Salute 14 Luglio 2026 16:32

Hai dolore al petto ma le coronarie sono sane? Un esame può individuare la causa nascosta

Molte persone continuano ad avere dolore al petto anche se la coronarografia non mostra ostruzioni. Uno studio su 250 pazienti dimostra che la risonanza magnetica cardiaca da stress può individuarne la causa, cambiare la diagnosi nel 53% dei casi e migliorare i sintomi e la qualità di vita.

di Viviana Franzellitti
Hai dolore al petto ma le coronarie sono sane? Un esame può individuare la causa nascosta

Chi soffre di dolore al petto persistente ma, dopo la coronarografia, si sente dire che le arterie coronarie sono “normali” spesso esce dal percorso diagnostico con più domande che risposte. Eppure l’assenza di ostruzioni non significa necessariamente che il cuore sia sano. Una ricerca multicentrica randomizzata, pubblicata su Nature Medicine, ha coinvolto 250 pazienti con un’età media di 63 anni (il 50% donne) proprio per capire se fosse possibile individuare la causa dei sintomi con un esame più approfondito. I ricercatori hanno valutato l’efficacia della risonanza magnetica cardiaca da stress, capace di misurare il flusso di sangue nel muscolo cardiaco e di rilevare alterazioni del microcircolo non visibili con gli esami tradizionali. I risultati mostrano che questo approccio ha cambiato la diagnosi nel 53% dei casi e ha permesso di impostare cure più appropriate, con una significativa riduzione dell’angina e un miglioramento della qualità di vita a 12 mesi.

Quando la coronarografia non basta a spiegare il dolore

Ogni anno migliaia di persone si sottopongono a una coronarografia per accertare l’origine di un dolore toracico compatibile con l’angina. Circa la metà non presenta restringimenti significativi delle arterie coronarie, ma questo non significa che i sintomi siano immaginari o che non abbiano un’origine cardiaca. Molti pazienti continuano infatti a convivere con dolore al petto, affanno e limitazioni nelle attività quotidiane, senza ricevere una diagnosi precisa né una terapia realmente efficace.

Il problema può essere nei piccoli vasi del cuore

Una possibile spiegazione è rappresentata dalla disfunzione del microcircolo coronarico, una condizione in cui ad alterarsi non sono le grandi arterie, ma i piccoli vasi che irrorano il muscolo cardiaco. Questi vasi sono troppo piccoli per essere valutati con la coronarografia tradizionale, ma se funzionano male possono ridurre l’apporto di ossigeno al cuore e provocare gli stessi sintomi dell’angina causata dalle ostruzioni coronariche. Proprio perché difficile da identificare, questa condizione è ancora oggi frequentemente sottodiagnosticata.

Come funziona la risonanza magnetica cardiaca da stress

La risonanza magnetica cardiaca da stress quantitativa permette di valutare quanto sangue raggiunge il muscolo cardiaco durante uno stimolo farmacologico che simula uno sforzo fisico. A differenza della coronarografia, che fotografa soprattutto le arterie di maggiore calibro, questo esame consente di misurare il flusso di sangue nel cuore e di evidenziare eventuali alterazioni della microcircolazione.

Nello studio, le informazioni ottenute con la risonanza hanno portato i cardiologi a rivedere la diagnosi nel 53% dei pazienti, individuando la reale causa dei sintomi e modificando di conseguenza il percorso terapeutico.

Meno angina e migliore qualità di vita dopo un anno

I ricercatori hanno seguito i partecipanti per 12 mesi, confrontando chi aveva ricevuto una terapia guidata dai risultati della risonanza con chi era stato gestito secondo la pratica clinica abituale.

I pazienti del primo gruppo hanno riportato una riduzione significativa degli episodi di angina, un migliore controllo dei sintomi e una qualità di vita superiore. I risultati suggeriscono che una diagnosi più accurata consente di scegliere trattamenti più mirati, evitando che molte persone continuino a convivere con dolore toracico senza una spiegazione.

Cosa cambia per i pazienti e per il Servizio sanitario

Lo studio apre prospettive importanti soprattutto per quei pazienti che, dopo una coronarografia negativa, rischiano di sentirsi dire che il dolore non dipende dal cuore. Riconoscere la disfunzione del microcircolo coronarico significa poter offrire un percorso diagnostico e terapeutico più appropriato, riducendo il rischio di visite ripetute, esami inutili e trattamenti poco efficaci.

Prima che questo approccio entri nella pratica clinica in modo sistematico saranno necessari ulteriori studi e una valutazione della sua applicabilità nei diversi contesti sanitari. Tuttavia, i risultati indicano che la risonanza magnetica cardiaca da stress potrebbe diventare uno strumento prezioso per migliorare la presa in carico dei pazienti con dolore toracico persistente e coronarie apparentemente sane, favorendo una diagnosi più tempestiva e cure realmente personalizzate.

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