Advocacy e Associazioni 18 Giugno 2026 15:45

Giornata contro leucemie, linfomi e mieloma: AIL racconta i progressi della ricerca che cambiano la vita dei pazienti

Dalle CAR-T agli anticorpi bispecifici, fino alle terapie target e alla medicina personalizzata, l'ematologia vive una stagione di profonda innovazione.

di I.F.
Giornata contro leucemie, linfomi e mieloma: AIL racconta i progressi della ricerca che cambiano la vita dei pazienti

Fino a pochi anni fa molte neoplasie ematologiche erano associate a prognosi incerte e a opzioni terapeutiche limitate. Oggi lo scenario è profondamente cambiato. In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 30mila nuovi casi di tumori del sangue e oltre 2.100 riguardano bambini e adolescenti. Sono circa 500mila le persone che convivono con una leucemia, un linfoma, un mieloma o altre patologie ematologiche, ma grazie ai progressi della ricerca scientifica sempre più pazienti riescono a controllare la malattia a lungo termine e, in molti casi, ad avvicinare la propria aspettativa di vita a quella della popolazione generale. Lo racconta AIL in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, che si celebra il 21 giugno. Un appuntamento che richiama l’attenzione non solo sui bisogni dei pazienti, ma soprattutto sui risultati ottenuti dalla ricerca e sulle nuove prospettive terapeutiche.

Sessant’anni accanto ai pazienti

Da quasi sessant’anni AIL sostiene la ricerca scientifica e accompagna pazienti e famiglie lungo tutto il percorso di cura. Nel solo 2025 l’associazione ha finanziato 206 progetti di ricerca indipendente dedicati a leucemie, linfomi, mieloma e altre malattie del sangue, con l’obiettivo di migliorare la comprensione dei meccanismi biologici alla base delle patologie, favorire diagnosi sempre più precoci e sviluppare terapie innovative. Accanto alla ricerca, l’impegno dell’associazione si traduce nel sostegno a 111 centri di ematologia e trapianto di cellule staminali presenti sul territorio nazionale e in una rete di servizi che comprende cure domiciliari, supporto psicologico, Case AIL e attività dedicate ai caregiver. “Abbiamo sempre messo al centro la persona e la qualità della vita”, ha ricordato il presidente nazionale AIL Giuseppe Toro, sottolineando come il sostegno alla ricerca abbia contribuito in modo determinante all’arrivo di terapie sempre più efficaci e mirate.

La rivoluzione delle CAR-T

Tra le innovazioni che stanno cambiando il volto dell’ematologia un ruolo di primo piano è occupato dalle cellule CAR-T, una forma avanzata di immunoterapia che utilizza i linfociti del paziente, geneticamente modificati, per riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Secondo Franco Locatelli, direttore dell’Area clinica di Onco-ematologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, “queste terapie rappresentano una delle frontiere più avanzate dell’immunoterapia. Già approvate per alcune forme di leucemia linfoblastica acuta, linfomi non-Hodgkin e mieloma multiplo resistenti ai trattamenti convenzionali, le CAR-T potrebbero presto essere utilizzate in fasi sempre più precoci della malattia, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente le possibilità di guarigione. I numeri confermano questa evoluzione”. Nel 2025 in Italia sono state effettuate 750 procedure CAR-T, mentre il loro crescente impiego sta modificando anche il ricorso al trapianto autologo di cellule staminali.

Mieloma multiplo, terapie sempre più efficaci

Anche il trattamento del mieloma multiplo, patologia che colpisce soprattutto le persone anziane, ha conosciuto importanti progressi. L’introduzione di schemi terapeutici più complessi e di farmaci innovativi come il daratumumab ha migliorato significativamente la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Come ha spiegato Paolo Corradini, direttore dell’Ematologia dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, “il controllo più efficace della malattia consente oggi di ridurre sintomi invalidanti come il dolore e di garantire una migliore qualità della vita durante le fasi di remissione”. A questi risultati si aggiunge il crescente utilizzo degli anticorpi bispecifici, una nuova classe di farmaci in grado di indirizzare il sistema immunitario contro le cellule tumorali.

