Dopo la decisione di AIFA sulle prime terapie anti-amiloide, Airalzh ETS pubblica un Position Statement che guarda oltre il dibattito regolatorio e indica le priorità per il futuro
Il dibattito che si è acceso nelle ultime settimane sulle nuove terapie per la malattia di Alzheimer non deve far perdere di vista l’obiettivo principale: continuare a investire nella ricerca e preparare il sistema sanitario alle cure del futuro. È questo il messaggio lanciato da Airalzh ETS (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer), che ha pubblicato un Position Statement dedicato all’innovazione terapeutica e alle politiche di ricerca nel nostro Paese. Il documento arriva dopo la recente decisione di AIFA sulle prime terapie anti-amiloide e nasce con l’obiettivo di offrire un contributo al confronto scientifico e istituzionale. L’Associazione precisa di non voler entrare nel merito delle valutazioni regolatorie, che spettano alle autorità competenti, ma di richiamare l’attenzione su una convinzione: il percorso dell’innovazione nell’Alzheimer non si esaurisce con una singola decisione e richiede una strategia di lungo periodo, capace di sostenere la ricerca e di accompagnare l’evoluzione dell’assistenza.
Oltre il dibattito sulle terapie
Secondo Airalzh, le nuove terapie rappresentano un passaggio importante nella storia della ricerca sull’Alzheimer. Pur richiedendo una costante valutazione delle evidenze scientifiche disponibili, testimoniano che la crescente conoscenza dei meccanismi biologici della malattia sta iniziando a tradursi nello sviluppo di trattamenti potenzialmente in grado di modificarne il decorso. Per questo motivo, sottolinea l’Associazione, è fondamentale non rallentare gli investimenti nella ricerca, ma creare le condizioni affinché il Servizio sanitario nazionale sia progressivamente pronto ad accogliere, quando appropriato, le future innovazioni terapeutiche.
Le cinque priorità strategiche
Nel Position Statement Airalzh individua cinque priorità considerate essenziali per affrontare le sfide poste dalla malattia. La prima riguarda il rafforzamento del sostegno alla ricerca, attraverso investimenti continuativi nella ricerca di base, traslazionale e clinica e una collaborazione sempre più stretta tra enti pubblici, università, IRCCS e imprese. Altrettanto centrale è la promozione della diagnosi precoce, con percorsi che consentano di individuare tempestivamente le persone nelle fasi iniziali della malattia, quando le opportunità terapeutiche possono risultare più efficaci. L’Associazione chiede inoltre di potenziare la rete dei centri specialistici, garantendo competenze multidisciplinari e un accesso più uniforme ai servizi su tutto il territorio nazionale. A questo si affianca la necessità di produrre nuove evidenze attraverso registri, studi osservazionali e raccolta sistematica dei dati della pratica clinica, strumenti indispensabili per valutare nel tempo efficacia, sicurezza e appropriatezza delle future innovazioni terapeutiche. Infine, Airalzh propone un confronto permanente tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e tutti gli attori coinvolti nella ricerca e nell’assistenza, affinché le decisioni future possano basarsi su un patrimonio di conoscenze sempre più ampio e condiviso.
“La ricerca ha aperto una nuova fase”
“L’Alzheimer continua a rappresentare una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo – afferma Alessandra Mocali, presidente di Airalzh ETS -. Per questo riteniamo importante contribuire al dibattito con uno sguardo rivolto al futuro. La ricerca deve continuare a essere sostenuta con determinazione, perché ogni avanzamento scientifico rappresenta un passo verso nuove opportunità per le persone che convivono con la malattia e per le loro famiglie. La ricerca ha aperto una nuova fase, destinata ad evolversi verso terapie progressivamente più efficaci nel modificare il decorso della malattia”. Più che un punto di arrivo, il Position Statement di Airalzh indica quindi una direzione. L’Associazione rinnova il proprio impegno a promuovere una ricerca indipendente, rigorosa e orientata alle persone, contribuendo a un confronto sempre più qualificato sulle prospettive della diagnosi, dell’assistenza e dell’innovazione terapeutica.
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