Salute 13 Luglio 2026 15:42

Viaggi all’estero, il decalogo degli infettivologi per partire in sicurezza

Vaccinazioni aggiornate, protezione dalle zanzare, attenzione a cibo e acqua, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili e consulenza medica prima della partenza. I consigli della SIMIT

di Redazione
Viaggi all’estero, il decalogo degli infettivologi per partire in sicurezza

L’estate è il tempo delle vacanze e delle partenze, spesso verso destinazioni tropicali o Paesi lontani. Ma preparare la valigia non basta. Prima di mettersi in viaggio è importante dedicare qualche minuto anche alla propria salute. Perché, se alcune malattie infettive sono ormai rare nel nostro Paese, continuano invece a rappresentare un rischio in molte aree del mondo. E una corretta prevenzione può fare la differenza. Lo dice la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) che, alla vigilia delle partenze estive, ha elaborato un decalogo rivolto ai viaggiatori con la consulenza di Cristina Mussini, presidente della SIMIT e direttrice della Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, e di Antonio Cascio, professore di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Palermo e direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico “Paolo Giaccone”.

Prima di partire, una visita può evitare molti problemi

Il primo consiglio degli infettivologi è programmare il viaggio con anticipo, soprattutto se la destinazione è un Paese tropicale o un’area in cui sono presenti malattie infettive non comuni in Italia. Una consulenza presso gli ambulatori di Medicina dei Viaggi o nei reparti di Malattie Infettive consente infatti di valutare i rischi specifici della destinazione, verificare le vaccinazioni necessarie e ricevere eventuali prescrizioni preventive. È inoltre importante informarsi presso gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), gli unici autorizzati a somministrare il vaccino contro la febbre gialla e a rilasciare il certificato internazionale richiesto da alcuni Paesi.

Controllare i richiami vaccinali

Prima della partenza è consigliabile verificare di essere in regola con le vaccinazioni di routine. Tra queste figurano i richiami contro morbillo, rosolia, tetano, difterite e Covid-19, oltre alla vaccinazione antipneumococcica per le categorie a rischio. A seconda della meta e della durata del soggiorno possono inoltre essere raccomandati i vaccini contro epatite A, febbre tifoide, meningococco, colera, encefalite giapponese o rabbia.

Malaria e dengue: due rischi diversi

Tra le malattie tropicali, gli esperti invitano a non confondere Ebola con i rischi realmente più frequenti per chi viaggia. L’infezione da virus Ebola, spiegano gli infettivologi, non rappresenta oggi un pericolo specifico per il turista, mentre richiede particolare attenzione soprattutto per gli operatori sanitari impegnati nelle aree interessate dai focolai. Diverso il discorso per malaria e dengue. La malaria continua a essere una malattia potenzialmente molto grave per chi non possiede un’immunità naturale. Per questo la chemioprofilassi, quando indicata, deve essere prescritta dal medico sulla base della destinazione, delle eventuali resistenze del parassita e delle terapie già assunte dal paziente. Per la dengue, invece, la prevenzione passa soprattutto dalla protezione contro le punture di zanzara. Repellenti cutanei, zanzariere e ambienti climatizzati rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di infezione.

Un piccolo kit sanitario può essere prezioso

Nel bagaglio non dovrebbe mancare un kit di primo soccorso. Gli infettivologi consigliano di portare con sé sali reidratanti per affrontare eventuali episodi di diarrea o vomito, i farmaci prescritti dal medico per la diarrea del viaggiatore, materiale per medicare piccole ferite e, se indicato, un antibiotico a largo spettro. Chi soffre di patologie croniche dovrebbe inoltre trasportare le terapie abituali nelle corrette condizioni di conservazione e valutare la stipula di una polizza assicurativa sanitaria, particolarmente utile nei Paesi dove l’assistenza medica può avere costi molto elevati. Anche le precauzioni alimentari rimangono fondamentali. È preferibile consumare esclusivamente acqua in bottiglia, evitare il ghiaccio nelle bevande e prestare particolare attenzione ai cibi crudi, soprattutto pesce e crostacei, che possono trasmettere infezioni batteriche o parassitarie.

Prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili

La SIMIT ricorda che il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili non riguarda soltanto i viaggi all’estero, ma anche le vacanze trascorse in Italia. Il preservativo resta il metodo più efficace per ridurre il rischio di infezione da HIV, gonorrea, sifilide, herpes genitale e papillomavirus umano (HPV). Gli esperti richiamano inoltre l’attenzione sul preservativo femminile, ancora poco utilizzato nel nostro Paese, ma considerato uno strumento importante di autonomia e prevenzione. Per le persone con un rischio elevato di esposizione al virus HIV può essere indicata la profilassi pre-esposizione (PrEP), da assumere continuativamente sotto controllo specialistico. Se invece si verifica un rapporto a rischio, la profilassi post-esposizione (PEP) deve essere iniziata entro 72 ore e può essere prescritta esclusivamente presso i reparti di Malattie Infettive. Gli infettivologi raccomandano inoltre di evitare rapporti sessuali sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, condizioni che aumentano significativamente la probabilità di comportamenti non protetti.

Non dimenticare il vaccino contro l’HPV

L’ultimo consiglio riguarda la vaccinazione contro il papillomavirus umano. La vaccinazione anti-HPV è raccomandata sia alle ragazze sia ai ragazzi, preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma può essere utile anche in età adulta, soprattutto in presenza di partner occasionali. Oltre a prevenire il tumore della cervice uterina, ricorda la SIMIT, contribuisce infatti a ridurre il rischio di altre neoplasie correlate al virus, come quelle del pene, dell’ano e del distretto testa-collo. Il messaggio degli infettivologi è chiaro: programmare il viaggio significa anche programmare la prevenzione. Bastano poche precauzioni prima della partenza per ridurre il rischio di infezioni e vivere le vacanze con maggiore serenità.

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