Salute 6 Maggio 2026 13:05

Anemia negli over 60: rischio demenza più alto del 66%

Uno studio internazionale collega bassi livelli di emoglobina a maggior rischio di demenza e biomarcatori dell’Alzheimer elevati negli anziani.

di Arnaldo Iodice
Anemia negli over 60: rischio demenza più alto del 66%

Un’ampia ricerca internazionale condotta da ricercatori svedesi e italiani ha evidenziato un legame significativo tra anemia negli adulti over 60 e aumento del rischio di demenza. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Network Open, suggerisce che gli effetti dell’anemia non si limitano ai sintomi più noti (come affaticamento, pallore e dispnea) ma possano coinvolgere direttamente la salute cerebrale. L’indagine ha coinvolto 2.282 adulti residenti a Stoccolma, tutti di età pari o superiore a 60 anni e privi di demenza all’inizio dello studio. I partecipanti facevano parte dello Swedish National Study on Aging and Care in Kungsholmen (SNAC-K), un progetto longitudinale dedicato allo studio dell’invecchiamento. Al basale, i ricercatori hanno misurato i livelli di emoglobina e diversi biomarcatori ematici associati alla neurodegenerazione. Successivamente, i soggetti sono stati monitorati per oltre un decennio con controlli clinici effettuati ogni 3-6 anni.

Durante un follow-up medio di 9,3 anni, 362 partecipanti hanno sviluppato demenza. L’analisi statistica ha mostrato che le persone anemiche all’inizio dello studio presentavano un rischio di demenza superiore del 66% rispetto ai soggetti con livelli normali di emoglobina. Inoltre, concentrazioni più basse di emoglobina risultavano associate a livelli più elevati di biomarcatori correlati alla malattia di Alzheimer e al danno neuronale, con un’associazione particolarmente evidente negli uomini.

Come l’anemia può favorire la neurodegenerazione

L’anemia interessa circa il 10% delle persone oltre i 65 anni ed è già stata collegata a esiti sanitari sfavorevoli. Una delle spiegazioni principali riguarda la ridotta ossigenazione cerebrale: livelli insufficienti di emoglobina limitano l’apporto di ossigeno ai neuroni, esponendo il cervello a uno stress cronico.

Nel tempo, questa condizione può compromettere i vasi sanguigni cerebrali, favorire processi infiammatori e accelerare la perdita neuronale. Studi di neuroimaging hanno infatti documentato nei soggetti anemici una riduzione del volume cerebrale e segni di danno tissutale. Tuttavia, prima di questa ricerca non era chiaro se l’aumento dei biomarcatori dell’Alzheimer osservato nei pazienti anemici rappresentasse un vero segnale di neurodegenerazione oppure solo un’associazione indiretta legata allo stato generale di salute.

Biomarcatori, rischio clinico e prospettive per la prevenzione della demenza

L’aspetto più innovativo dello studio riguarda l’integrazione tra dati clinici e biomarcatori ematici della malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno analizzato tre proteine considerate segnali precoci di danno cerebrale: la p-tau217 fosforilata, associata all’accumulo patologico tipico dell’Alzheimer; la catena leggera dei neurofilamenti (NfL), indicatore di lesione neuronale; e la proteina acida fibrillare gliale (GFAP), collegata a infiammazione e stress cellulare.

I risultati mostrano che il rischio di demenza cresceva in modo marcato quando anemia e biomarcatori elevati coesistevano. In particolare, gli individui con anemia e alti livelli di NfL presentavano un rischio fino a 3,5 volte superiore di sviluppare demenza rispetto ai partecipanti senza queste caratteristiche. Questo dato suggerisce che l’anemia possa rendere il cervello più vulnerabile ai processi neurodegenerativi, anticipando la comparsa dei sintomi cognitivi anche in presenza di un danno cerebrale inizialmente meno esteso. Dal punto di vista clinico, lo studio apre una prospettiva rilevante, ovvero che l’anemia potrebbe rappresentare un fattore di rischio modificabile. A differenza di molti determinanti genetici o biologici della demenza, i livelli di emoglobina possono essere monitorati e trattati attraverso interventi nutrizionali, farmacologici o terapeutici mirati.

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