Salute 15 Maggio 2026 13:57

Sindrome premestruale, depressione e ansia: lo studio che svela il doppio legame con la salute mentale

Una ricerca pubblicata su JAMA Network Open e condotta su oltre 3,6 milioni di donne mostra che i disturbi premestruali e le patologie psichiatriche si influenzano reciprocamente. Il rischio più elevato riguarda depressione, ansia, ADHD e disturbo bipolare

di Isabella Faggiano
Sindrome premestruale, depressione e ansia: lo studio che svela il doppio legame con la salute mentale

Per anni la sindrome premestruale (PMD) è stata considerata un disturbo “minore”, spesso banalizzato o interpretato come un disagio inevitabile legato al ciclo. Ma oggi una delle più grandi ricerche mai realizzate sul tema racconta una realtà molto diversa: i disturbi premestruali sono strettamente collegati alla salute mentale e il rapporto con depressione, ansia e altre patologie psichiatriche appare molto più profondo di quanto si pensasse. Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, dimostra infatti che il legame tra disturbi premestruali e disturbi psichiatrici è bidirezionale. In altre parole, le donne con sindrome premestruale o disturbo disforico premestruale hanno un rischio maggiore di sviluppare malattie psichiatriche, ma anche le donne con diagnosi psichiatriche presentano una probabilità significativamente più alta di ricevere successivamente una diagnosi di PMD.

Lo studio su oltre 3,6 milioni di donne

La ricerca ha utilizzato i registri sanitari nazionali svedesi analizzando i dati di oltre 3,6 milioni di donne tra i 16 e i 52 anni. Tra queste, più di 104 mila avevano ricevuto una diagnosi clinica di disturbo premestruale. Le donne con PMD sono state confrontate sia con oltre un milione di controlli sani sia con sorelle biologiche non affette, così da ridurre il peso di fattori genetici e ambientali condivisi. Il follow-up medio è stato di oltre otto anni. Uno degli aspetti più rilevanti dello studio è che gli autori non si sono basati su semplici questionari o sintomi auto-riferiti, ma su diagnosi cliniche registrate nel sistema sanitario nazionale. Il rischio raddoppia in entrambe le direzioni. I risultati mostrano numeri particolarmente significativi. Quasi la metà delle donne con PMD aveva già ricevuto una diagnosi psichiatrica, contro meno di un terzo delle donne senza disturbi premestruali. Questo significa che la presenza di un disturbo psichiatrico risultava associata a un rischio circa doppio di sviluppare successivamente una sindrome premestruale clinicamente rilevante. Ma il fenomeno si osservava anche nella direzione opposta. Le donne con PMD presentavano infatti un rischio più che raddoppiato di sviluppare nel tempo una patologia psichiatrica rispetto alle coetanee senza disturbi premestruali. Anche nelle analisi effettuate sulle sorelle biologiche sane il legame rimaneva evidente, suggerendo che il rapporto non dipenda soltanto da fattori familiari o genetici condivisi.

Depressione, ansia e ADHD tra le associazioni più forti

Le associazioni più marcate riguardavano depressione e ansia, ma anche ADHD, disturbo bipolare e disturbi di personalità.

In particolare:

  • il rischio di depressione risultava aumentato di circa 2,7 volte;
  • quello di ansia di oltre 2,4 volte;
  • il rischio di ADHD superava le 3,5 volte;
  • il rischio di disturbo bipolare aumentava di oltre tre volte.

Lo studio ha evidenziato inoltre un’associazione significativa anche con autismo, disturbi alimentari, dipendenze e disturbi correlati allo stress. L’unica eccezione osservata è stata la schizofrenia, per la quale non è emersa alcuna associazione significativa.

Il ruolo degli ormoni e del cervello

Secondo gli autori, i disturbi premestruali e le patologie psichiatriche potrebbero condividere meccanismi biologici comuni. Al centro ci sarebbero le fluttuazioni ormonali del ciclo mestruale e il loro effetto sui neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore, come serotonina, dopamina e GABA. Le donne con PMD sembrerebbero infatti presentare una particolare sensibilità cerebrale alle normali variazioni di estrogeni e progesterone. Una vulnerabilità che potrebbe favorire ansia, depressione e altre alterazioni psichiatriche. Anche la genetica potrebbe avere un ruolo importante. Le analisi sulle sorelle biologiche suggeriscono infatti l’esistenza di meccanismi neurobiologici condivisi.

ADHD e autismo: un dato che apre nuovi scenari

Tra gli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca c’è il forte legame con ADHD e autismo. Secondo gli autori, gli ormoni sessuali potrebbero influenzare i circuiti dopaminergici cerebrali già alterati in queste condizioni neuroevolutive, contribuendo alla sovrapposizione clinica. I ricercatori ricordano inoltre che nelle donne ADHD e autismo vengono spesso diagnosticati tardi, e questo potrebbe spiegare almeno in parte l’aumento delle diagnosi dopo l’identificazione dei disturbi premestruali.

Verso una psichiatria “informed by menstrual cycle”

Per gli autori, i disturbi premestruali non dovrebbero più essere considerati esclusivamente un problema ginecologico. Al contrario, potrebbero rappresentare un importante campanello d’allarme per la salute mentale femminile. Da qui la necessità di sviluppare percorsi clinici integrati tra ginecologia e psichiatria e di costruire una medicina sempre più attenta alle differenze di sesso e all’impatto del ciclo mestruale sulla salute mentale. “Questi risultati – scrivono gli autori – evidenziano la necessità di approcci psichiatrici informati sul sesso biologico e sul ciclo mestruale”. Un cambio di prospettiva che potrebbe migliorare diagnosi precoce, presa in carico e qualità di vita di milioni di donne.

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