Advocacy e Associazioni 4 Giugno 2026 18:52

Primi mille giorni, nasce il Board nazionale per ridurre le disuguaglianze e sostenere le famiglie

Presentata al Senato da Cittadinanzattiva la campagna "1000 Buoni Giorni", un programma di azioni concrete per garantire a tutti i bambini il miglior inizio di vita possibile

di Isabella Faggiano
Primi mille giorni, nasce il Board nazionale per ridurre le disuguaglianze e sostenere le famiglie

Dal concepimento ai due anni di vita si gioca una partita decisiva per il futuro di ogni bambino. È in questo arco temporale che si costruiscono le basi dello sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e relazionale, influenzando salute, apprendimento e partecipazione sociale lungo tutto il corso della vita. Con l’obiettivo di garantire a tutti i bambini e le bambine il diritto al miglior inizio possibile, Cittadinanzattiva ha presentato al Senato della Repubblica la campagna “1000 Buoni Giorni“, un progetto che punta a trasformare i primi mille giorni in una leva concreta di equità sociale, salute pubblica e innovazione del welfare. L’iniziativa, sostenuta da un ampio Board composto da società scientifiche, professionisti sanitari, istituzioni e organizzazioni del Terzo settore, prevede la realizzazione di una piattaforma civica capace di mettere in connessione famiglie, operatori, educatori e comunità territoriali.

Una tutela ancora troppo frammentata

“I primi 1000 giorni sono una questione di diritti umani”, ha spiegato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. L’associazione, impegnata da anni nella tutela delle persone più fragili, ha individuato nei primi anni di vita e nella non autosufficienza della terza età due momenti particolarmente delicati dell’esistenza, accomunati dalla dipendenza dagli altri e dalla necessità di una protezione rafforzata. “Ci siamo resi conto che, così come accade per gli anziani non autosufficienti, anche i primi mille giorni sono ancora oggi poco considerati dalle politiche pubbliche, nonostante rappresentino una fase cruciale della vita”, ha osservato Mandorino. Per questo la campagna si sviluppa lungo tre direttrici principali: migliorare la raccolta dei dati per fotografare le differenze regionali, rafforzare il sostegno e la formazione delle famiglie e costruire una rete di prossimità capace di accompagnare concretamente genitori e bambini.

L’analisi: forti differenze tra le regioni

A confermare la presenza di profonde disuguaglianze è l’analisi civica condotta da Cittadinanzattiva sui Piani regionali della prevenzione. L’indagine evidenzia modelli molto diversi sul territorio nazionale. Lombardia, Veneto, Lazio, Piemonte, Basilicata, Umbria e Campania hanno sviluppato programmi specifici dedicati ai primi 1000 giorni, dotati di progetti strutturati e sistemi di monitoraggio. Abruzzo, Liguria, Marche e Molise puntano soprattutto sul ruolo dei consultori e del percorso nascita. Emilia-Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno invece adottato modelli integrati che mettono in rete servizi sanitari, sociali ed educativi. Persistono però differenze significative nell’accesso ai servizi educativi per la fascia 0-3 anni, ai consultori, ai percorsi di prevenzione, ai servizi per la salute mentale perinatale e alle iniziative di sostegno alla genitorialità. “La tutela della salute dei più piccoli e il sostegno alle famiglie non possono dipendere dal codice postale o dalle condizioni socioeconomiche”, ha ribadito Mandorino, chiedendo una governance nazionale stabile sui primi mille giorni, il rafforzamento della rete di prossimità e una maggiore semplificazione nell’accesso ai servizi e ai sostegni economici.

Le disuguaglianze iniziano dalla nascita

“Quando parliamo dei primi 1000 giorni parliamo del momento in cui si costruisce il futuro di una persona e di una comunità – ha sottolineato Michele Picaro, europarlamentare del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei , intervenuto in occasione della presentazione della Campagna-. Molte disuguaglianze di salute e di inclusione sociale, pur manifestandosi più avanti negli anni, affondano le loro radici proprio in questa fase della vita”. Secondo Picaro, anche l’Europa sta comprendendo sempre più chiaramente che investire nella prevenzione precoce significa investire nel benessere e nella competitività futura. Tuttavia, persistono differenze significative tra territori, con regioni che hanno sviluppato modelli avanzati e altre che continuano a fare i conti con carenze di servizi. Da qui la necessità di rafforzare la collaborazione tra sanità, scuola, servizi sociali e Terzo settore. Un messaggio condiviso anche da Maria Domenica Castellone, vicepresidente del Senato, che ha ringraziato Cittadinanzattiva per il ruolo di “sentinella sul territorio” svolto negli anni nell’individuare criticità e bisogni dei cittadini.

Il ruolo della ricerca e delle reti territoriali

A sottolineare l’importanza di un approccio multidisciplinare è stato anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone: “I primi 1000 giorni rappresentano una fase decisiva per lo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e relazionale di ogni bambino e bambina – ha affermato -. Investire in questo periodo significa affermare il diritto a crescere in un ambiente sicuro, accogliente e ricco di opportunità”. Secondo Bellantone, il compito delle istituzioni scientifiche non si limita alla produzione di evidenze, ma consiste anche nel trasformare le conoscenze in azioni concrete. Per farlo è necessario promuovere una collaborazione stabile tra istituzioni, servizi sanitari, educativi e sociali, insieme al contributo del Terzo settore, così da costruire reti territoriali capaci di sostenere famiglie e bambini in modo precoce, continuo ed efficace.

Dai laboratori agli sportelli di tutela

La campagna prenderà forma attraverso il programma “1000 Buoni Giorni Lab”, che prevede laboratori territoriali partecipativi, incontri informativi e percorsi di formazione rivolti a famiglie, operatori sanitari, educatori e professionisti sociali. Saranno inoltre attivati sportelli di tutela per aiutare le famiglie che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi, ai sostegni economici e ai percorsi di cura. Il progetto comprende anche una piattaforma digitale gratuita con materiali informativi e contenuti scientifici multilingue, oltre a una campagna nazionale di sensibilizzazione sui temi della prevenzione precoce, della genitorialità e dei diritti dell’infanzia. L’obiettivo finale è costruire una rete di prossimità capace di accompagnare bambini e famiglie fin dai primi giorni di vita, riducendo le disuguaglianze e garantendo pari opportunità di salute e sviluppo indipendentemente dal luogo di nascita.

Gli aderenti al Board 

Ad oggi, hanno aderito al Board: AIFEC, ANCI, Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini – ETS, CNOAS, CNOP, Donne in Campo – CIA, Farmaciste insieme, FIASO, FIMMG, FIMP, FNOPI, FNOPO, FOFI, Giovani Farmacisti Fenagifar, Gruppo CRC, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Istituto Superiore di Sanità, Riabitare l’Italia, SIGO, SIMG, SIN, SIP, Emmanuele Pavolini, Professore ordinario di Sociologia economica del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università di Milano, Manuela Stranges, Professoressa associata di Demografia del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza dell’Università della Calabria, e Paolo Siani, pediatra e già vicepresidente della Commissione parlamentare Infanzia e Adolescenza.


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