Secondo il Ministero, una serie di abitudini corrette può contribuire in modo significativo a ridurre gli effetti nocivi del caldo.
Sarà attivo dal 22 giugno il numero di pubblica utilità 1500 “Proteggiamoci dal caldo”, uno degli strumenti previsti dal Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Il servizio rientra nelle attività messe in campo per l’estate 2026, insieme ai bollettini sulle ondate di calore, al sistema nazionale di previsione e all’informazione rivolta ai cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili.
Il caldo estremo non rappresenta soltanto un disagio stagionale: può avere effetti importanti sulla salute, soprattutto per anziani, persone con patologie croniche, bambini molto piccoli, donne in gravidanza, persone non autosufficienti, lavoratori esposti alle alte temperature e cittadini in condizioni di fragilità sociale. Per questo il Ministero richiama la necessità di adottare comportamenti preventivi semplici ma efficaci, capaci di ridurre l’esposizione alle alte temperature, favorire il raffreddamento dell’organismo e prevenire la disidratazione.
Il numero 1500 e i bollettini sulle ondate di calore
Il numero 1500 offre ai cittadini informazioni sui comportamenti corretti da adottare durante le ondate di calore, orientamento sui servizi attivati sul territorio e indicazioni utili per affrontare eventuali situazioni di disagio. Il servizio si affianca ai bollettini sulle ondate di calore, pubblicati dal Ministero da maggio a settembre per 27 città italiane, con previsioni a 24, 48 e 72 ore elaborate con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.
I bollettini vengono aggiornati dal lunedì al venerdì alle ore 11 e sono consultabili anche tramite l’app “Caldo e Salute”, disponibile per dispositivi Android. L’obiettivo è individuare tempestivamente le condizioni climatiche a rischio e favorire interventi mirati a tutela della popolazione, in particolare delle persone più vulnerabili.
Il sistema prevede diversi livelli di rischio: il livello 0 indica assenza di rischio per la salute; il livello 1 segnala condizioni di pre-allerta; il livello 2 indica temperature elevate che possono avere effetti negativi soprattutto sui soggetti più suscettibili; il livello 3 corrisponde a una vera ondata di calore, con condizioni di rischio elevato persistenti per tre o più giorni consecutivi.
La prevenzione parte dai comportamenti quotidiani
Secondo il Ministero, una serie di abitudini corrette può contribuire in modo significativo a ridurre gli effetti nocivi del caldo. Le indicazioni riguardano la gestione degli ambienti domestici e di lavoro, l’idratazione, l’alimentazione, l’abbigliamento, gli spostamenti, l’attività fisica e l’assistenza alle persone più esposte.
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Un sistema nazionale per anticipare il rischio
Il Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute è stato avviato dal Ministero nel 2005 e punta a rafforzare il coordinamento tra istituzioni, territori e servizi sanitari. Tra le sue componenti rientrano i sistemi di allarme Heat Health Watch Warning Systems, la sorveglianza della mortalità giornaliera, il monitoraggio degli accessi in Pronto Soccorso, l’identificazione dei gruppi più vulnerabili e le linee guida per gli operatori sanitari e socio-sanitari.
Il messaggio centrale resta quello della prevenzione: consultare i bollettini, riconoscere i segnali di allarme, proteggere i più fragili e chiedere supporto quando necessario. In caso di sintomi legati al caldo, soprattutto nelle persone anziane o con patologie croniche, il Ministero raccomanda di contattare il medico o i servizi sanitari.