Prevenzione 26 Maggio 2026 12:51

Veterinari, indagine Boehringer Ingelheim: “Ruolo chiave ma ancora poco riconosciuto”

Un’indagine globale promossa da Boehringer Ingelheim e condotta su oltre mille veterinari in 51 Paesi evidenzia il ruolo strategico – ma ancora poco riconosciuto – della medicina veterinaria nella diagnosi precoce delle malattie, nella sicurezza della filiera alimentare e nella prevenzione dei rischi sanitari

di Marco Landucci
Veterinari, indagine Boehringer Ingelheim: “Ruolo chiave ma ancora poco riconosciuto”

Boehringer Ingelheim ha diffuso oggi i risultati di un’indagine globale che mette in luce il ruolo spesso poco visibile, ma fondamentale, della medicina veterinaria non solo nella tutela della salute animale, ma anche della sicurezza alimentare e della salute pubblica.

Lo studio, condotto su 1.046 professionisti veterinari qualificati in 51 Paesi, ha individuato tra gli aspetti più importanti ma meno riconosciuti della professione la capacità di intercettare problemi di salute nascosti e segnali di dolore degli animali, il contributo alla sicurezza della filiera alimentare e le attività di sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie.

In particolare:

  • l’87% dei veterinari per animali da compagnia e il 60% dei veterinari per equini indicano tra gli aspetti meno riconosciuti della professione la capacità di individuare problemi di salute nascosti e segnali di dolore;
  • il 65% dei veterinari per animali d’allevamento segnala come poco conosciuto il ruolo svolto nella protezione della sicurezza della filiera alimentare;
  • il 62% del campione evidenzia l’importanza dei programmi di sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie.

“Il contributo della medicina veterinaria si esprime ogni giorno non solo nella tutela della salute e del benessere animale, ma anche nella prevenzione dei rischi sanitari, nella sicurezza delle filiere alimentari e nel monitoraggio delle malattie che possono avere un impatto sull’uomo – sottolinea Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia – In un contesto sempre più interconnesso, il veterinario rappresenta un presidio chiave di equilibrio tra salute animale, umana e ambientale. Rendere più evidente questo suo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del suo ruolo strategico all’interno dell’approccio One Health, a beneficio dell’intera collettività”.

Veterinario, professionista con un background consolidato

La medicina veterinaria richiede anni di preparazione e formazione. Il veterinario, per individuare problemi di salute e definire il percorso terapeutico dell’animale, deve dunque avere alle spalle un background consolidato.

“Molto spesso, durante una visita veterinaria, il proprietario vede solo il risultato finale: una diagnosi, una terapia, un consiglio – spiega Marco Melosi, Presidente di ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari – Dietro quelle decisioni, però, ci sono anni di formazione universitaria, specializzazione ed esperienza clinica. Il medico veterinario è chiamato ogni giorno a riconoscere segnali deboli, intercettare patologie nascoste e prendere decisioni che possono cambiare la qualità e l’aspettativa di vita degli animali. Non sorprende quindi che l’87% dei veterinari per animali da compagnia indichi proprio questa capacità diagnostica come l’aspetto meno riconosciuto della professione. È un lavoro spesso invisibile, ma essenziale non solo per la salute animale, bensì anche per la salute pubblica e per l’equilibrio dell’approccio One Health”.

Il percorso per diventare veterinario richiede generalmente cinque anni di studi universitari, con almeno ulteriori tre anni di formazione specialistica. Alcune decisioni cliniche sono quindi basate su oltre un decennio di studi ed esperienza pratica. Per cani e gatti, questa expertise può fare la differenza nelle diagnosi precoci di condizioni gravi, come il diabete o la malattia renale cronica.

Con l’aumento delle aspettative dei proprietari di animali in termini di salute e benessere, il giudizio clinico veterinario diventa sempre più centrale in tutte le fasi della cura: dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla gestione di condizioni complesse. Eppure, gran parte di questo lavoro resta invisibile: l’87% dei veterinari per animali da compagnia evidenzia “l’individuazione dei problemi di salute nascosti” come l’aspetto più importante ma meno riconosciuto del loro ruolo.

