Dalla Redazione 14 Maggio 2026 15:20

La salute globale migliora ma i progressi rallentano, l’Oms: “Troppi divari mettono a rischio gli obiettivi 2030”

Nel rapporto “World Health Statistics 2026” l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala miglioramenti importanti su HIV, tabacco, alcol e accesso ai servizi essenziali, ma avverte che i progressi restano troppo lenti e diseguali. Aumentano malaria e sovrappeso infantile, mentre 1,6 miliardi di persone vivono in povertà o vi sono precipitate a causa delle spese sanitarie 

La salute globale migliora, ma non abbastanza per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati per il 2030. È il messaggio che emerge dal rapporto “World Health Statistics 2026” pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che fotografa un mondo in cui i progressi sanitari convivono ancora con profonde disuguaglianze economiche, sociali e territoriali. Il documento analizza decine di indicatori sanitari a livello globale e mostra come, negli ultimi anni, siano stati registrati miglioramenti significativi in diversi ambiti della salute pubblica. Le nuove infezioni da HIV, ad esempio, sono diminuite del 40% tra il 2010 e il 2024, mentre l’incidenza della tubercolosi è calata del 12% dal 2015. In discesa anche il numero di persone che necessitano interventi contro le malattie tropicali neglette, ridotto del 36% rispetto al 2010.

Meno tabacco e alcol, più accesso ai servizi essenziali

Tra i segnali positivi evidenziati dall’OMS ci sono anche i cambiamenti negli stili di vita. L’uso del tabacco tra gli adulti è passato dal 26,2% al 19,5% della popolazione mondiale tra il 2010 e il 2024, mentre il consumo globale di alcol è diminuito del 13%.  Importanti progressi si registrano anche nell’accesso ai servizi essenziali. Tra il 2015 e il 2024 quasi un miliardo di persone in più ha avuto accesso all’acqua potabile sicura, 1,2 miliardi ai servizi igienico-sanitari, 1,6 miliardi ai servizi di igiene di base e 1,4 miliardi a sistemi di cottura puliti. Secondo l’OMS, questi risultati dimostrano che gli investimenti coordinati in salute pubblica possono produrre benefici concreti e misurabili su larga scala.

Malaria in aumento e sovrappeso infantile in crescita

Accanto ai miglioramenti, il rapporto evidenzia però diversi segnali di rallentamento e nuove criticità. L’incidenza globale della malaria è aumentata dell’8,5% dal 2015, allontanando ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030. Preoccupano anche alcuni indicatori legati alla nutrizione e alla salute femminile. L’anemia nelle donne in età fertile ha raggiunto il 30,7%, mentre il sovrappeso nei bambini sotto i cinque anni è salito al 5,5%. Resta inoltre molto elevata la violenza contro le donne: secondo le stime riportate dall’OMS, quasi una donna su quattro che ha o ha avuto un partner ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita.

Copertura sanitaria universale ancora lontana

Uno dei punti più critici riguarda l’accesso universale alle cure. Il rapporto sottolinea che i progressi verso la copertura sanitaria universale stanno rallentando in modo significativo. Tra il 2015 e il 2023 l’indice globale di copertura sanitaria è aumentato solo da 68 a 71 punti, molto meno rispetto ai progressi registrati nei quindici anni precedenti. Le conseguenze economiche continuano a essere pesanti: circa il 26% della popolazione mondiale affronta difficoltà finanziarie a causa delle spese sanitarie e 1,6 miliardi di persone vivono in povertà o vi sono precipitate proprio per i costi delle cure. Anche sul fronte della mortalità materna e infantile i miglioramenti restano insufficienti. Dal 2000 la mortalità materna globale è diminuita del 40% e quella sotto i cinque anni del 51%, ma molti Paesi restano lontani dai target fissati dall’Agenda 2030.

Il peso della pandemia e delle disuguaglianze

Il rapporto dedica ampio spazio anche agli effetti della pandemia di Covid-19, che secondo l’OMS ha cancellato quasi un decennio di progressi nell’aspettativa di vita e nella speranza di vita in buona salute. Tra il 2020 e il 2023 si stimano 22,1 milioni di morti in eccesso associate alla pandemia, un numero circa tre volte superiore ai decessi ufficialmente registrati. Nel commentare i dati, Tedros Adhanom Ghebreyesus sottolinea come il quadro globale resti profondamente segnato dalle disuguaglianze: “Questi dati raccontano una storia fatta sia di progressi che di persistenti disuguaglianze, con molte persone – specialmente donne, bambini e coloro che vivono in comunità svantaggiate – a cui sono ancora negate le condizioni di base per una vita sana”, conclude il direttore generale dell’OMS.


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