Salute 16 Giugno 2026 09:07

Coccolare il gatto quando si è stressati può peggiorare l’umore

Uno studio olandese su quasi 8.000 rilevazioni quotidiane mostra che cani e gatti migliorano il benessere emotivo, ma non funzionano come vero scudo contro lo stress.

di Arnaldo Iodice
Coccolare il gatto quando si è stressati può peggiorare l’umore

Cani e gatti possono migliorare l’umore dei proprietari, ma non sempre aiutano a gestire lo stress nel momento in cui si manifesta. È quanto emerge da uno studio olandese pubblicato su Frontiers in Psychology, che ha analizzato il rapporto tra interazione con gli animali domestici e benessere emotivo quotidiano. Il team, guidato dalla dottoressa Mayke Janssens della Open University, ha coinvolto proprietari di cani e gatti attraverso un monitoraggio in tempo reale: per cinque giorni consecutivi i partecipanti hanno ricevuto dieci notifiche al giorno tramite app, con l’invito a compilare un breve questionario sul proprio stato emotivo, sulle attività svolte e sulla presenza o interazione con l’animale. In totale sono stati raccolti quasi 8.000 report. I risultati indicano che l’interazione con cani e gatti è associata a più emozioni positive e meno emozioni negative, ma non sembra funzionare come vero “cuscinetto” contro lo stress.

I benefici ci sono, ma il meccanismo resta da chiarire

Il dato più chiaro dello studio è che la relazione con l’animale domestico ha un effetto positivo sul benessere emotivo immediato. Nei momenti in cui i proprietari interagivano di più con cani o gatti, tendevano infatti a riferire sentimenti più positivi e una riduzione delle emozioni negative. Questo risultato è apparso simile per entrambe le specie, suggerendo che il beneficio non dipenda semplicemente dal fatto di avere un cane o un gatto, ma dal tipo di legame che il proprietario costruisce con il proprio animale.

Secondo la prima autrice Sanne Peeters, i proprietari di cani tendono probabilmente a riconoscersi di più come “amanti dei cani”, mentre quelli di gatti come “amanti dei gatti”: questa corrispondenza tra preferenze personali e animale scelto potrebbe spiegare perché i risultati generali siano così simili. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che il miglioramento dell’umore non sembra derivare da una maggiore capacità di assorbire lo stress. L’animale può far stare meglio, ma non necessariamente perché rende meno pesante una situazione stressante.

Quando siamo stressati, accarezzare l’animale non basta

La parte più interessante dello studio riguarda proprio la distinzione tra benessere generale e gestione dello stress. I ricercatori hanno verificato se interagire con un animale domestico nei momenti stressanti riducesse l’impatto negativo dello stress sull’umore più della semplice presenza dell’animale.

La risposta, almeno secondo questi dati, è negativa. L’interazione più intensa non ha protetto i proprietari dagli effetti emotivi dello stress e non ha offerto benefici aggiuntivi rispetto al fatto che l’animale fosse semplicemente lì. Per Janssens, questo suggerisce che gli effetti positivi degli animali domestici siano reali, ma non passino necessariamente attraverso un meccanismo antistress immediato.

Potrebbero invece dipendere da altri fattori: compagnia, senso di connessione, riduzione della solitudine, routine quotidiana o percezione di avere accanto una presenza familiare. In altre parole, il cane o il gatto possono contribuire al benessere emotivo, ma non è detto che riescano a neutralizzare il peso di una giornata difficile nel momento esatto in cui lo stress si presenta. È una distinzione importante, perché ridimensiona l’idea semplicistica dell’animale domestico come rimedio automatico contro ansia e tensione.

Il caso dei gatti: un risultato sorprendente ma da leggere con cautela

Lo studio ha evidenziato anche un possibile effetto specifico nei proprietari di gatti. Nei momenti di stress, una maggiore interazione con il felino non solo non sembrava ridurre le emozioni negative, ma in alcune analisi risultava associata a un loro aumento. In pratica, coccolare o cercare più contatto con il gatto, quando il proprietario era già stressato, poteva accompagnarsi a un peggioramento momentaneo dell’umore. Una possibile spiegazione, secondo Peeters, è che le interazioni con i gatti siano spesso più passive e meno coinvolgenti rispetto a quelle con i cani. In una situazione di tensione emotiva, questo tipo di contatto potrebbe non rispondere al bisogno di supporto del proprietario, o potrebbe persino aumentare la consapevolezza del proprio disagio.

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