Oltre due milioni di minori vivono in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. CESVI presenta la prima dashboard italiana dedicata al monitoraggio del maltrattamento all'infanzia
Oltre due milioni di minori vivono in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. CESVI presenta la prima dashboard italiana dedicata al monitoraggio del maltrattamento all'infanzia
In Italia la possibilità per un bambino di crescere in un contesto capace di proteggerlo dal maltrattamento continua a dipendere in larga misura dalla regione in cui nasce. È il quadro che emerge dalla prima dashboard italiana dedicata al monitoraggio del maltrattamento all’infanzia, realizzata da CESVI, che rende consultabili e confrontabili otto anni di dati raccolti attraverso l’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia. Lo strumento digitale, disponibile online, raccoglie sette edizioni dell’Indice, 65 indicatori e dati relativi al periodo 2018-2026, offrendo a istituzioni, operatori sanitari e sociali, ricercatori, giornalisti e cittadini la possibilità di seguire nel tempo l’evoluzione della capacità delle Regioni di prevenire e contrastare il fenomeno.
Oltre due milioni di minori vivono in famiglie fragili
Il contesto di partenza è già di per sé allarmante. In Italia oltre due milioni di bambini e ragazzi sotto i 16 anni vivono in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 26,7% della popolazione minorile. Una quota che nel Mezzogiorno sale fino al 43,6%, confermando quanto il luogo di nascita continui a incidere sulle opportunità di crescita e tutela. Le forme di maltrattamento più frequentemente riscontrate restano la patologia delle cure, la violenza assistita e il maltrattamento psicologico. E, nonostante il susseguirsi delle rilevazioni, la geografia delle disuguaglianze è cambiata molto poco.
Una fotografia che diventa un film
“La dashboard trasforma una fotografia in un film”, sottolinea il direttore generale di CESVI, Stefano Piziali. Otto anni di monitoraggio mostrano infatti che le differenze territoriali non sono episodiche, ma strutturali. La Campania ha occupato stabilmente l’ultimo posto della classifica in tutte le sette edizioni dell’Indice, seguita costantemente dalle altre regioni del Mezzogiorno più fragili, come Calabria, Sicilia e Puglia. Sul versante opposto, l’Emilia-Romagna ha guidato la graduatoria in sei edizioni su sette, cedendo il primo posto soltanto nel 2021 al Trentino-Alto Adige. Tra le realtà più virtuose figurano inoltre Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Liguria e Valle d’Aosta, mentre il Veneto ha progressivamente migliorato le proprie performance fino a raggiungere il secondo posto nell’ultima rilevazione. Secondo CESVI, le limitate variazioni osservate negli anni dimostrano che i fattori che alimentano il rischio di maltrattamento – povertà, fragilità sociale, difficoltà familiari, salute mentale e disponibilità di servizi – richiedono politiche continuative e investimenti di lungo periodo per produrre cambiamenti significativi.
Servizi ancora troppo diseguali
La dashboard permette anche di analizzare l’evoluzione dei servizi destinati a sostenere bambini e famiglie. I servizi di sostegno alla genitorialità hanno recuperato terreno dopo la contrazione registrata durante la pandemia, passando da oltre 135 mila utenti nel 2018 a quasi 145 mila nel 2022. Il recupero, però, non ha ridotto le profonde differenze territoriali: nel Nord vengono raggiunti 741 utenti ogni 100 mila abitanti della popolazione target, contro 322 nel Centro e appena 271 nel Mezzogiorno. In pratica, al Sud la copertura resta inferiore a un terzo rispetto a quella delle regioni settentrionali. Anche i servizi sociali professionali hanno registrato una crescita del 6,9% tra il 2018 e il 2022, ma gli incrementi risultano più evidenti proprio nelle aree dove le reti territoriali erano già più solide. Al contrario, i territori caratterizzati da maggiore vulnerabilità economica e minore disponibilità di servizi continuano a mostrare livelli di rischio più elevati. A questo si aggiunge un’altra criticità: il numero dei pediatri di libera scelta è diminuito in termini assoluti, passando da 7.499 nel 2018 a 6.962 nel 2022. Il lieve miglioramento del rapporto tra pediatri e popolazione minorile dipende infatti soprattutto dalla riduzione del numero di bambini, non da un reale potenziamento della rete assistenziale.
Salute mentale: ricoveri in aumento del 47%
Uno dei dati più significativi riguarda il benessere psicologico di bambini e adolescenti. Le edizioni dell’Indice relative agli anni della pandemia hanno evidenziato un peggioramento di numerosi fattori di rischio, soprattutto nelle aree già più vulnerabili. Dal 2024 emergono alcuni segnali di recupero, ma l’inflazione, l’aumento del costo della vita e la precarietà economica continuano a pesare sulle famiglie più fragili, alimentando il rischio di isolamento, trascuratezza e maltrattamento. Particolarmente preoccupante è l‘incremento delle dimissioni ospedaliere per disturbi psichici tra i minorenni, passate da 5,51 ogni 10 mila abitanti nel 2019 a 8,1 nel 2023, con un aumento del 47%. Un dato che, secondo CESVI, conferma la crescente diffusione del disagio mentale tra bambini e adolescenti e richiama la necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione, ascolto e presa in carico precoce.
Uno strumento per orientare le politiche
La nuova piattaforma consente di esplorare l’andamento delle sei dimensioni che compongono l’Indice – cura, salute, sicurezza, accesso alla conoscenza, lavoro e accesso a risorse e servizi – attraverso 65 indicatori statistici provenienti da fonti ufficiali nazionali e regionali. L’obiettivo non è quantificare i casi di maltrattamento, ma valutare quanto i diversi territori siano attrezzati per prevenirli e affrontarli attraverso servizi, politiche pubbliche e sistemi di protezione. Per tradurre i dati in interventi concreti, CESVI continua inoltre a operare nelle aree più vulnerabili del Paese con il programma “Case del Sorriso”, attivo in Campania, Puglia, Sicilia e Lombardia, dove vengono offerti sostegno psicologico, supporto alla genitorialità e attività educative rivolte a bambini, adolescenti e famiglie.
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