Salute 31 Marzo 2026 11:48

Robot amici dei bimbi con autismo catturano attenzione e sguardo

Secondo uno studio della Fondazione Don Gnocchi e Politecnico di Milano, i robot progettati per interagire con i bambini migliorano sguardo e partecipazione nei piccoli con autismo

di Viviana Franzellitti
Robot amici dei bimbi con autismo catturano attenzione e sguardo

La Fondazione Don Gnocchi e il Politecnico di Milano hanno studiato come i bambini con autismo prestano attenzione ai robot sociali – macchine progettate per interagire come farebbe una persona – rispetto ai terapisti umani. I risultati, pubblicati su Asian Journal of Psychiatry, mostrano che questi robot catturano meglio lo sguardo dei piccoli e favoriscono l’interazione.

Un robot con arti meccanici, testa arrotondata e movimenti lenti può sembrare un semplice giocattolo, ma per i bambini con disturbo dello spettro autistico diventa un vero alleato terapeutico. Lo studio ha coinvolto 26 bambini in età prescolare, confrontando la loro attenzione tra interazioni con operatori umani e robot progettati per stimoli sociali strutturati. I risultati mostrano che i piccoli con autismo dedicano più attenzione ai robot, che catturano meglio il loro sguardo e favoriscono l’interazione, suggerendo un grande potenziale nell’integrazione della tecnologia nei percorsi terapeutici.

Robot sociali: strumenti per facilitare l’interazione

I bambini con disturbo dello spettro autistico spesso hanno difficoltà a seguire segnali sociali complessi. I robot sociali, grazie a gesti, posture, movimenti e direzione dello sguardo programmati, offrono stimoli prevedibili e strutturati, più facili da elaborare rispetto all’interazione umana. Silvia Annunziata, neuropsichiatra infantile della Fondazione Don Gnocchi, sottolinea che questo approccio può favorire attenzione, partecipazione e apprendimento sociale, diventando un supporto concreto nelle sessioni terapeutiche.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 10 bambini con Asd di livello moderato-alto e 16 bambini a sviluppo tipico. Ciascun partecipante ha eseguito due compiti principali di attenzione condivisa: il gaze following, per seguire lo sguardo di un interlocutore, e l’object spectacle, per condividere l’attenzione verso oggetti in movimento. Ogni compito è stato somministrato prima da un terapista e poi da un robot sociale, permettendo un confronto diretto tra interazione umana e robotica. Il comportamento visivo dei bambini è stato monitorato tramite videocamere, valutando tempo di fissazione, risposte alle richieste e tempi di reazione.

Differenze tra bambini con Asd e a sviluppo tipico

I dati hanno evidenziato che i bambini con Asd seguono meno l’operatore umano, mentre dedicano al robot una quantità di attenzione visiva simile a quella dei coetanei a sviluppo tipico. Il robot risulta particolarmente efficace quando è coinvolto un oggetto in movimento, creando un contesto prevedibile e meno complesso. Al contrario, i bambini a sviluppo tipico rispondono più coerentemente agli stimoli dell’operatore umano, mostrando maggiore curiosità visiva verso l’essere umano.

Potenzialità terapeutiche e pratiche future

Secondo Anna Cavallini, direttore del Dipartimento di neuropsichiatria e riabilitazione dell’età evolutiva della Fondazione Don Gnocchi, i robot non sostituiscono il terapista, ma offrono strumenti strutturati che facilitano apprendimento, comunicazione e interazione sociale. L’obiettivo è trasferire queste competenze nella vita quotidiana dei bambini con Asd, coinvolgendo anche le famiglie e creando nuove opportunità di sviluppo sociale e relazionale.

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