Salute 15 Luglio 2026 15:19

Depressione, lo yoga riscaldato può ridurre i sintomi in otto settimane

Lezioni di hot yoga svolte a 40 °C sono state associate a una diminuzione dei punteggi della depressione. I benefici sono aumentati con la frequenza e non si sono attenuati fino a 30 sessioni.

di Arnaldo Iodice
Depressione, lo yoga riscaldato può ridurre i sintomi in otto settimane

Praticare con maggiore frequenza yoga in un ambiente riscaldato potrebbe contribuire a ridurre più intensamente i sintomi della depressione. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders, che ha esaminato la relazione tra numero di lezioni frequentate e miglioramento clinico in adulti con depressione da moderata a grave. La ricerca ha coinvolto 80 partecipanti che non praticavano yoga regolarmente e che erano disponibili a seguire almeno due sessioni settimanali. Le lezioni, svolte in studi comunitari dell’area di Boston, consistevano in 90 minuti di hatha yoga in stanze riscaldate a 40 °C, con una sequenza prestabilita di 26 posture e due esercizi di respirazione. Metà del campione ha iniziato subito il programma di otto settimane, mentre l’altra metà è stata inserita in un gruppo di attesa e ha cominciato dopo lo stesso intervallo.

I risultati hanno mostrato una relazione dose-risposta: ogni lezione aggiuntiva è stata associata a una riduzione stimata di 0,72 punti nella scala clinica utilizzata per valutare la depressione. I benefici, inoltre, non sembravano attenuarsi con l’aumentare della frequenza e sono proseguiti anche tra quanti hanno raggiunto 30 sessioni complessive nel periodo esaminato.

Yoga e calore, una combinazione da approfondire

Lo hot yoga unisce due interventi già studiati separatamente per i loro possibili effetti sul benessere psicologico. Lo yoga tradizionale può favorire attività fisica, respirazione controllata, rilassamento e consapevolezza corporea, mentre la termoterapia è stata associata in alcune ricerche a potenziali benefici sull’umore.

Il calore, compreso generalmente tra 32 e 40 °C, rilassa inoltre la muscolatura, facilita lo stretching e rende l’esercizio più intenso. Prima di questa analisi, tuttavia, non era chiaro se frequentare un numero maggiore di lezioni producesse risultati progressivamente migliori. La presenza del gruppo di attesa ha permesso agli studiosi di distinguere, almeno in parte, gli effetti del programma dal semplice trascorrere del tempo o dalle aspettative positive legate alla partecipazione a una sperimentazione.

Un possibile supporto alle terapie, ma non un trattamento sostitutivo

Tra i 65 partecipanti che hanno completato le valutazioni successive, i punteggi relativi alla depressione sono diminuiti mediamente di circa 13 punti durante le otto settimane di yoga riscaldato. L’andamento è risultato simile sia nel gruppo che aveva iniziato subito, sia tra coloro che avevano seguito il programma dopo il periodo di attesa. I miglioramenti non sembravano inoltre dipendere da età, sesso o livello di istruzione. Un dato rilevante riguarda i partecipanti già in trattamento con antidepressivi, che hanno ottenuto benefici paragonabili a quelli osservati tra chi non assumeva farmaci. Questo risultato suggerisce che lo hot yoga potrebbe avere un ruolo complementare e non necessariamente alternativo rispetto alle terapie convenzionali.

La prudenza resta comunque necessaria. Lo studio ha coinvolto un campione relativamente contenuto e non consente ancora di stabilire quale sia il numero ideale di lezioni, dopo quanto tempo compaiano i primi effetti o quando i benefici raggiungano un limite. Saranno quindi utili ricerche più ampie, capaci di confrontare programmi con frequenze diverse e di valutare la durata dei miglioramenti nel tempo. È importante anche ricordare che l’attività in ambienti molto caldi non è adatta a tutti: persone con particolari condizioni cardiovascolari, problemi di pressione, difficoltà nella termoregolazione o altre fragilità dovrebbero confrontarsi con un medico prima di iniziare.

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