“Ogni giorno i medici veterinari svolgono un lavoro silenzioso ma essenziale: proteggono la salute e il benessere degli animali, garantiscono la sicurezza degli alimenti e contribuiscono alla prevenzione e al controllo delle malattie che possono avere un impatto anche sull’uomo – aggiunge Gaetano Penocchio, Presidente FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani – Gran parte di questo impegno resta invisibile agli occhi del pubblico, proprio perché la prevenzione efficace spesso non fa notizia. Questa indagine contribuisce a riportare l’attenzione sul valore strategico della professione veterinaria all’interno dell’approccio One Health, evidenziando il ruolo fondamentale dei medici veterinari nella tutela della salute collettiva e della società”.

Medicina veterinaria, medicina di prevenzione

Gran parte della medicina veterinaria è orientata alla prevenzione. Interventi tempestivi e osservazione attenta permettono di evitare l’aggravarsi di problemi di salute e di ridurre l’impatto emotivo ed economico per i proprietari degli animali.

Nel caso dei veterinari per equini, l’indagine ha rivelato che tra gli aspetti più importanti ma meno riconosciuti della loro professionalità ci sono “l’identificazione del dolore nascosto e dei segni precoci delle malattie” (60%) e “l’utilizzo dell’ambiente e della storia clinica del cavallo per prevedere i rischi legati alla sua salute” (42%).

Nella pratica, questo si traduce nel fornire indicazioni personalizzate sull’alimentazione del cavallo, sull’igiene orale e degli zoccoli, sulle vaccinazioni, sul controllo dei parassiti, sulla valutazione dello stato osteoarticolare e sulla gestione degli ambienti in cui vive, contribuendo a prevenire patologie come coliche, laminite, zoppie, malattie respiratorie e cardiocircolatorie.

“Nel nostro settore, una parte fondamentale del lavoro veterinario si svolge lontano dai riflettori: significa saper leggere segnali sottili, interpretare il comportamento dell’animale e integrare informazioni cliniche, ambientali e gestionali – afferma Giorgio Strozzi, Presidente SIVE – Società Italiana Veterinari per Equini – Questo approccio non solo migliora il benessere e le performance del cavallo, ma consente anche di prevenire patologie complesse e costose. Rendere più visibile questo valore significa riconoscere il contributo specialistico dei veterinari equini all’interno dell’approccio One Health e alla sostenibilità dell’intero sistema”.

Tutela del sistema alimentare e della salute pubblica

La medicina veterinaria applicata al mondo dell’allevamento – che protegge animali come bovini, suini e pollame – ha un impatto diretto e misurabile sulla filiera alimentare e contribuisce a circa il 34% dell’apporto proteico globale. È inoltre fondamentale per la salute pubblica: il 60% delle malattie infettive umane si trasmette tra animali e uomini e il 70% delle malattie emergenti ha origine animale.

“Questa indagine contribuisce a far emergere un aspetto ancora poco noto della professione. Nella pratica quotidiana, i veterinari che operano nel settore buiatrico sono impegnati non solo nella cura degli animali, ma anche nella prevenzione, nel monitoraggio continuo degli allevamenti e nella gestione dei rischi sanitari che possono avere un impatto sull’intera collettività. Rafforzare la consapevolezza di questo contributo è essenziale per valorizzare una professione che è parte integrante dell’approccio One Health e della sostenibilità delle produzioni zootecniche”, sottolinea Vito Loconte, Presidente SIVARSIB – Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito e Buiatria.

Nonostante questi dati, secondo i veterinari specializzati in animali d’allevamento intervistati, questo impatto più ampio del loro ruolo è spesso poco conosciuto. Nell’indagine, il 65% ha identificato la “protezione della sicurezza alimentare” come l’aspetto del loro lavoro più trascurato dal pubblico, seguito dalla “sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie” (62%).

“Questa indagine evidenzia con chiarezza quanto il ruolo del medico veterinario sia ancora oggi percepito solo in parte nella sua reale ampiezza e complessità – conclude Bartolomeo Griglio, Presidente AIVEMP – Associazione Italiana Veterinari per la Medicina Pubblica e le Produzioni – Accanto alla cura e al benessere degli animali, la professione veterinaria svolge infatti una funzione essenziale nell’ambito della sanità pubblica, della sicurezza alimentare, della prevenzione e della sorveglianza delle malattie. Ogni giorno i veterinari operano per garantire la tutela della salute animale e umana, contribuendo concretamente alla sicurezza delle produzioni alimentari e al rafforzamento dell’approccio One Health, sempre più centrale nelle sfide sanitarie contemporanee”.