Il 71% delle infezioni è associato a viaggi alle Maldive. Registrati anche 13 casi di Chikungunya e due di virus Zika, anch'essi importati
Sono 169 i casi confermati di Dengue registrati in Italia nei primi sei mesi del 2026, tutti associati a viaggi all’estero. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento della dashboard nazionale sulle arbovirosi pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (ISS), che fotografa la situazione epidemiologica dal 1° gennaio al 30 giugno. Non sono stati segnalati decessi. Secondo il monitoraggio dell’ISS, la maggior parte delle infezioni – il 71% – è riconducibile a viaggi effettuati alle Maldive, confermando il ruolo dei casi importati nella diffusione della malattia nel nostro Paese.
Le Regioni con il maggior numero di casi
La Lombardia è la Regione che ha notificato il numero più elevato di casi confermati (34), seguita da Emilia-Romagna (30), Lazio (25) e Toscana (23). Tutte le infezioni sono state acquisite all’estero e, al momento, non risultano casi autoctoni.
Anche Chikungunya e Zika restano casi importati
L’aggiornamento dell’ISS segnala inoltre 13 casi confermati di Chikungunya, anch’essi tutti associati a viaggi internazionali e senza decessi. Nel 77% dei casi il luogo di esposizione è rappresentato dalle Seychelles. Sono invece due i casi confermati di infezione da virus Zika, entrambi importati e senza esiti fatali. Per quanto riguarda la meningoencefalite da zecche (TBE), il sistema di sorveglianza non ha registrato casi nel periodo preso in esame. L’Istituto superiore di sanità continua a monitorare l’andamento delle arbovirosi attraverso la dashboard dedicata, con aggiornamenti periodici sulla situazione epidemiologica nazionale.
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