Salute 31 Marzo 2026 14:41

Quando i grassi del cancro ostacolano le nostre difese immunitarie

Alcuni lipidi nell’ambiente tumorale, come il palmitato, possono indebolire direttamente il sistema immunitario e favorire la crescita della malattia

di Viviana Franzellitti
Quando i grassi del cancro ostacolano le nostre difese immunitarie

Un team internazionale guidato dall’Università di Torino ha scoperto un meccanismo sorprendente con cui i tumori riescono a ostacolare le difese immunitarie del corpo. Lo studio, pubblicato su Science Immunology, mostra che alcuni grassi prodotti dai tumori, in particolare il palmitato, riducono l’efficacia dei linfociti T CD8, le cellule immunitarie fondamentali per riconoscere e distruggere le cellule malate. La ricerca, dunque, apre nuove prospettive per sviluppare terapie più mirate e potenti contro il cancro, agendo non solo sul tumore, ma anche sulle sue interazioni con il sistema immunitario.

Il doppio volto del palmitato

I ricercatori hanno osservato che il palmitato svolge un ruolo ambivalente dannoso. Nelle cellule tumorali favorisce crescita e adattamento, rendendo il tumore più aggressivo. Nei linfociti T, invece, provoca un indebolimento energetico, spegne programmi genetici essenziali e riduce la capacità di risposta contro le cellule malate. In pratica, lo stesso lipide aiuta il tumore ad avanzare e contemporaneamente blocca le difese immunitarie, creando un circolo che favorisce la progressione della malattia.

Come il palmitato spegne le cellule immunitarie

E non è tutto. Oltre a influenzare il metabolismo delle cellule T, il palmitato modifica l’attività genetica, spegnendo i programmi necessari all’attivazione e all’attacco alle cellule tumorali. Questo spiega perché, anche quando il sistema immunitario è presente, può risultare meno efficace nel contrastare il cancro. La scoperta, quindi, sottolinea l’importanza dell’ambiente tumorale nel modulare la risposta immunitaria.

Implicazioni per nuove terapie

Conoscere come i grassi tumorali interferiscono con il sistema immunitario può portare a strategie terapeutiche innovative. Intervenire su questo meccanismo, infatti, potrebbe rafforzare i linfociti T e migliorare l’efficacia delle immunoterapie. Lo studio offre anche spunti interessanti sul legame tra alimentazione, metabolismo lipidico e difese immunitarie, aprendo nuove piste per la prevenzione e la cura dei tumori.

Collaborazione internazionale

La ricerca è stata coordinata da Teresa Manzo del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino e ha coinvolto istituti scientifici in Spagna, Belgio e Stati Uniti. Pubblicata su Science Immunology, questa collaborazione internazionale dimostra come gli studi multidisciplinari siano fondamentali per tradurre le scoperte molecolari in applicazioni cliniche concrete e terapie personalizzate.

Un team internazionale guidato dall’Università di Torino ha scoperto un meccanismo sorprendente con cui i tumori riescono a ostacolare le difese del corpo. Lo studio, pubblicato su Science Immunology, mostra che alcuni grassi prodotti dai tumori, in particolare il palmitato, riducono l’efficacia dei linfociti T CD8, le cellule immunitarie fondamentali per riconoscere e distruggere le cellule malate. La ricerca apre nuove prospettive per sviluppare terapie più mirate e potenti contro il cancro, agendo non solo sul tumore, ma anche sulle sue interazioni con il sistema immunitario.

Il doppio volto del palmitato

I ricercatori hanno osservato che il palmitato svolge un ruolo ambivalente. Nelle cellule tumorali favorisce crescita e adattamento, rendendo il tumore più aggressivo. Nei linfociti T, invece, provoca un indebolimento energetico, spegne programmi genetici essenziali e riduce la capacità di risposta contro le cellule malate. In pratica, lo stesso lipide aiuta il tumore e contemporaneamente blocca le difese immunitarie, creando un circolo che favorisce la progressione della malattia.

Come il palmitato spegne le cellule immunitarie

Oltre a influenzare il metabolismo delle cellule T, il palmitato modifica l’attività genetica, spegnendo i programmi necessari all’attivazione e all’attacco alle cellule tumorali. Questo spiega perché, anche quando il sistema immunitario è presente, può risultare meno efficace nel contrastare il cancro. La scoperta sottolinea l’importanza dell’ambiente tumorale nel modulare la risposta immunitaria.

Implicazioni per nuove terapie innovative

Conoscere come i grassi tumorali interferiscono con il sistema immunitario può portare a strategie terapeutiche innovative. Intervenire su questo meccanismo potrebbe rafforzare i linfociti T e migliorare l’efficacia delle immunoterapie. Lo studio offre anche spunti interessanti sul legame tra alimentazione, metabolismo lipidico e difese immunitarie, aprendo nuove piste per la prevenzione e la cura dei tumori.

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