Salute 27 Aprile 2026 10:58

Cuore mai fermato: 2 valvole operate insieme alle Molinette

Alle Molinette di Torino un intervento senza precedenti ha permesso di trattare due gravi patologie cardiache in un’unica procedura mininvasiva, su un paziente anziano e ad altissimo rischio, aprendo nuove prospettive per la cardiochirurgia

di Viviana Franzellitti
Cuore mai fermato: 2 valvole operate insieme alle Molinette

Un uomo di 82 anni, con una storia clinica complessa segnata da patologie vascolari importanti e un precedente intervento di rivascolarizzazione coronarica, è stato trattato presso l’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino per una combinazione ad alto rischio di stenosi aortica severa e insufficienza mitralica grave. Considerato non operabile con chirurgia tradizionale a cuore aperto, è stato sottoposto a una procedura innovativa che ha consentito di intervenire su entrambe le valvole nello stesso tempo operatorio, attraverso un unico accesso mininvasivo. L’intervento è stato eseguito a cuore battente e senza circolazione extracorporea, con esito positivo e un recupero rapido, segnando un passaggio importante nella gestione dei pazienti più fragili.

Il caso clinico: quando la chirurgia tradizionale non è un’opzione

La complessità del quadro clinico, dunque, rendeva il paziente non candidabile alla cardiochirurgia convenzionale. L’età avanzata, le condizioni vascolari compromesse e il precedente intervento cardiaco aumentavano in modo significativo il rischio operatorio. In questi casi, la sfida non è solo tecnica ma anche decisionale: individuare una soluzione che consenta di intervenire riducendo al minimo l’impatto sul paziente. È proprio in questo contesto che nasce l’approccio adottato alle Molinette, basato su mininvasività e integrazione di tecniche avanzate.

Un unico accesso mininvasivo per raggiungere il cuore

L’intervento è stato eseguito attraverso una piccola incisione di circa 4-6 centimetri nel torace sinistro, una scelta che ha consentito di limitare il trauma chirurgico. Da questo accesso i chirurghi hanno raggiunto il ventricolo sinistro, utilizzato come via unica per trattare entrambe le valvole. Questo approccio ha permesso di operare a cuore battente, evitando l’uso della macchina cuore-polmone e riducendo significativamente i rischi legati alla procedura, soprattutto in un paziente così fragile.

Due tecniche avanzate combinate nello stesso intervento

La procedura si è articolata in due fasi integrate. In un primo momento è stata trattata la stenosi aortica mediante TAVI, con l’impianto di una bioprotesi che ha ripristinato il corretto flusso sanguigno. Successivamente, utilizzando lo stesso accesso e sotto guida ecocardiografica intraoperatoria, si è intervenuti sulla valvola mitrale. In questo caso è stata impiegata la tecnica Neochord, che consente di ricostruire le corde tendinee danneggiate con filamenti in Gore-Tex, restituendo alla valvola una chiusura efficace. Le Molinette rappresentano un centro pionieristico a livello internazionale per questa metodica, e la combinazione delle due tecniche nello stesso tempo operatorio costituisce l’elemento di assoluta novità.

La sala ibrida e il ruolo dell’Heart Team

L’intervento è stato eseguito in una sala ibrida, un ambiente altamente tecnologico che consente l’integrazione simultanea tra chirurgia tradizionale e tecniche interventistiche avanzate. Qui lavorano in stretta sinergia cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti ed esperti di imaging, rendendo possibile un approccio combinato e altamente preciso anche nei casi più complessi.

Il coordinamento dell’Heart Team, infatti, è stato determinante: l’operazione è stata condotta dal cardiochirurgo Stefano Salizzoni, insieme a Antonio Montefusco, Matteo Marro e Federico Conrotto, con il supporto dell’anestesista Samuele Lombi e la guida ecocardiografica intraoperatoria di Alessandro Vairo, fondamentale per monitorare in tempo reale ogni fase della procedura.

La collaborazione tra le diverse strutture della Città della Salute e della Scienza di Torino – cardiochirurgia diretta da Mauro Rinaldi, cardiologia guidata da Gaetano Maria De Ferrari e cardiorianimazione coordinata da Anna Trompeo – insieme a un’équipe infermieristica altamente specializzata, ha permesso di costruire una strategia su misura, adattata alle condizioni del paziente e capace di trasformare un caso considerato inoperabile in un successo clinico.

Decorso rapido e vantaggi della mininvasività

Uno degli aspetti più significativi riguarda il decorso post-operatorio. Grazie alla procedura mininvasiva, il paziente è stato risvegliato poche ore dopo l’intervento e ha potuto lasciare l’ospedale in tempi brevi. Questo tipo di approccio consente di ridurre complicanze, dolore post-operatorio e tempi di recupero, elementi cruciali soprattutto nei pazienti anziani e fragili.

Un passo avanti per la cardiochirurgia

L’intervento eseguito alle Molinette dimostra come sia possibile superare i limiti della chirurgia tradizionale, offrendo una possibilità di cura anche a pazienti considerati fino a oggi inoperabili. La combinazione di tecniche come TAVI e Neochord nello stesso intervento, senza fermare il cuore, rappresenta una nuova frontiera terapeutica. Un modello destinato a influenzare l’evoluzione della cardiochirurgia, sempre più orientata verso soluzioni meno invasive, più sicure e personalizzate.

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