Salute 15 Giugno 2026 14:07

Smettere davvero fa la differenza: chi passa alle e-cig ha più rischi rispetto agli ex fumatori

Uno studio su oltre 4,5 milioni di persone mostra che chi smette di fumare e passa alle sigarette elettroniche ha un rischio più alto di tumore al polmone rispetto a chi smette completamente. I dati arrivano da una ricerca pubblicata su Nature Medicine e aprono interrogativi sul ruolo delle e-cig nei percorsi di cessazione.

di Viviana Franzellitti
Smettere davvero fa la differenza: chi passa alle e-cig ha più rischi rispetto agli ex fumatori

Un’analisi condotta su un vasto campione di popolazione sudcoreana ha esaminato gli esiti di salute di oltre 4,5 milioni di fumatori, seguiti tra il 2018 e il 2023 nell’ambito di programmi nazionali di screening. Nel periodo osservato sono stati registrati 35.887 casi di tumore al polmone e più di 12.000 decessi correlati. Tra i risultati, emerge un dato centrale: gli ex fumatori che hanno utilizzato sigarette elettroniche dopo aver smesso presentano un rischio di morte per tumore polmonare superiore del 56% rispetto a chi ha interrotto completamente il consumo di tabacco.

Lo studio su milioni di fumatori e i percorsi di cessazione

La ricerca ha analizzato diversi gruppi: fumatori attivi, ex fumatori recenti e persone che avevano smesso da tempo. L’obiettivo era capire come le diverse modalità di cessazione del fumo influenzassero il rischio di sviluppare tumori polmonari. L’analisi, pubblicata su Nature Medicine, è di tipo osservazionale: non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto, ma evidenzia una associazione significativa tra uso di e-cig dopo lo stop e peggiori esiti oncologici.

Svapo dopo le sigarette: cosa emerge dai dati

Il confronto più rilevante riguarda chi smette completamente e chi invece passa allo svapo. In questo secondo gruppo si osserva un incremento del 56% del rischio di mortalità per tumore del polmone rispetto a chi non utilizza alcuna forma di nicotina dopo aver smesso. Gli autori richiamano possibili meccanismi biologici già studiati: infiammazione delle vie respiratorie, stress ossidativo, danni al DNA e alterazioni cellulari, che potrebbero contribuire agli effetti osservati.

Smettere del tutto resta la scelta più sicura

Il punto fermo dello studio è che smettere completamente di fumare offre la maggiore protezione possibile. Anche gli ex fumatori che svapano mantengono comunque un rischio inferiore rispetto ai fumatori attivi, ma non raggiungono i benefici di chi interrompe ogni esposizione alla nicotina. Le sigarette elettroniche, quindi, non emergono come alternativa neutra nei percorsi di disassuefazione.

Implicazioni per pazienti e percorsi di cura

Per la sanità pubblica il messaggio è rilevante: nei programmi di cessazione del fumo è fondamentale puntare su strategie efficaci e validate, come supporto farmacologico e percorsi di counseling strutturati. L’utilizzo delle e-cig non dovrebbe essere considerato una soluzione standard, soprattutto nei pazienti già a rischio oncologico. L’obiettivo resta favorire lo stop completo dal tabacco, riducendo recidive e sostituzioni potenzialmente dannose.

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