L’Iss ha pubblicato, insieme ad Aimo Ets, la prima raccomandazione clinico-assistenziale dedicata all’appropriatezza dell’accesso alle visite oculistiche. Obiettivo: ridurre ritardi diagnostici e accessi impropri
Quando un disturbo agli occhi richiede una visita urgente? E quando, invece, un controllo può essere programmato senza rischi? Sono domande che coinvolgono ogni giorno pazienti, famiglie, medici di medicina generale, pediatri e specialisti, soprattutto in un momento in cui le liste d’attesa rappresentano una delle principali criticità del Servizio sanitario. Per rispondere a questa esigenza, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato la Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale “Appropriatezza clinica per l’accesso alla visita oculistica”, realizzata con Aimo Ets, Associazione Italiana Medici Oculisti, come ente capofila. Si tratta della prima raccomandazione di questo tipo pubblicata in ambito oftalmologico.
L’obiettivo: ridurre ritardi e accessi impropri
L’obiettivo del documento è rendere più chiari e omogenei i criteri di accesso alle visite oculistiche, aiutando a individuare rapidamente i pazienti che necessitano di una valutazione urgente e quelli che possono seguire un percorso programmato. Non tutte le condizioni oculari, infatti, hanno lo stesso livello di priorità: un improvviso calo della vista, un trauma oculare, un dolore acuto o la comparsa improvvisa di visione doppia richiedono attenzioni diverse rispetto a un controllo periodico o al monitoraggio di un difetto visivo già noto. “La raccomandazione non serve a mettere ostacoli tra il paziente e l’oculista – spiega Alessandra Balestrazzi, presidente di Aimo Ets -. Al contrario, serve a fare in modo che ogni persona venga indirizzata nel percorso più corretto e nel tempo più adeguato al proprio problema. In oftalmologia il tempo può fare la differenza: alcune condizioni vanno riconosciute e trattate rapidamente per proteggere la vista”.
I sintomi che richiedono un controllo rapido
Il documento fornisce indicazioni cliniche utili ai professionisti per distinguere le situazioni che richiedono un invio urgente o rapido, come calo improvviso della vista, trauma, sospetto corpo estraneo, ustioni oculari o dolore intenso, da quelle che necessitano di una valutazione specialistica in tempi brevi, come alcuni casi di occhio rosso persistente o alterazioni improvvise della visione che possono indicare patologie retiniche. Le raccomandazioni individuano anche le situazioni che possono essere programmate, come i controlli periodici, le visite per difetti visivi non acuti e il monitoraggio di pazienti con patologie croniche. Una parte specifica è dedicata inoltre ai bambini, ai neonati e alle persone con malattie sistemiche come diabete e ipertensione, condizioni che possono avere conseguenze importanti anche sulla salute degli occhi. Secondo gli esperti, il documento rappresenta uno strumento utile non soltanto per gli specialisti, ma anche per i medici del territorio e per i servizi sanitari, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza degli accessi, ridurre le visite improprie e garantire tempi più rapidi ai pazienti con condizioni potenzialmente più gravi.
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