama un disegno di legge bipartisan promosso dalla senatrice Simona Malpezzi insieme alla Società italiana di pediatria e a Fondazione Terre des Hommes
Nei primi tre anni di vita il cervello costruisce le basi dello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. È proprio in questa finestra così delicata che smartphone, tablet e altri dispositivi digitali dovrebbero rimanere fuori dalla quotidianità dei bambini. Da questa convinzione, sostenuta da un numero crescente di evidenze scientifiche, nasce la prima proposta di legge italiana che punta a regolamentare l’esposizione ai dispositivi digitali nella prima infanzia. Il disegno di legge, presentato oggi al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi e promosso insieme alla Società italiana di pediatria (Sip) e a Fondazione Terre des Hommes Italia ETS, è sostenuto da parlamentari di tutti gli schieramenti politici. L’obiettivo è costruire un vero sistema nazionale di prevenzione, capace di accompagnare le famiglie fin dalla gravidanza e di promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie durante tutta l’età evolutiva.
Le evidenze scientifiche
Alla base della proposta c’è il lavoro della Commissione Dipendenze digitali della Sip, che ha analizzato 78 studi dedicati agli effetti dell’esposizione precoce agli schermi. Secondo la revisione della letteratura, ogni 30 minuti aggiuntivi trascorsi davanti a uno schermo nei primi anni di vita possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio. Gli studi evidenziano inoltre possibili ripercussioni sull’attenzione, sulle funzioni esecutive, sulla regolazione delle emozioni, sulla qualità del sonno e sulla relazione tra bambino e adulto. Per questo il testo propone di considerare l’esposizione agli schermi nei primi 36 mesi come una pratica da evitare, inserendo tale indicazione nelle future Linee guida nazionali.
Un’alleanza con le famiglie
La proposta non punta a demonizzare la tecnologia, ma a promuoverne un utilizzo adeguato all’età. Per questo uno dei pilastri del provvedimento è rappresentato dall’informazione ai genitori. Corsi di accompagnamento alla nascita, punti nascita, consultori, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale saranno chiamati a fornire indicazioni specifiche sui possibili effetti dell’esposizione precoce ai dispositivi digitali, aiutando le famiglie a evitare che smartphone e tablet diventino strumenti abituali di intrattenimento o di sedazione dei più piccoli. “Questo disegno di legge mette al centro la tutela dei bambini attraverso una maggiore informazione e formazione, soprattutto dei genitori”, spiega la senatrice Simona Malpezzi, prima firmataria del provvedimento. “L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza nell’utilizzo di strumenti che ormai fanno parte della nostra quotidianità ma che possono essere particolarmente dannosi nei primi anni di vita”.
Più gioco e relazioni, meno schermi nei servizi educativi
Tra le novità previste dal testo figura anche il divieto di utilizzare dispositivi digitali nelle attività educative dei servizi destinati ai bambini da zero a tre anni, sia pubblici sia privati. I progetti educativi dovranno privilegiare esperienze fondamentali per lo sviluppo, come il gioco libero, il movimento, l’interazione con gli adulti e lo sviluppo del linguaggio. Parallelamente è prevista una formazione specifica degli educatori sui rischi legati all’esposizione precoce agli schermi.
Il ruolo dei pediatri
Per la Società italiana di pediatria i primi anni di vita rappresentano una fase decisiva dello sviluppo cerebrale. “Nei primi anni il cervello ha bisogno soprattutto di esperienze reali: relazione, contatto, movimento, gioco e ascolto – sottolinea il presidente della Sip, Rino Agostiniani -. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di evitare che venga introdotta troppo presto sottraendo spazio a esperienze indispensabili per la crescita. I pediatri possono svolgere un ruolo centrale nell’informare le famiglie, individuare precocemente le situazioni di rischio e accompagnare i genitori senza colpevolizzarli”.
Formazione e monitoraggio
Il disegno di legge dedica ampio spazio anche alla formazione dei professionisti sanitari, educativi e sociali. Pediatri, ostetriche, educatori, assistenti sanitari e assistenti sociali dovranno acquisire competenze specifiche sulla neurobiologia dello sviluppo e sui possibili rischi legati a un utilizzo precoce dei dispositivi digitali. Il testo prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero della Salute, di un Tavolo tecnico permanente per la salute digitale dei minori, con il compito di monitorare l’attuazione della legge, aggiornare periodicamente le Linee guida sulla base delle nuove evidenze scientifiche e promuovere attività di ricerca sugli effetti dell’esposizione agli schermi. Secondo Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Progetti Italia di Fondazione Terre des Hommes Italia ETS, la proposta rappresenta “un importante passo avanti per costruire un sistema di prevenzione fondato sul rigore scientifico e sulla collaborazione tra istituzioni, professionisti e famiglie”. Dello stesso avviso Marisa Marraffino, consulente legale della Fondazione, che definisce il provvedimento “un investimento sul futuro”, destinato a creare una rete di professionisti in grado di sostenere concretamente i genitori nell’educazione digitale dei figli.
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