One Health 10 Luglio 2026 09:23

Influenza aviaria H5, primo caso in un uccello marino australiano: “Il rischio per l’uomo resta basso”

Le autorità rassicurano: al momento non sono stati osservati focolai nel pollame né episodi di mortalità di massa e il rischio per la salute pubblica rimane basso

di Redazione
Influenza aviaria H5, primo caso in un uccello marino australiano: “Il rischio per l’uomo resta basso”

L’Australia registra per la prima volta un caso di influenza aviaria H5 in un uccello marino della fauna locale. Le analisi di laboratorio hanno infatti confermato la presenza del virus in una sterna dal ciuffo maggiore (greater crested tern) rinvenuta nella città costiera di Robe, nell’Australia Meridionale. Si tratta di un passaggio considerato significativo dagli esperti, perché finora i casi rilevati nel Paese avevano interessato esclusivamente uccelli marini migratori. Da giugno le autorità australiane hanno confermato complessivamente dodici positività al virus H5, tutte riconducibili ad animali provenienti dalle rotte migratorie e non alla fauna selvatica residente.

L’Australia perde il suo status di continente indenne

Per anni l’Australia è stata l’unica grande massa continentale rimasta indenne dalla diffusione del ceppo H5 dell’influenza aviaria, responsabile negli ultimi anni di epidemie che hanno colpito allevamenti avicoli e popolazioni di uccelli selvatici in numerose aree del mondo, causando elevati tassi di mortalità e importanti conseguenze economiche. Il rilevamento del virus in un uccello appartenente alla fauna locale rappresenta quindi un’evoluzione attesa ma attentamente monitorata dalle autorità veterinarie.

Le autorità: “Nessuna evidenza di diffusione

“Sebbene si tratti, ovviamente, di uno sviluppo preoccupante, non è inaspettato”, ha dichiarato la ministra australiana dell’Agricoltura Julie Collins. La ministra ha tuttavia sottolineato che, allo stato attuale, “non vi sono ancora prove di una mortalità di massa dovuta all’influenza aviaria H5”. Secondo il governo australiano, inoltre, non esistono evidenze che il virus si sia diffuso ad altre popolazioni animali, agli allevamenti avicoli o ai sistemi produttivi del Paese.

Rischio per la salute umana considerato basso

Le autorità sanitarie ribadiscono che il rischio per la popolazione rimane basso. La sterna risultata positiva è una specie costiera il cui areale si sovrappone a quello degli uccelli marini migratori nei quali il virus era già stato identificato nelle settimane precedenti. Secondo gli esperti, questo elemento rende plausibile che il contagio sia avvenuto proprio attraverso il contatto con esemplari migratori infetti. Le attività di sorveglianza epidemiologica proseguono per verificare l’eventuale comparsa di nuovi casi nella fauna selvatica e per escludere una diffusione del virus agli allevamenti, mantenendo alta l’attenzione su un’infezione che continua a rappresentare una delle principali minacce sanitarie per il comparto avicolo a livello globale.

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