Salute 31 Marzo 2026 17:01

Cannabis e tabacco riducono il volume cerebrale

Uno studio su oltre 72.000 persone collega il consumo di cannabis e tabacco a modifiche strutturali del cervello, con possibili effetti su emozioni, memoria e salute mentale nel lungo periodo.

di Arnaldo Iodice
Cannabis e tabacco riducono il volume cerebrale

Un’ampia revisione scientifica internazionale riaccende il dibattito sugli effetti neurologici delle sostanze psicoattive più diffuse al mondo. La ricerca, guidata da K. Sawyer e colleghi e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Addiction, ha analizzato in modo sistematico decine di studi precedenti attraverso una revisione sistematica e meta-analisi preregistrata secondo gli standard PRISMA.

Gli autori hanno esaminato dati provenienti da banche scientifiche internazionali come Scopus, PubMed e PsycINFO fino al settembre 2024, confrontando consumatori di cannabis, fumatori di tabacco e soggetti che utilizzano entrambe le sostanze. La ricerca ha analizzato oltre 103 ricerche indipendenti, mostrando che cannabis e tabacco, consumati sia separatamente sia insieme, sono associati a una riduzione del volume in specifiche aree cerebrali. I dati suggeriscono che l’impatto non riguarda solo la dipendenza o il comportamento, ma anche la struttura fisica del cervello. Le modificazioni osservate interessano regioni fondamentali per emozioni, motivazione e capacità cognitive, aprendo nuove prospettive sul legame tra uso di sostanze e salute mentale a lungo termine.

Le aree cerebrali coinvolte e i possibili effetti cognitivi

I ricercatori hanno osservato che i consumatori abituali di cannabis presentano spesso un’amigdala più piccola, struttura profonda del cervello coinvolta nella regolazione delle emozioni e nelle risposte di paura e difesa. Parallelamente, il consumo regolare di tabacco è risultato associato a variazioni di volume in diverse regioni chiave, tra cui amigdala, insula e pallido, aree implicate rispettivamente nell’autoconsapevolezza emotiva, nell’integrazione delle sensazioni corporee e nella motivazione al movimento.

L’analisi ha inoltre evidenziato un elemento particolarmente rilevante: nel tempo, i fumatori mostrano un declino più rapido del volume della materia grigia rispetto ai non consumatori. Poiché la materia grigia rappresenta un indicatore centrale della salute cerebrale ed è strettamente collegata a memoria, attenzione e benessere psicologico, una sua riduzione potrebbe tradursi in effetti persistenti sul funzionamento cognitivo ed emotivo dell’individuo.

Triangolazione scientifica e implicazioni per la salute pubblica

Lo studio ha coinvolto oltre 72.000 partecipanti e ha combinato tre approcci metodologici: studi trasversali, studi longitudinali e analisi di randomizzazione mendeliana basate su dati genetici. Questa “triangolazione” delle evidenze ha rafforzato l’ipotesi di un legame diretto tra consumo di sostanze e cambiamenti strutturali del cervello.

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