Dalla Redazione 26 Maggio 2026 17:54

Disabilità, più tutele contro le discriminazioni e una rete nazionale dei garanti: via libera unanime in Commissione al Senato

Il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità potrà intervenire anche nei confronti dei soggetti privati e sarà istituita una rete nazionale di coordinamento tra i garanti territoriali: sono le due indicazioni approvate all'unanimità dalla Commissione Affari sociali del Senato 

Più strumenti per contrastare le discriminazioni e maggiore uniformità nella tutela dei diritti su tutto il territorio nazionale. Sono queste le novità contenute nel parere approvato all’unanimità dalla Commissione Affari sociali del Senato sul decreto legislativo che ridefinisce il ruolo e le funzioni dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Tra le osservazioni accolte dalla Commissione figurano due proposte presentate dal senatore Orfeo Mazzella, vicepresidente della Commissione Affari sociali, che puntano a rafforzare l’efficacia dell’Autorità e a rendere più omogenea la protezione dei diritti delle persone con disabilità nelle diverse aree del Paese.

Il Garante potrà intervenire anche contro i soggetti privati

La prima modifica riguarda l’ambito di intervento dell’Autorità Garante. Nel testo originario del decreto, il Garante avrebbe potuto agire esclusivamente nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La modifica approvata dalla Commissione propone invece di estendere questa possibilità anche ai soggetti privati. Una novità che potrebbe avere ricadute concrete nella vita quotidiana delle persone con disabilità. Le situazioni discriminatorie, infatti, non si verificano soltanto nei rapporti con la pubblica amministrazione, ma possono emergere anche nell’accesso a servizi, attività commerciali, assicurazioni o nel mondo del lavoro. Illustrando la proposta, Mazzella ha sottolineato che “il testo del Governo permetteva al Garante di fare causa solo alla pubblica amministrazione. Ma le discriminazioni vere – il negozio inaccessibile, il datore di lavoro che non assume, l’assicurazione che alza il premio, il sito che esclude i non vedenti, il ristorante che rifiuta il cane guida – vengono dai privati”. Se recepita nel testo definitivo dal Governo, la misura consentirebbe al Garante di intervenire anche in presenza di ostacoli all’accessibilità, esclusioni dai servizi o altre forme di discriminazione riconducibili a soggetti privati.

Una rete nazionale per superare le disparità territoriali

La seconda proposta approvata punta invece a creare un coordinamento stabile tra i garanti regionali, provinciali e comunali attraverso una rete nazionale guidata dall’Autorità centrale. Attualmente gli organismi territoriali dedicati alla tutela dei diritti delle persone con disabilità sono presenti in modo disomogeneo sul territorio nazionale e presentano competenze e modalità operative differenti. Una situazione che può tradursi in livelli di tutela diversi a seconda della regione o del comune di residenza. L’obiettivo della nuova rete sarebbe proprio quello di favorire un maggiore raccordo tra le diverse realtà territoriali, condividere buone pratiche e garantire standard più uniformi nella tutela dei diritti. Nel presentare la proposta, il senatore ha evidenziato l’esistenza di una “geografia diseguale dei diritti” e ha spiegato che la nuova rete metterebbe “in collegamento tutti i garanti regionali, provinciali e comunali sotto il coordinamento dell’Autorità nazionale”, con l’obiettivo di assicurare “stessi diritti, stessa tutela, ovunque in Italia”.

Cosa cambia per le persone con disabilità

Le due indicazioni approvate dalla Commissione non modificano direttamente il decreto, ma rappresentano un indirizzo politico che il Governo dovrà valutare nella stesura definitiva del provvedimento. Se accolte, potrebbero tradursi in un rafforzamento concreto del ruolo dell’Autorità Garante. Da un lato ampliando la capacità di intervenire nei casi di discriminazione che coinvolgono soggetti privati, dall’altro costruendo una rete nazionale in grado di ridurre le differenze territoriali e rendere più accessibili gli strumenti di tutela. Si tratta di un passaggio che interessa milioni di persone con disabilità e le loro famiglie, in un contesto in cui l’effettiva esigibilità dei diritti dipende spesso dalla capacità delle istituzioni di garantire protezioni uniformi e tempestive. L’approvazione unanime delle proposte da parte della Commissione Affari sociali rappresenta ora un passaggio nell’iter del decreto. L’attenzione si sposta sul testo finale che sarà adottato dal Governo e che dovrà chiarire in che misura queste indicazioni verranno recepite nel nuovo assetto dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.


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