Salute 19 Giugno 2026 12:25

Salute mentale, giovani e REMS: la psichiatria italiana chiede una regia nazionale contro le disuguaglianze

Dall'aumento del disagio psicologico tra adolescenti e giovani adulti alle criticità delle REMS, fino alle differenze territoriali nell'accesso alle cure. La Società Italiana di Psichiatria propone una conferenza permanente delle Regioni per monitorare servizi, bisogni e risposte assistenziali

di I.F.
Salute mentale, giovani e REMS: la psichiatria italiana chiede una regia nazionale contro le disuguaglianze

Negli ultimi anni la domanda di assistenza per problemi di salute mentale è aumentata in modo significativo, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. Ansia, depressione, comportamenti autolesivi e accessi in pronto soccorso per motivi psichiatrici rappresentano oggi una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale. È quanto emerge dalla Conferenza nazionale delle Sezioni Regionali della Società Italiana di Psichiatria (SIP), in corso a Roma, dove specialisti provenienti da tutta Italia hanno fatto il punto sulle criticità che attraversano il sistema della salute mentale. Al centro del confronto, le profonde differenze nell’organizzazione dei servizi territoriali e nella capacità di presa in carico dei pazienti. Secondo gli psichiatri, proprio da questo confronto nasce la proposta di istituire una conferenza permanente delle Regioni dedicata alla salute mentale, con il compito di monitorare i bisogni, valutare le criticità e programmare interventi condivisi.

Un’Italia a più velocità

I dati mostrano un Paese caratterizzato da forti disomogeneità. Alcune realtà del Nord, come Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, presentano una rete territoriale strutturata e una maggiore capacità di intercettare il disagio. In Emilia-Romagna vengono presi in carico quasi 235 utenti ogni 10 mila abitanti, rispetto a una media nazionale di circa 172, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano si superano i 327 utenti ogni 10 mila abitanti. Accanto a queste esperienze virtuose emergono però situazioni più complesse. Nel Lazio, ad esempio, i tassi di riammissione ospedaliera risultano particolarmente elevati, mentre Marche, Abruzzo, Molise e Calabria continuano a fare i conti con una cronica carenza di personale. Nel Mezzogiorno, inoltre, convivono modelli molto differenti: alcune regioni, come la Puglia, hanno sviluppato una rete territoriale e riabilitativa consolidata, altre devono ancora rafforzare l’offerta di servizi. “In Italia la salute mentale riguarda complessivamente circa il 15-20% della popolazione nel corso della vita – spiega Guido Di Sciascio, presidente della SIP e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Bari – ma la risposta dei servizi resta disomogenea. Non dipende soltanto da una differenza geografica tra Nord e Sud, bensì dall’organizzazione e dalla presenza dei servizi sul territorio”.

Oltre 845 mila persone assistite nel 2024

Il peso crescente del disagio mentale trova conferma anche nei numeri più recenti. Nel 2024 i servizi specialistici hanno assistito circa 845 mila persone, mentre oltre 272 mila utenti sono entrati per la prima volta in contatto con i Dipartimenti di Salute Mentale. Nello stesso anno sono state erogate più di 10 milioni di prestazioni. Sempre nel 2024 si sono registrati oltre 636 mila accessi ai pronto soccorso per motivi psichiatrici, pari al 3,3% del totale, e 4.586 trattamenti sanitari obbligatori. Numeri che, secondo gli specialisti, evidenziano un aumento dei bisogni assistenziali e la necessità di rafforzare sia la prevenzione sia i servizi territoriali.

La fascia più fragile: adolescenti e giovani adulti

Tra i temi che hanno dominato il dibattito romano c’è quello della salute mentale degli adolescenti e dei giovani tra i 18 e i 30 anni, una fascia di popolazione che spesso rischia di sfuggire ai percorsi di cura. “Abbiamo dedicato particolare attenzione ai giovani e agli adolescenti – sottolinea Antonio Vita, presidente eletto della SIP e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Università di Brescia-Spedali Civili – perché rappresentano una delle principali aree critiche. È necessario rafforzare la prevenzione e l’intercettazione precoce dei disturbi, soprattutto nella delicata fase di transizione verso l’età adulta”. Secondo gli esperti, intervenire precocemente può evitare l’aggravarsi dei sintomi e ridurre il rischio di cronicizzazione dei disturbi.

REMS, liste d’attesa e percorsi da ripensare

Un altro nodo riguarda la psichiatria giudiziaria e il funzionamento delle REMS, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza destinate alle persone con disturbi psichiatrici autrici di reato. Attualmente nelle strutture sono presenti circa 632 persone, mentre altre 750 risultano in lista d’attesa. In alcune regioni i tempi di attesa possono superare i dodici mesi. ” Il sistema presenta criticità rilevanti – osserva Di Sciascio – tra cui la carenza di posti disponibili, le lunghe liste d’attesa e l’assenza di una filiera strutturata tra alta sicurezza, REMS e territorio. A questo si aggiungono problemi normativi e organizzativi che finiscono per esporre gli operatori a responsabilità non coerenti con il loro ruolo sanitario”. Per la SIP è necessario rafforzare il dialogo tra sistema sanitario e magistratura e costruire percorsi più chiari e coordinati per garantire cure appropriate e sicurezza.

Accesso alle cure innovative ancora diseguale

Le differenze territoriali non riguardano soltanto l’organizzazione dei servizi, ma anche la disponibilità delle terapie più innovative, farmacologiche e non farmacologiche. “Le differenze tra Regioni si riflettono anche nell’accesso ai trattamenti – conclude Vita –. Questo rischia di determinare percorsi assistenziali diversi a seconda del luogo di residenza. Garantire equità di accesso significa ridurre le disuguaglianze e assicurare standard di cura omogenei su tutto il territorio nazionale”. La richiesta che arriva dagli psichiatri è dunque quella di una governance più coordinata, capace di ridurre le disparità regionali e di rispondere in modo uniforme a una domanda di salute mentale in continua crescita.

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