Sanità 10 Luglio 2026 09:45

LEA 2024, migliora la sanità italiana ma il diritto alla salute resta diseguale: tre territori ancora sotto la soglia

Il monitoraggio del Ministero della Salute mostra un sistema sanitario che cresce nel complesso, soprattutto nella prevenzione e nell'assistenza territoriale. Ma Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano non raggiungono ancora gli standard minimi in almeno una delle macroaree in analisi

di Corrado De Rossi Re
LEA 2024, migliora la sanità italiana ma il diritto alla salute resta diseguale: tre territori ancora sotto la soglia

La sanità italiana migliora, ma non abbastanza da garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità di cura. È questa l’immagine che emerge dal monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) 2024 realizzato dal Ministero della Salute attraverso gli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), lo strumento con cui vengono valutate le performance delle Regioni nell’erogazione delle prestazioni sanitarie che il Servizio sanitario nazionale deve assicurare a tutta la popolazione.

La notizia positiva è che il sistema mostra segnali di crescita rispetto all’anno precedente: migliorano in particolare la prevenzione e l’assistenza distrettuale, cioè quella più vicina ai cittadini, mentre l’area ospedaliera registra una lieve flessione pur mantenendo livelli complessivamente elevati.

Cosa significa superare la soglia dei LEA

I LEA rappresentano le prestazioni che ogni cittadino ha diritto a ricevere gratuitamente o con il pagamento del ticket. Per verificare che questo diritto sia realmente garantito, il Ministero valuta le Regioni attraverso 27 indicatori CORE che misurano tre grandi aree:

  • prevenzione;
  • assistenza distrettuale e territoriale;
  • assistenza ospedaliera.

Per essere considerata “adempiente”, una Regione deve raggiungere almeno 60 punti in ciascuna delle tre macroaree. Non è quindi possibile compensare una buona performance ospedaliera con carenze nella prevenzione o nell’assistenza territoriale: ogni ambito deve garantire standard minimi di qualità.

Solo tre territori sotto la soglia

Nel 2024 quasi tutte le Regioni e Province autonome superano gli standard richiesti in tutte le macroaree.

Restano però tre eccezioni:

  • Provincia autonoma di Bolzano, insufficiente nell’area della prevenzione;
  • Sicilia, anch’essa sotto la soglia nella prevenzione;
  • Calabria, che non raggiunge lo standard nell’assistenza distrettuale.

Si tratta di un miglioramento rispetto agli anni precedenti, quando erano molte di più le Regioni che presentavano criticità in almeno una delle aree monitorate. Il dato conferma una progressiva crescita del sistema, ma evidenzia anche come il percorso verso una reale uniformità dei servizi sia ancora incompleto.

La prevenzione cresce, ma non ovunque

Tra gli aspetti più incoraggianti emerge il rafforzamento della prevenzione, una delle priorità della sanità pubblica.

Secondo il Ministero, quasi tutte le Regioni migliorano i propri punteggi, con poche eccezioni rappresentate da Marche, Campania e Calabria, dove non si osserva lo stesso andamento positivo.

Anche l’assistenza distrettuale registra progressi, soprattutto in Valle d’Aosta, Abruzzo, Campania e Puglia, mentre Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana mantengono livelli già elevati e sostanzialmente stabili. Resta tuttavia evidente un divario territoriale che continua a penalizzare diverse aree del Centro-Sud.

Ospedali solidi, ma la sfida è il territorio

La macroarea ospedaliera continua a rappresentare il punto di maggiore forza del Servizio sanitario nazionale: tutte le Regioni raggiungono infatti i livelli di garanzia previsti dal Nuovo Sistema di Garanzia.

In particolare Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Marche confermano risultati elevati e stabili nel tempo.

Il quadro conferma però una tendenza ormai nota: la maggiore criticità non riguarda più tanto gli ospedali quanto la capacità dei servizi territoriali di intercettare i bisogni dei cittadini, garantire continuità assistenziale e ridurre le disuguaglianze di accesso.

Più attenzione all’equità

Tra le novità del monitoraggio 2024 compare anche un nuovo indicatore dedicato all’equità, che misura la rinuncia alle prestazioni sanitarie per motivi economici o per difficoltà organizzative nell’offerta dei servizi. È un segnale importante perché amplia la valutazione della qualità del sistema sanitario oltre gli aspetti strettamente clinici, considerando anche la reale possibilità per i cittadini di accedere alle cure.

Accanto a questo sono stati introdotti nuovi indicatori sul percorso assistenziale dello scompenso cardiaco e sulla donazione di organi, con l’obiettivo di rendere il monitoraggio sempre più aderente ai bisogni di salute della popolazione.

L’advocacy: garantire gli stessi diritti in tutta Italia

Per le associazioni dei pazienti, i dati del monitoraggio rappresentano molto più di una graduatoria. Dietro ogni indicatore ci sono tempi di attesa, possibilità di effettuare uno screening, accesso alle cure domiciliari, continuità assistenziale e presa in carico delle persone con patologie croniche.

Il fatto che quasi tutte le Regioni abbiano raggiunto gli standard minimi è un segnale incoraggiante, ma le differenze ancora presenti ricordano che il diritto alla salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Ridurre le disuguaglianze territoriali significa garantire ai cittadini non solo prestazioni di qualità, ma anche la concreta possibilità di accedervi in tempi appropriati e senza ostacoli economici o organizzativi.

Il monitoraggio del Nuovo Sistema di Garanzia, in questo senso, non è soltanto uno strumento di controllo amministrativo: è anche una bussola per orientare le politiche sanitarie verso una maggiore equità, affinché i Livelli essenziali di assistenza siano realmente “essenziali” per tutti.