Leucemie acute, l’era delle terapie target

Le novità più significative riguardano anche la leucemia mieloide acuta, una forma aggressiva che colpisce prevalentemente le persone oltre i 60 anni. Negli ultimi anni sono state introdotte terapie mirate che agiscono su specifiche alterazioni molecolari delle cellule leucemiche. Farmaci più tollerabili rispetto alla chemioterapia tradizionale hanno ampliato il numero di pazienti che possono accedere a trattamenti potenzialmente curativi. “Molti pazienti che in passato ricevevano esclusivamente cure di supporto oggi possono raggiungere la remissione e diventare candidabili al trapianto”, ha evidenziato Alessandro Rambaldi, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca FROM dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

La leucemia mieloide cronica come modello di successo

Uno degli esempi più significativi dell’impatto della ricerca è rappresentato dalla leucemia mieloide cronica. L’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi ha trasformato una malattia un tempo potenzialmente fatale in una condizione spesso controllabile per molti anni. Secondo Fabrizio Pane, direttore dell’Ematologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, “l’aspettativa di vita dei pazienti è oggi molto vicina a quella della popolazione generale. In una quota significativa di casi è inoltre possibile sospendere le terapie mantenendo una remissione stabile, un risultato che porta gli specialisti a parlare sempre più spesso di ‘guarigione funzionale'”

Linfomi, nuove opportunità per le forme più aggressive

Anche nei linfomi le immunoterapie stanno modificando radicalmente le prospettive di cura. CAR-T e anticorpi bispecifici hanno mostrato risultati particolarmente promettenti nelle forme più aggressive e resistenti ai trattamenti tradizionali. Per Luigi Rigacci, responsabile della Commissione Linfoma di Hodgkin della Fondazione Italiana Linfomi, “queste strategie consentono oggi di ottenere lunghe sopravvivenze e potenziali guarigioni in circa il 40% dei pazienti con forme particolarmente aggressive, una percentuale impensabile fino a pochi anni fa”.

Bambini e adolescenti, la sfida è la qualità della vita

Le patologie oncoematologiche pediatriche restano rare, con circa 2.200 nuove diagnosi ogni anno tra bambini e adolescenti. Grazie ai progressi della ricerca, però, i tassi di guarigione sono oggi molto elevati. La nuova sfida, come sottolinea Angela Mastronuzzi, presidente dell’Associazione italiana ematologia e oncologia pediatrica, “non è più soltanto guarire, ma garantire ai giovani pazienti una qualità e un’aspettativa di vita il più possibile sovrapponibili a quelle dei loro coetanei. Per questo la ricerca punta sempre di più verso una medicina personalizzata, costruita sulle caratteristiche biologiche della singola malattia e del singolo paziente”.

Ricerca e assistenza, un binomio indispensabile

La personalizzazione delle cure rappresenta oggi una delle principali direttrici dell’ematologia moderna. La possibilità di identificare alterazioni molecolari specifiche e monitorare la malattia residua minima consente di adattare le terapie alle caratteristiche di ciascun paziente, aumentando l’efficacia dei trattamenti e riducendo gli effetti indesiderati. È in questa direzione che si muovono anche i nuovi progetti sostenuti da AIL, dalle applicazioni del Digital Twin alle sindromi mielodisplastiche fino agli studi sui linfomi cutanei rari e alla formazione avanzata di medici e infermieri. Un percorso che dimostra come ricerca, innovazione e assistenza possano procedere insieme. Perché se i numeri raccontano i progressi della medicina, sono le storie dei pazienti a ricordare quanto ogni nuova scoperta possa tradursi in tempo, qualità di vita e nuove possibilità di futuro.

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