In occasione dell'81° Congresso Italiano di Pediatria, la Società Italiana di Pediatria presenta una guida dedicata alle famiglie per promuovere la salute cardiovascolare fin dai primi anni di vita
Quando si parla di infarto e ictus si pensa quasi sempre all’età adulta. Eppure le basi di molte malattie cardiovascolari vengono gettate molto prima, spesso nei primi anni di vita e senza sintomi evidenti. È questo il messaggio che la Società Italiana di Pediatria (SIP) porta all’attenzione dell’81° Congresso Italiano di Pediatria, in corso a Padova, dove la prevenzione precoce viene indicata come una delle strategie più efficaci per tutelare la salute delle future generazioni. Per aiutare i genitori a orientarsi tra controlli, stili di vita e fattori di rischio, la SIP ha realizzato, insieme alla Consulta Intersocietaria di Cardioprevenzione Pediatrica e Adolescenziale (CIKAPPA), una guida pratica dedicata alla salute cardiovascolare dei bambini e degli adolescenti. L’obiettivo è trasformare le evidenze scientifiche in indicazioni concrete e facilmente applicabili nella vita quotidiana.
Obesità e cattive abitudini mettono a rischio il cuore già da bambini
Secondo gli esperti, le alterazioni che favoriscono l’aterosclerosi possono comparire già entro il primo decennio di vita. A preoccupare è soprattutto la crescente diffusione di fattori di rischio un tempo considerati tipici dell’età adulta: sovrappeso, obesità, ipertensione, livelli alterati di colesterolo e disturbi del metabolismo del glucosio sono oggi sempre più frequenti anche tra i più giovani. Il problema principale resta l’eccesso di peso. Mai come oggi, spiegano i pediatri, tanti bambini hanno sviluppato sovrappeso e obesità in età così precoce e con quadri clinici così importanti. Una condizione che rischia di tradursi, negli anni a venire, in un aumento di adulti affetti da malattie cardiovascolari e metaboliche. A favorire questo scenario contribuiscono soprattutto le abitudini quotidiane. Un quarto delle calorie introdotte dai bambini proviene da alimenti ultra-processati e cibo spazzatura, mentre il tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e altri dispositivi digitali continua ad aumentare. La cosiddetta “sedentarietà digitale” è associata non solo a un minor livello di attività fisica, ma anche a un maggiore rischio di obesità, disturbi del sonno e pressione alta.
Pressione alta e diabete non sono più problemi esclusivi degli adulti
L’ipertensione arteriosa interessa circa il 4% dei bambini e degli adolescenti. Il rischio cresce significativamente in presenza di sovrappeso e può diventare fino a sei volte più elevato nei bambini con obesità. Poiché nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti, spesso rimane non diagnosticata. Anche il diabete di tipo 2, storicamente associato all’età adulta, sta diventando sempre più frequente tra i giovani. Oggi rappresenta una quota significativa delle nuove diagnosi pediatriche di diabete e risulta strettamente collegato all’aumento dell’obesità infantile. Uno studio italiano ha inoltre rilevato alterazioni del metabolismo glucidico in circa un bambino sovrappeso su cinque sotto i dieci anni.
I primi mille giorni possono fare la differenza
La prevenzione, sottolinea la SIP, dovrebbe iniziare ancora prima della nascita. La salute dei genitori, l’alimentazione materna durante la gravidanza, il corretto accrescimento fetale e le abitudini adottate nei primi due anni di vita influenzano infatti lo sviluppo metabolico del bambino e il suo rischio cardiovascolare futuro. Per questo gli esperti invitano a considerare i primi mille giorni di vita come una fase decisiva, nella quale costruire le basi di una buona salute attraverso una corretta alimentazione, l’attività fisica e l’adozione di comportamenti salutari all’interno della famiglia.
Controlli semplici per individuare i rischi nascosti
Accanto agli stili di vita, un ruolo fondamentale è svolto dagli screening. La guida raccomanda di misurare la pressione arteriosa almeno una volta all’anno a partire dai cinque anni di età, così da individuare precocemente eventuali anomalie. Anche il colesterolo merita attenzione: un semplice esame del sangue dovrebbe essere effettuato almeno una volta tra i 9 e gli 11 anni e successivamente durante l’adolescenza, soprattutto nei ragazzi che presentano familiarità per malattie cardiovascolari o altri fattori di rischio. Nei bambini con sovrappeso, obesità o predisposizione familiare possono essere indicati ulteriori accertamenti, come la valutazione della glicemia, dei trigliceridi e di altri parametri metabolici. L’obiettivo è individuare i segnali di rischio quando è ancora possibile intervenire efficacemente modificando le abitudini quotidiane.
I dieci nemici del cuore dei bambini
La guida SIP individua dieci fattori che possono compromettere la salute cardiovascolare in età pediatrica: obesità, ipertensione, colesterolo elevato, insulino-resistenza e diabete di tipo 2, consumo eccessivo di bevande zuccherate, esposizione al fumo e all’alcol, alimenti ultra-processati, sedentarietà legata all’uso degli schermi, sonno insufficiente e inquinamento ambientale. Per contrastarli, gli esperti indicano quattro azioni fondamentali: prevenire il sovrappeso attraverso alimentazione equilibrata e movimento quotidiano, controllare regolarmente la pressione arteriosa, valutare attentamente la storia familiare e monitorare colesterolo e parametri metabolici nei bambini che presentano fattori di rischio.
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