Salute 29 Maggio 2026 04:58

Il fumo cambia volto. Iss: “Meno sigarette, ma i nuovi prodotti conquistano giovani e donne”

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità mostrano un calo delle sigarette tradizionali, ma il consumo complessivo di nicotina resta elevato per la diffusione di sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina. Cresce il fenomeno tra adolescenti e ragazze

di Redazione
Il fumo cambia volto. Iss: “Meno sigarette, ma i nuovi prodotti conquistano giovani e donne”

Per anni la lotta al tabagismo ha avuto un indicatore semplice: il numero di sigarette fumate. Oggi quel parametro non basta più. Le sigarette tradizionali continuano infatti a perdere terreno, ma la nicotina resta stabilmente presente nelle abitudini di milioni di italiani grazie alla diffusione di sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e, più recentemente, bustine contenenti nicotina. È il quadro che emerge dalle indagini presentate dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. Un fenomeno che coinvolge in modo crescente adolescenti, giovani adulti e donne e che, secondo gli esperti, richiede nuove strategie di prevenzione.

Sempre più giovani a contatto con la nicotina

A preoccupare maggiormente sono i dati che riguardano i ragazzi. Secondo le rilevazioni condotte nei primi mesi del 2026 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS su oltre 12 mila studenti, quasi 850 mila adolescenti tra i 14 e i 17 anni hanno utilizzato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente tabacco o nicotina. A questi si aggiungono circa 93 mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. La sigaretta elettronica si conferma il prodotto più diffuso in entrambe le fasce di età. La utilizza il 5,2% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni e quasi un adolescente su tre tra i 14 e i 17 anni. A colpire è anche il divario tra maschi e femmine. In entrambe le fasce di età il consumo risulta più frequente tra le ragazze. Tra gli studenti delle scuole medie riguarda il 6,9% delle ragazze contro il 4,8% dei coetanei maschi. Nelle scuole superiori le percentuali salgono rispettivamente al 44,2% e al 30,3%.

L’allarme per il policonsumo

Non è soltanto il numero dei consumatori a destare attenzione. Tra i più giovani cresce infatti il fenomeno del policonsumo, ovvero l’utilizzo contemporaneo di più prodotti contenenti nicotina. Tra gli undicenni e tredicenni oltre un consumatore su due utilizza più prodotti contemporaneamente. Parallelamente aumenta la quota di ragazzi che riferisce un uso quotidiano. Le indagini registrano inoltre la rapida diffusione delle bustine contenenti nicotina. Tra gli adolescenti di 14-17 anni il 9,1% dichiara di averle provate almeno una volta nella vita, una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti. Per la prima volta è stato monitorato anche il consumo recente: il 3,3% degli studenti riferisce di averle utilizzate nell’ultimo mese, con valori più elevati tra i ragazzi. Secondo Simona Pichini, direttrice del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS, emerge inoltre una correlazione tra consumo di nicotina, maggiore frequenza di consumo di alcol, episodi di ubriacatura, livelli più elevati di ansia e depressione e un minore benessere psicologico.

Meno sigarette, ma la nicotina resta

Anche tra gli adulti il panorama è cambiato profondamente. I dati del sistema di sorveglianza PASSI mostrano che il consumo esclusivo di sigarette tradizionali tra i 18 e i 69 anni è sceso dal 30% del 2008 al 18% del 2025. Se però si considerano insieme tutti i prodotti contenenti nicotina, la riduzione appare molto più modesta: dal 30% al 27%. In altre parole, molti fumatori hanno abbandonato le sigarette tradizionali senza però rinunciare alla nicotina. La tendenza appare particolarmente evidente tra le donne. In poco meno di vent’anni il consumo esclusivo di sigarette è diminuito sensibilmente, ma la quota complessiva di donne che utilizza prodotti contenenti nicotina è rimasta sostanzialmente stabile. Uno scenario simile emerge anche tra i giovani adulti. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni il consumo di sigarette tradizionali si è più che dimezzato, mentre quello complessivo di nicotina è diminuito solo marginalmente. Lo stesso andamento si osserva tra i 25 e i 34 anni. Come sottolinea Maria Masocco, responsabile del sistema PASSI, l’arrivo sul mercato dei nuovi prodotti ha di fatto rallentato quel costante calo del fumo di sigaretta che si osservava negli anni precedenti.

Prevenzione e servizi da rafforzare

Di fronte a questi dati, l’Istituto Superiore di Sanità richiama la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto. Il presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, sottolinea come la crescente disponibilità di nuovi prodotti renda indispensabili interventi efficaci e fondati sulle evidenze scientifiche, anche alla luce della diffusione di strumenti relativamente recenti come le bustine di nicotina. Un supporto concreto continua ad arrivare dal Telefono Verde contro il Fumo dell’ISS, che nel 2025 ha gestito circa 3.600 chiamate. Nella maggior parte dei casi a contattare il servizio sono stati fumatori interessati a smettere o alla ricerca di informazioni sui percorsi di supporto disponibili. Resta però aperta una criticità: diminuiscono i Centri Antifumo presenti sul territorio nazionale. L’ultimo censimento ne registra 209, quattordici in meno rispetto all’anno precedente, con una distribuzione ancora concentrata soprattutto nelle regioni del Nord. La battaglia contro il tabagismo non può più limitarsi alle sigarette tradizionali. Oggi la sfida riguarda l’intero universo dei prodotti contenenti nicotina e richiede un’attenzione particolare verso le nuove generazioni e le ragazze, sempre più coinvolte in un fenomeno che cambia forma ma continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica.


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