Advocacy e Associazioni 20 Maggio 2026 14:49

Bullismo e cyberbullismo, alleanza tra Unicef e Osservatorio nazionale: “Servono ascolto e responsabilità condivise”

Al centro dell'accordo attività di sensibilizzazione, educazione digitale e coinvolgimento diretto di bambini e adolescenti

di Redazione
Bullismo e cyberbullismo, alleanza tra Unicef e Osservatorio nazionale: “Servono ascolto e responsabilità condivise”

Non sono soltanto scherzi, conflitti tra coetanei o episodi destinati a esaurirsi con il tempo. Bullismo e cyberbullismo rappresentano fenomeni capaci di lasciare conseguenze profonde sul benessere psicologico di bambini e adolescenti, influenzando autostima, relazioni sociali e sviluppo emotivo. Per questo il contrasto alla violenza tra pari non può limitarsi alla gestione delle singole emergenze, ma richiede un lavoro culturale ed educativo che coinvolga famiglie, scuola, istituzioni e territorio. Nasce con questo obiettivo il protocollo d’intesa sottoscritto da UNICEF Italia e dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, un accordo della durata di due anni finalizzato a promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare attenzione alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. La firma è avvenuta a Roma, in occasione della Maratona Bullismo 2026, manifestazione dedicata alla sensibilizzazione sul disagio giovanile e sui fenomeni di violenza tra pari.

L’impatto sulla salute mentale dei ragazzi

“Il bullismo e il cyberbullismo sono comportamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti, caratterizzati da uno squilibrio di potere tra chi lo esercita e chi lo subisce che possono causare gravi disagi emotivi alle vittime e compromettere la loro crescita e le relazioni. I bambini e le bambine che subiscono bullismo e abusi online presentano livelli significativamente più alti di ansia, pensieri suicidari e comportamenti autolesionistici”, commenta Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia. Un richiamo che evidenzia come il bullismo non rappresenti soltanto una questione educativa, ma anche un tema di salute pubblica. Ansia, isolamento sociale, depressione, autolesionismo e sofferenza psicologica sono infatti tra le conseguenze più frequentemente associate alle esperienze di vittimizzazione, soprattutto quando la violenza si trasferisce online e diventa continua, invasiva e difficile da interrompere. “Il bullismo e il cyberbullismo rappresentano sfide cruciali e richiedono interventi educativi per proteggere i giovani e promuovere comportamenti sani e un uso responsabile delle tecnologie. Siamo certi che grazie a questo Protocollo riusciremo a realizzare attività e iniziative concrete a favore di tanti bambini, bambine e giovani che meritano la nostra attenzione e supporto”, aggiunge Graziano.

Un programma di sensibilizzazione e partecipazione

L’accordo prevede una collaborazione strutturata tra le due organizzazioni per diffondere la conoscenza dei principi contenuti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e promuovere iniziative di prevenzione rivolte ai più giovani. Particolare attenzione sarà dedicata al contrasto del cyberbullismo, una forma di violenza tra pari che può compromettere il diritto alla protezione, alla non discriminazione e alla partecipazione, limitando la capacità delle vittime di reagire e chiedere aiuto. Tra le azioni previste figurano campagne di sensibilizzazione, attività educative e momenti di confronto che coinvolgeranno direttamente bambini, adolescenti e famiglie. L’obiettivo dichiarato è favorire un cambiamento culturale fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla consapevolezza dei propri diritti. L’intesa prevede inoltre la condivisione di documenti, dati, materiali informativi ed esperienze nazionali e internazionali per rafforzare la conoscenza del fenomeno e sviluppare strumenti sempre più efficaci di prevenzione.

“Guardare oltre il fenomeno e dentro il disagio”

Per Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile il tema centrale non riguarda soltanto gli episodi di prevaricazione, ma il malessere che spesso li accompagna: “Questo Protocollo con Unicef Italia rappresenta per me, come Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile ma anche come uomo, un grande privilegio umano e istituzionale. Oggi non possiamo limitarci a parlare soltanto di bullismo e cyberbullismo: dobbiamo avere il coraggio di guardare più a fondo, dentro il disagio emotivo e la solitudine che coinvolgono sempre più ragazze e ragazzi. È lì che dobbiamo intervenire, costruendo ascolto, presenza e responsabilità condivise”. Un approccio che mette al centro la prevenzione e la costruzione di reti educative capaci di intercettare precocemente il disagio. “Per questo è fondamentale unire istituzioni, scuola, famiglie, sport e terzo settore in un’alleanza educativa concreta, capace di restituire ai giovani fiducia, relazioni e futuro”, conclude Massaccesi.

Dalla salute mentale all’educazione digitale

Il protocollo si inserisce nel quadro delle attività della Maratona Bullismo 2026, in programma a Roma, dove volontari e operatori dell’UNICEF promuovono iniziative informative dedicate a salute mentale, ambiente digitale, disconnessione, sport e benessere psicologico. Temi diversi ma legati da un filo comune: offrire ai ragazzi strumenti per vivere in modo più consapevole le relazioni, sia nel mondo reale sia online, e costruire contesti educativi capaci di prevenire l’isolamento e la violenza prima che si trasformino in sofferenza.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato