Sanità 19 Giugno 2026 10:21

Non autosufficienza, in Lombardia oltre 710 milioni per sostegno domiciliare, servizi e vita indipendente

La Lombardia aggiorna la programmazione per il Fondo per le Non Autosufficienze, una misura che riguarda direttamente persone con disabilità, anziani non autosufficienti, famiglie e caregiver.

di CDRR
Non autosufficienza, in Lombardia oltre 710 milioni per sostegno domiciliare, servizi e vita indipendente

Con la DGR n. 6320 del 15 giugno 2026, la Regione ha adottato il Programma triennale 2026-2028 rivolto alle persone non autosufficienti assistite al proprio domicilio, con disabilità o anziane. Le risorse complessivamente disponibili per il triennio ammontano a 710.176.505 euro, grazie all’integrazione tra fondi regionali, nazionali e comunitari.

Il Fondo per le Non Autosufficienze, costituito da risorse ministeriali, è destinato alla cura e all’assistenza delle persone con disabilità e delle persone anziane non autosufficienti che vivono al domicilio e sono assistite dai familiari oppure da personale di assistenza assunto. È proprio questa dimensione domiciliare a rendere il provvedimento particolarmente rilevante dal punto di vista dell’advocacy: il tema non riguarda soltanto l’erogazione di contributi, ma la possibilità concreta per le persone fragili di restare nel proprio contesto di vita, con percorsi di sostegno adeguati e con servizi capaci di alleggerire il carico assistenziale delle famiglie.

Il nuovo Programma, secondo quanto indicato dalla Regione, conferma tutti gli strumenti e i livelli di contributo previsti dalla precedente programmazione, garantendo la continuità delle prestazioni a chi finora ha beneficiato delle misure B1 e B2. Al tempo stesso, introduce un riordino degli interventi finanziati, articolandoli in tre tipologie: Misura Sostegno, Misura Servizi e Misura Pro.Vi. per i progetti di vita indipendente.

La Misura Sostegno consiste nell’erogazione di contributi economici mensili finalizzati a favorire il mantenimento al domicilio della persona e a sostenere il nucleo familiare nel carico assistenziale. La Misura Servizi, invece, punta a sostenere in modo complessivo i percorsi individuali attraverso un sistema integrato di interventi, promuovendo contesti di offerta inclusivi e orientati alla realizzazione dei progetti di vita delle persone. La Misura Pro.Vi. è dedicata all’attivazione di progetti di vita indipendente.

Dal punto di vista dei cittadini, uno degli aspetti più importanti riguarda le modalità di accesso. Per fruire delle misure previste dalla programmazione, la persona deve presentare un’istanza di accesso alla valutazione, secondo le modalità previste dagli enti competenti. A questa richiesta segue un processo di valutazione multidimensionale e la definizione del progetto individuale. È un passaggio cruciale, perché sposta l’attenzione dal singolo contributo alla costruzione di un percorso personalizzato, che dovrebbe tenere insieme bisogni assistenziali, condizioni familiari, domicilio, servizi e obiettivi di vita.

Per le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo molto elevato e per le persone anziane non autosufficienti ad alto bisogno assistenziale, già indicate come “gravissimi”, il riferimento sarà l’ASST di competenza. Per il 2026, le istanze di primo accesso alla valutazione potranno essere presentate dal 22 giugno 2026 al 31 ottobre 2026. Le persone già in carico, ex misura B1, non dovranno presentare una nuova istanza e, al permanere dei requisiti, proseguiranno fino al 31 dicembre 2026.

Per le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo elevato e per le persone anziane non autosufficienti a basso bisogno assistenziale, già indicate come “gravi”, il riferimento sarà invece l’Ambito territoriale sociale di appartenenza, secondo le tempistiche definite dagli stessi Ambiti. Per l’annualità 2026, Regione Lombardia prevede inoltre, in via straordinaria, la possibilità di attivare procedure semplificate per garantire la continuità dei servizi precedentemente attivati con la Misura B2, tenendo conto dei tempi necessari agli Ambiti per avviare le procedure.

Il nodo della governance territoriale è quindi centrale. Il nuovo assetto chiama in causa soggetti diversi: Regione, ASST, Ambiti territoriali sociali e servizi di orientamento. Per i cittadini e per le famiglie, la chiarezza dei percorsi di accesso sarà determinante: sapere a chi rivolgersi, entro quali date, con quali requisiti e attraverso quali passaggi può fare la differenza tra una misura realmente accessibile e una misura formalmente disponibile ma difficile da intercettare.

I requisiti di accesso indicati dalla Regione prevedono la residenza in Lombardia, l’assistenza al domicilio e la condizione di non autosufficienza. La persona è considerata non autosufficiente se percepisce l’indennità di accompagnamento prevista dalla legge n. 18/1980 e successive modifiche o integrazioni, oppure se è definita non autosufficiente ai sensi dell’allegato 3 del DPCM n. 159/2013 con riconoscimento della relativa indennità; se necessita di assistenza continua, permanente e molto intensa, nella sfera personale e relazionale, accertata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992; oppure se è in possesso della certificazione della condizione di disabilità a seguito della valutazione di base ai sensi del decreto legislativo n. 62/2024.

Sono previsti anche requisiti economici. Per le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo molto elevato e per le persone anziane non autosufficienti ad alto bisogno assistenziale, già “gravissimi”, è richiesto un ISEE sociosanitario inferiore o uguale a 50.000 euro per adulti e anziani, oppure un ISEE ordinario inferiore o uguale a 65.000 euro per i minori, compreso ISEE corrente o ISEE minorenni dove previsto dalla normativa. Per le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo elevato e per le persone anziane non autosufficienti a basso bisogno assistenziale, già “gravi”, è previsto un ISEE sociosanitario fino a un massimo di 25.000 euro per adulti e anziani, oppure un ISEE ordinario per i minori fino a un massimo di 40.000 euro.

La Regione indica come riferimento la Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità, con la struttura “Tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilità”. Per ulteriori informazioni, i cittadini possono rivolgersi anche allo Spazio Disabilità, sportello informativo gratuito di Regione Lombardia che fornisce informazioni e orienta sulle misure e sui servizi disponibili in Lombardia in materia di disabilità.

La nuova programmazione 2026-2028 si colloca dunque in un ambito in cui il sostegno economico, da solo, non basta. La continuità delle misure B1 e B2, il riordino degli interventi, la valutazione multidimensionale e il progetto individuale rappresentano elementi che possono rafforzare la presa in carico territoriale, a condizione che siano accompagnati da percorsi chiari e accessibili. Per le persone non autosufficienti e per le loro famiglie, il punto decisivo sarà la capacità del sistema di trasformare le risorse disponibili in servizi effettivi, continuità assistenziale e sostegno concreto alla vita al domicilio.