Advocacy e Associazioni 15 Maggio 2026 13:58

MICI, la nutrizione resta la grande assente: 4 pazienti su 5 non vengono mai valutati

Pubblicata la nuova indagine promossa da AMICI Italia in occasione della Giornata Mondiale delle MICI. Parte la campagna “Perdi peso? Non perdere tempo!” con screening, incontri nei centri specialistici e un test online per individuare precocemente il rischio nutrizionale

di I.F:
MICI, la nutrizione resta la grande assente: 4 pazienti su 5 non vengono mai valutati

Si curano l’infiammazione, i sintomi, le riacutizzazioni. Ma troppo spesso si dimentica un aspetto che può cambiare profondamente il decorso della malattia: lo stato nutrizionale del paziente. È il quadro che emerge dalla nuova indagine nazionale promossa da AMICI Italia sulle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), presentata in vista della Giornata Mondiale dedicata a queste patologie, in programma il 19 maggio. I numeri raccontano una realtà che preoccupa. In Italia convivono con una MICI circa 250mila persone e, secondo la survey, una su cinque si trova già in una condizione di rischio nutrizionale. Significa che quasi 50mila cittadini potrebbero essere esposti a complicanze cliniche legate alla malnutrizione, spesso senza che il problema venga riconosciuto in tempo. Il dato forse più significativo riguarda però l’assistenza quotidiana: circa l’80% dei pazienti dichiara infatti di non aver mai ricevuto una valutazione nutrizionale da parte di un professionista sanitario, oppure di non ricordarla. Un vuoto assistenziale che, secondo gli esperti, rischia di compromettere l’efficacia stessa delle cure.

La campagna AMICI Italia: screening e test online

Per accendere i riflettori su questo tema, AMICI Italia ha lanciato la campagna nazionale “Perdi peso? Non perdere tempo!”, realizzata con il patrocinio della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE) e il contributo non condizionante di Lionhealth. L’iniziativa prevede una roadmap di dieci eventi territoriali nei principali centri IBD italiani, da Milano a Napoli, da Roma a Palermo, con incontri dedicati ai pazienti, interventi di specialisti e possibilità di effettuare screening nutrizionali direttamente nei centri aderenti. Accanto agli eventi sul territorio sono previsti anche materiali informativi negli ambulatori MICI e videopillole divulgative sui canali digitali di AMICI Italia. Elemento centrale della campagna è il test MUST (Malnutrition Universal Screening Tool), uno strumento rapido e validato a livello internazionale che da oggi sarà disponibile online sul sito dell’associazione. “La campagna si propone di aumentare la consapevolezza dei pazienti con MICI sul rischio di malnutrizione – spiega Salvo Leone, direttore generale di AMICI Italia -. Per questo motivo abbiamo messo a disposizione sul sito un semplice test validato che, con pochissime domande, consente ai pazienti di valutare il proprio stato nutrizionale e a rivolgersi al proprio medico in caso di rischio di malnutrizione”. Il questionario prende in considerazione tre elementi fondamentali: indice di massa corporea, eventuale perdita di peso involontaria negli ultimi mesi e capacità di alimentarsi regolarmente durante la fase acuta della malattia.

Malnutrizione e sarcopenia: il peso invisibile delle MICI

Nelle persone con malattia di Crohn o colite ulcerosa il rischio nutrizionale è strettamente legato all’infiammazione cronica intestinale. Diarrea persistente, malassorbimento, dolore addominale e riduzione dell’appetito possono infatti favorire carenze nutrizionali importanti. Secondo i dati presentati da AMICI Italia, tra il 13% e il 27% dei pazienti sviluppa una condizione di malnutrizione, mentre oltre il 40% presenta sarcopenia, cioè una progressiva perdita di massa e funzionalità muscolare. A questo si aggiungono frequenti deficit di micronutrienti essenziali come vitamina D, ferro, zinco, calcio, vitamina B9 e vitamina B12. Quasi un paziente su tre, inoltre, presenta un indice di massa corporea inferiore a 20, parametro che, associato a perdita di peso involontaria e carenze nutrizionali, può rappresentare un segnale di rischio clinico. “Nonostante la nutrizione rappresenti un pilastro fondamentale nel trattamento delle patologie croniche intestinali, l’attenzione rivolta allo screening del rischio di malnutrizione, alla diagnosi precoce e a un adeguato supporto nutrizionale è ancora molto carente e disomogenea – sottolinea Antonella Lezo, presidente della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE) –. Circa l’80% dei pazienti dichiara infatti di non aver mai ricevuto una valutazione nutrizionale da parte di un professionista sanitario, o di non averne memoria. Mentre la malattia viene trattata farmacologicamente, il monitoraggio dello stato nutrizionale resta spesso un aspetto trascurato”.

Le conseguenze sulla qualità della vita

Il problema non riguarda soltanto il peso corporeo. La malnutrizione correlata alle MICI può influenzare direttamente l’andamento della malattia, aumentando il rischio di recidive, riducendo la risposta alle terapie farmacologiche e complicando il recupero post-operatorio nei casi che richiedono un intervento chirurgico. Anche le ospedalizzazioni possono diventare più lunghe e frequenti, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti. Per questo gli specialisti insistono sulla necessità di una presa in carico realmente multidisciplinare, capace di integrare gastroenterologi, nutrizionisti e dietologi all’interno del percorso di cura.

L’appello di medici e associazioni

“Dobbiamo colmare il divario tra la cura della patologia e la gestione della nutrizione”, dichiara Lezo. Da qui l’appello lanciato da AMICI Italia a medici, pazienti e istituzioni affinché lo screening nutrizionale diventi parte integrante dell’assistenza. “Ai medici chiediamo di considerare lo screening nutrizionale, ad esempio attraverso strumenti validati come il MUST, parte integrante e sistematica di ogni follow-up, al pari della valutazione clinica e della prescrizione terapeutica – conclude Salvo Leone –. La malnutrizione non può essere intercettata solo quando è già evidente: va cercata, monitorata e prevenuta. Ai pazienti raccomandiamo di non aspettare il “crollo” fisico prima di parlarne con lo specialista. Il controllo mensile del peso è un gesto semplice, ma fondamentale: una variazione superiore al 5% deve essere segnalata tempestivamente al medico curante. Alle istituzioni, infine, chiediamo di inserire stabilmente lo screening nutrizionale nei percorsi di cura delle persone con MICI, riconoscendolo come un elemento essenziale della presa in carico, così come già avviene in altri ambiti, a partire da quello oncologico”.

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