Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Planetary Health evidenzia come ridurre la vulnerabilità della popolazione sia altrettanto cruciale quanto abbattere le emissioni per salvare vite umane
“Sebbene ridurre l’esposizione agli agenti inquinanti resti fondamentale, i nostri risultati dimostrano che la riduzione delle emissioni è solo una parte della soluzione”, spiega Chris Malley, autore principale dello studio dello Stockholm Environment Institute (SEI) dell’Università di York, appena pubblicato su The Lancet Planetary Health. La ricerca, basata su modellizzazione globale (ovvero sull’utilizzo di modelli matematici e statistici applicati su scala mondiale per analizzare un fenomeno complesso e fare stime o previsioni), rileva che misure come garantire accesso universale a cure di qualità e ridurre la povertà hanno salvato milioni di vite negli ultimi 30 anni, spesso senza essere incluse nelle strategie di contrasto all’inquinamento. In alcune regioni, i tassi di mortalità sono calati nonostante la qualità dell’aria non sia migliorata, grazie al rafforzamento della resilienza della popolazione.
Oltre la qualità dell’aria: salute pubblica e fattori sociali
Lo studio mostra che tra il 1990 e il 2019 i tassi globali di mortalità attribuibili all’inquinamento atmosferico sono diminuiti del 45%. Circa il 52% di questa riduzione deriva dalla diminuzione della vulnerabilità, e non dalla sola riduzione dei livelli di PM2,5. Senza questi interventi, nel solo 2019 si sarebbero registrate 1,7 milioni di morti in più. La povertà globale è scesa dal 45% nel 1990 al 21% nel 2019, fungendo da scudo naturale contro gli effetti dello smog. Altre iniziative di sanità pubblica, come la riduzione dell’obesità, la diminuzione dei fumatori e il trattamento dell’ipertensione, hanno avuto un impatto significativo sulla riduzione della mortalità, pur essendo raramente integrate nelle politiche ambientali.
Strategie integrate per la resilienza
Un ulteriore risultato riguarda il confronto tra Europa e Nord America: pur avendo registrato cali simili nell’esposizione all’inquinamento, la riduzione della mortalità legata a PM2,5 è stata quasi doppia in Europa, grazie ai progressi in ambito sanitario e sociale. Lo studio conclude che le strategie per la qualità dell’aria devono evolversi, icorporando interventi che riducano la vulnerabilità della popolazione, considerando la salute complessiva come parte integrante della lotta all’inquinamento atmosferico.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato