Advocacy e Associazioni 15 Luglio 2026 13:42

Ausili e protesi, UILDM: “Il diritto all’autonomia non può dipendere dal luogo in cui si vive”

UILDM chiede una riforma capace di semplificare l'accesso ai dispositivi e di valorizzarne il ruolo nel progetto di vita della persona

di I.F.
Ausili e protesi, UILDM: “Il diritto all’autonomia non può dipendere dal luogo in cui si vive”

Gli ausili non sono semplici dispositivi tecnici, ma strumenti che permettono alle persone con disabilità di muoversi, comunicare, studiare, lavorare e partecipare pienamente alla vita sociale. Per questo l’accesso tempestivo all’assistenza protesica rappresenta un diritto che deve essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. È il messaggio emerso dall’incontro promosso dall’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), nato sulla scia delle Manifestazioni Nazionali UILDM 2026, che ha riunito associazioni e rappresentanti di Ausili di Confindustria Dispositivi Medici per fare il punto sulle criticità che ancora oggi ostacolano l’accesso agli ausili.

“Gli ausili sono strumenti di autonomia”

Secondo UILDM, l’attuale situazione è caratterizzata da uno stallo normativo che non riesce a tenere il passo con l’evoluzione delle tecnologie assistive e con i bisogni delle persone con disabilità. Una condizione che rallenta l’accesso ai dispositivi, aumenta le differenze tra territori e rende più difficile l’effettiva esigibilità di un diritto fondamentale. “Gli ausili non sono strumenti accessori, ma presidi fondamentali per la vita quotidiana, per la mobilità, per la comunicazione, per l’autonomia e per la dignità della persona con disabilità – afferma Maurizio Conte, consigliere nazionale di UILDM. Per l’associazione, il diritto a ricevere l’ausilio più appropriato non dovrebbe dipendere dal luogo di residenza, dalla capacità di orientarsi tra procedure amministrative complesse o dalla possibilità di sostenere spese aggiuntive -. Oggi il rischio più grande è che il diritto all’ausilio venga vissuto come un percorso a ostacoli e che nascere o vivere in un determinato territorio possa trasformarsi in uno svantaggio”, sottolinea Conte.

Guardare al valore degli ausili, non solo al loro costo

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il valore delle tecnologie assistive, che non può essere valutato esclusivamente in termini economici. Un ausilio appropriato, infatti, non migliora soltanto la salute della persona, ma favorisce la partecipazione alla vita scolastica, lavorativa, relazionale e sociale, con ricadute positive anche per le famiglie e per l’intero sistema di welfare. “Troppo spesso il sistema si concentra sul costo del dispositivo e non sul valore che un ausilio appropriato produce nella vita della persona e nel suo contesto sociale e lavorativo – osserva Elena Menichini, presidente dell’associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici -. Un ausilio adeguato può liberare risorse all’interno del nucleo familiare e contribuire a ridurre un costo sociale nascosto che troppo spesso non viene preso in considerazione”.

“Serve un sistema capace di stare al passo con l’innovazione”

Secondo Menichini, uno dei principali ostacoli è rappresentato da un impianto normativo rigido e da procedure che faticano ad accompagnare l’evoluzione delle tecnologie e la crescente personalizzazione dei bisogni assistenziali. “Oggi ci confrontiamo con procedure che, in molti casi, non riescono a stare al passo con l’innovazione e con la necessità di garantire risposte tempestive. È indispensabile aprire una nuova fase di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, perché migliorare il sistema significa migliorare concretamente la vita delle persone, nel rispetto della sostenibilità del Servizio sanitario”.

Meno burocrazia e più coinvolgimento delle associazioni

Dal confronto è emersa anche la richiesta di ridurre la frammentazione tra le diverse realtà territoriali, semplificare le procedure burocratiche e coinvolgere maggiormente le associazioni delle persone con disabilità nei processi decisionali. Per UILDM, il tema degli ausili e dell’assistenza protesica non riguarda soltanto l’accesso ai dispositivi, ma si inserisce in una visione più ampia che mette al centro i diritti, l’autonomia e il progetto di vita della persona. Per raggiungere questo obiettivo, conclude l’associazione, servono strumenti concreti, percorsi più semplici e uniformi, oltre a una maggiore formazione rivolta sia alle persone con disabilità sia alle loro famiglie, affinché possano esercitare pienamente il proprio diritto all’autonomia e alla partecipazione sociale.

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