Salute 6 Maggio 2026 10:38

PFAS e fertilità, l’esposizione precoce può alterare lo sperma in età adulta

Uno studio pubblicato su Environmental Health evidenzia un legame tra esposizione a sostanze chimiche persistenti fin dalla vita fetale e anomalie cromosomiche degli spermatozoi. Possibili implicazioni per fertilità e salute riproduttiva

di Isabella Faggiano
PFAS e fertilità, l’esposizione precoce può alterare lo sperma in età adulta

L’esposizione a sostanze chimiche ambientali già nelle prime fasi della vita potrebbe avere effetti duraturi sulla fertilità maschile. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Environmental Health e guidato dall’epidemiologa Melissa Perry della George Mason University. La ricerca, tra le prime di questo tipo, mostra un’associazione tra esposizione a composti chimici persistenti – in particolare PFAS e PCB – e anomalie cromosomiche degli spermatozoi in età adulta.

Dall’infanzia all’età adulta: lo studio su una coorte seguita per decenni

Il lavoro si basa sull’analisi di 96 uomini di età compresa tra 22 e 24 anni, appartenenti a una coorte delle Isole Faroe seguita fin dalla nascita tra il 1986 e il 1987. I ricercatori hanno potuto ricostruire l’esposizione alle sostanze chimiche lungo tutto l’arco della vita: dal sangue materno in gravidanza, al cordone ombelicale, fino ai campioni prelevati durante l’infanzia e l’adolescenza. Decenni dopo, gli stessi soggetti hanno fornito campioni di liquido seminale. L’analisi ha evidenziato che livelli più elevati di esposizione a queste sostanze nelle fasi precoci della vita sono associati alla presenza, in età adulta, di spermatozoi con un numero anomalo di cromosomi.

Cosa succede agli spermatozoi

Normalmente gli spermatozoi contengono un solo cromosoma sessuale, X o Y. Nello studio, invece, sono state osservate più frequentemente condizioni di “disomia”, cioè la presenza di cromosomi in eccesso.

In particolare:

  • i PCB sono risultati associati soprattutto a un cromosoma Y aggiuntivo
  • i PFAS a un aumento sia dei cromosomi X sia Y

Queste alterazioni sono considerate un indicatore di errori durante la divisione cellulare e possono influire sulla qualità dello sperma.

Implicazioni per la fertilità

Una qualità dello sperma alterata non è un dettaglio trascurabile. Come ricordano gli autori, anomalie cromosomiche degli spermatozoi sono associate a infertilità e possono aumentare il rischio di aborti spontanei e malformazioni congenite, come la Sindrome di Klinefelter. Non a caso, si stima che circa il 7% della popolazione maschile sia affetto da infertilità, e la qualità del seme rappresenta un fattore determinante.

Un effetto che dura nel tempo

“Questi risultati forniscono nuove evidenze del fatto che l’esposizione a sostanze chimiche durante la vita fetale e nelle fasi successive dello sviluppo può avere un’influenza duratura fino all’età adulta sull’integrità genetica degli spermatozoi”, sottolinea Perry. Secondo i ricercatori, le fonti di esposizione potrebbero essere diverse: i PCB potrebbero derivare, ad esempio, dal consumo di pesce contaminato durante la gravidanza, mentre i PFAS sono presenti in molti inquinanti ambientali, dall’acqua agli alimenti fino all’aria.

Una questione di salute pubblica

Il messaggio che emerge è chiaro: l’esposizione a sostanze chimiche persistenti non è solo un problema ambientale, ma anche sanitario. “Esistono forti associazioni tra esposizione chimica e riduzione della qualità dello sperma. È necessario individuare soluzioni politiche che impediscano a queste sostanze di entrare nell’ambiente e prevengano i danni correlati”, conclude Perry. Lo studio rafforza l’attenzione su un tema sempre più rilevante: l’impatto degli inquinanti sulla salute riproduttiva. Intervenire precocemente, riducendo l’esposizione soprattutto durante gravidanza e infanzia, potrebbe essere una leva fondamentale per tutelare la fertilità delle future generazioni.

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