Il progetto europeo COMPASS punta a prevenire i danni cardiaci legati alle terapie oncologiche con un approccio predittivo e personalizzato. Coinvolge circa 60 partner e integra intelligenza artificiale, biomarcatori, imaging avanzato e dispositivi indossabili per intercettare precocemente i pazienti più a rischio.
La crescente efficacia delle terapie oncologiche ha aumentato la sopravvivenza dei pazienti, portando però alla luce effetti collaterali a lungo termine come la cardiotossicità. Un investimento superiore ai 50 milioni di euro sostiene COMPASS, uno dei più grandi programmi europei di ricerca in cardio-oncologia, coordinato dal King’s College London e dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, nell’ambito dell’Innovative Health Initiative. L’obiettivo è evitare che il danno cardiaco costringa a sospendere le cure contro il tumore, migliorando al tempo stesso sopravvivenza e qualità di vita. I pazienti saranno seguiti prima, durante e dopo i trattamenti per costruire modelli predittivi sempre più accurati. La sfida è trasformare un effetto collaterale sempre più riconosciuto in un fenomeno gestibile in modo precoce e personalizzato, grazie all’integrazione tra competenze cliniche, ricerca e tecnologia.
Una nuova frontiera per proteggere il cuore durante le terapie oncologiche
La cardiotossicità associata ai farmaci antitumorali è una complicanza emersa con forza negli ultimi anni, parallelamente al miglioramento delle terapie oncologiche e alla crescita dei tassi di sopravvivenza. L’aumento dei pazienti lungosopravviventi ha reso evidente la necessità di tutelare non solo l’efficacia delle cure contro il tumore, ma anche la salute cardiovascolare nel lungo periodo. Proprio in questo scenario nasce COMPASS, un progetto europeo che riunisce centri clinici, accademici e industria con l’obiettivo di anticipare il danno cardiaco prima che diventi clinicamente manifesto.
Dati clinici, AI e wearable per identificare i pazienti più fragili
Il cuore del progetto è la costruzione di modelli predittivi basati su intelligenza artificiale, capaci di integrare una grande quantità di informazioni: dati clinici, genetica, farmacogenomica, biomarcatori innovativi e segnali provenienti da dispositivi indossabili come frequenza cardiaca e variabilità del battito. La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS svolge un ruolo centrale nell’identificazione precoce dei pazienti a rischio, con l’obiettivo di arrivare a una vera medicina di precisione cardio-oncologica, in grado di prevenire il danno senza interrompere le terapie salvavita.
Imaging avanzato e nuovi biomarcatori per leggere il danno precoce
Un altro pilastro di COMPASS è l’evoluzione delle tecniche di imaging cardiovascolare. L’ecocardiografia resta la base, ma viene affiancata da strumenti più sofisticati come risonanza magnetica cardiaca, TAC coronarica e PET, in grado di intercettare alterazioni molto precoci del tessuto miocardico. Attraverso queste metodiche è possibile analizzare edema, fibrosi, danni microvascolari e alterazioni funzionali ancora non visibili con gli esami tradizionali. L’obiettivo è individuare nuovi biomarcatori di imaging e molecolari, per rendere più precisa la stratificazione del rischio.
Una piattaforma europea per cambiare la gestione dei pazienti oncologici
COMPASS punta alla creazione di una piattaforma europea condivisa, che raccolga e integri dati provenienti da diversi Paesi. Questo archivio clinico e scientifico permetterà di sviluppare strategie di prevenzione e gestione sempre più personalizzate, con ricadute dirette sui percorsi assistenziali. L’ambizione è trasformare la cardio-oncologia in un modello strutturato, riducendo disuguaglianze di accesso alle cure e migliorando la continuità terapeutica per i pazienti oncologici a rischio cardiovascolare.
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