Salute 6 Maggio 2026 14:20

Diabete, dagli Annali AMD progressi su cure e tecnologia. Reni, retina e piede diabetico restano “sorvegliati speciali”

I nuovi Annali AMD raccontano una diabetologia italiana sempre più orientata verso farmaci innovativi e tecnologia. Migliorano controllo glicemico e protezione cardiovascolare, ma restano aree critiche legate alle complicanze microvascolari, alla prevenzione e agli screening

di I.F.
Diabete, dagli Annali AMD progressi su cure e tecnologia. Reni, retina e piede diabetico restano “sorvegliati speciali”

Sempre più pazienti con diabete riescono a controllare la glicemia e il colesterolo, mentre cresce l’accesso alle terapie innovative e alle tecnologie per il monitoraggio continuo del glucosio. È la fotografia scattata dai nuovi Annali AMD, il grande report dell’Associazione Medici Diabetologi che monitora qualità dell’assistenza e stato di salute delle persone con diabete in Italia. Un quadro nel complesso positivo, ma che lascia emergere anche fragilità ancora aperte: screening insufficienti per retinopatia, danno renale e piede diabetico, persistente diffusione del fumo e aumento dell’obesità nelle donne con diabete gestazionale. I dati, presentati al Senato nel corso di un convegno promosso dalla senatrice Daniela Sbrollini, arrivano da un database sempre più ampio e rappresentativo. “Continua a crescere il numero di centri diabetologici che aderiscono al nostro network, ormai oltre 340 distribuiti in tutto il Paese”, spiega Andrea Da Porto, direttore del Gruppo Annali AMD. L’ultima rilevazione, relativa al 2025, raccoglie informazioni su oltre 775mila persone con diabete, tra cui più di 51mila con diabete tipo 1, 693mila con diabete tipo 2 e oltre 15mila donne con diabete gestazionale.

Diabete tipo 1, cresce l’uso di microinfusori e sensori CGM

Tra le persone con diabete tipo 1 continua lentamente a crescere la diffusione della tecnologia. I microinfusori vengono oggi utilizzati dal 21,3% dei pazienti, mentre arrivano per la prima volta i dati italiani sull’utilizzo dei sensori CGM per il monitoraggio continuo della glicemia. I numeri mostrano luci e ombre. Solo un paziente su tre riesce a mantenere il cosiddetto “time in range” – valori glicemici compresi tra 70 e 180 mg/dl – per almeno il 70% del tempo. Tuttavia, il monitoraggio continuo sembra aiutare molti pazienti a evitare episodi di ipoglicemia pericolosa. L’età media delle persone con diabete tipo 1 è di 49 anni, ma quasi il 19% ha più di 65 anni e l’1% supera gli 85. Persistono alcuni fattori di rischio importanti: fuma ancora il 26,2% dei pazienti e quasi il 15% presenta obesità. Nonostante questo, oltre il 37% raggiunge il target di emoglobina glicata, più del 40% controlla adeguatamente la pressione arteriosa e oltre la metà mantiene valori corretti di colesterolo.

Diabete tipo 2, bene i farmaci innovativi ma attenzione alle complicanze

Nel diabete tipo 2 gli Annali AMD mostrano un deciso miglioramento nella protezione cardiovascolare. L’età media dei pazienti si avvicina ormai ai 70 anni e la prevalenza dell’obesità, dopo anni di crescita, sembra essersi stabilizzata intorno al 35%. Migliora il controllo metabolico: oltre il 56% dei pazienti raggiunge il target di emoglobina glicata e quasi il 49% mantiene sotto controllo il colesterolo, in aumento rispetto al 44,6% dello scorso anno. A crescere è soprattutto l’utilizzo dei farmaci innovativi. Oltre l’85% delle persone con diabete tipo 2 utilizza oggi SGLT2 inibitori, agonisti recettoriali del GLP-1 o doppi agonisti GIP/GLP-1. “Questi dati raccontano l’impegno dedicato dai diabetologi alla riduzione del rischio cardiovascolare dei propri assistiti”, sottolinea Da Porto, parlando di un vero e proprio “effetto Annali”, capace di orientare l’attenzione clinica sulle aree più critiche. Accanto ai progressi, però, emerge una nuova zona d’ombra: le complicanze microvascolari. Cala infatti il monitoraggio della microalbuminuria, della retinopatia e del piede diabetico. Un dato che preoccupa soprattutto perché la malattia renale cronica resta la complicanza più frequente, interessando oltre il 50% del campione. “Se da un lato crescono i farmaci innovativi, dall’altro ACE-inibitori e sartani, fondamentali in caso di danno renale, non vengono utilizzati in circa il 43% dei pazienti che ne avrebbero bisogno”, evidenzia Da Porto.

Diabete gestazionale, aumenta l’obesità tra le future mamme

Gli Annali AMD dedicano ampio spazio anche al diabete gestazionale, con un campione che supera le 15mila donne e copre ormai circa la metà dei casi registrati ogni anno in Italia. L’età media delle pazienti supera i 34 anni e oltre un terzo proviene da Paesi extraeuropei. Tra i principali fattori di rischio emerge soprattutto l’obesità pregravidica, che riguarda oggi oltre il 30% delle donne con GDM, in crescita rispetto al 25% della precedente rilevazione. Aumenta anche il ricorso all’insulina durante la gravidanza: le future mamme trattate con terapia insulinica sono passate dal 38 al 50%.

Un grande database per leggere l’evoluzione del diabete in Italia

Per AMD gli Annali rappresentano oggi uno strumento strategico non soltanto per fotografare la qualità delle cure, ma anche per orientare le politiche sanitarie e costruire modelli assistenziali sempre più personalizzati. “La crescita del database degli Annali AMD testimonia come la disponibilità di informazioni cliniche strutturate possa tradursi in risultati di salute concreti per i pazienti”, afferma Salvatore De Cosmo, presidente AMD. Il confronto continuo tra i centri diabetologici, aggiunge, ha favorito “un miglioramento progressivo e misurabile degli indicatori di qualità”. Un ruolo sempre più centrale sarà giocato anche dall’integrazione dei dati, dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale. Non a caso, sottolinea Giuseppina Russo, presidente eletto AMD, gli Annali italiani sono stati messi a confronto con i registri diabete di Regno Unito, Spagna e Svezia durante un workshop internazionale che potrebbe aprire nuove collaborazioni scientifiche europee. “Con oltre due milioni di dati raccolti dal 2006, gli Annali AMD hanno dato vita a un’intensa attività di ricerca osservazionale basata sulla real world evidence”, ricorda infine Riccardo Candido, presidente di Fondazione AMD. Un patrimonio di dati che negli anni ha permesso di approfondire aspetti legati a medicina di genere, invecchiamento, popolazioni migranti, rischio cardiovascolare e appropriatezza terapeutica, offrendo una fotografia sempre più dettagliata dell’evoluzione del diabete nel nostro Paese.

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