Salute 30 Marzo 2026 09:40

Demenza e migrazione, in Italia circa 45mila casi tra gli stranieri. Iss: “Accesso ai servizi ancora diseguale”

Il progetto Immidem dell’Iss mette in luce carenze nei percorsi diagnostici, barriere linguistiche e culturali e un rischio concreto di sottodiagnosi

di I.F.
Demenza e migrazione, in Italia circa 45mila casi tra gli stranieri. Iss: “Accesso ai servizi ancora diseguale”

Negli ultimi anni l’Italia è cambiata anche sul piano demografico, con un progressivo aumento della popolazione anziana di origine straniera. Oggi gli over 60 con background migratorio superano le 590mila unità e, secondo le stime, circa 45mila convivono con disturbi cognitivi o demenza. Numeri che raccontano una realtà in crescita, ma anche ancora poco intercettata dai servizi sanitari. A fotografare la situazione è il progetto Immidem, prima iniziativa nazionale dedicata alla demenza nelle persone migranti residenti nel nostro Paese, coordinata dall’Istituto superiore di sanità. I risultati, presentati in occasione della conferenza finale, restituiscono un quadro fatto di criticità diffuse, a partire dall’accesso ai percorsi diagnostici.

Servizi poco attrezzati per la diversità linguistica e culturale

Una rilevazione condotta su oltre 300 Centri per disturbi cognitivi e demenze evidenzia come l’assistenza sia ancora poco strutturata per rispondere ai bisogni di una popolazione eterogenea. Solo una minoranza dei centri dispone di materiali informativi in più lingue, mentre l’accesso a interpreti professionali resta limitato e la presenza di mediatori culturali non è sistematica. Le difficoltà si riflettono anche sul piano clinico. L’uso di strumenti diagnostici adattati dal punto di vista culturale è ancora raro, così come l’impiego di test validati per contesti multiculturali. Un limite che può compromettere l’accuratezza della diagnosi e ritardare l’avvio delle cure.

Pazienti più giovani, ma più fragili sul piano sociale

Dai dati raccolti in diversi centri emerge un profilo peculiare dei pazienti con storia migratoria: arrivano all’osservazione clinica mediamente più giovani rispetto agli italiani, ma presentano più frequentemente difficoltà linguistiche e reti familiari meno solide. A parità di complessità clinica, questi fattori possono incidere sulla gestione della malattia e sull’aderenza ai percorsi di cura. Le analisi epidemiologiche, come quelle condotte nel Lazio, suggeriscono una prevalenza apparentemente più bassa della demenza tra gli stranieri e un minore utilizzo dei farmaci specifici. Tuttavia, secondo i ricercatori, questi dati non indicano una migliore salute, ma piuttosto una sottodiagnosi e un accesso disomogeneo ai servizi, con possibili interruzioni nei percorsi assistenziali.

Strumenti più inclusivi per una diagnosi più equa

Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di adattare al contesto italiano alcuni strumenti di valutazione cognitiva pensati per contesti multiculturali. Test come BASIC, RUDAS e CNTB sono stati tradotti e validati per garantire maggiore appropriatezza diagnostica anche in persone con livelli di istruzione e competenze linguistiche differenti. In questo processo, il ruolo dei mediatori culturali si conferma centrale: non solo facilitano la comunicazione, ma contribuiscono a rendere la valutazione più aderente al contesto di vita del paziente.

Verso un sistema più inclusivo

La conferenza del 27 marzo ha rappresentato un momento di confronto tra ricercatori, istituzioni, associazioni e organizzazioni del terzo settore, con l’obiettivo di delineare strategie condivise. Tra le priorità individuate: rafforzare le competenze interculturali degli operatori, migliorare l’accesso ai servizi, coinvolgere attivamente le comunità migranti e aggiornare i sistemi informativi. Garantire equità nell’accesso alle cure, sottolineano gli esperti, non è solo una questione organizzativa ma un principio fondamentale del Servizio sanitario nazionale. In un Paese sempre più plurale, la capacità di riconoscere e gestire la complessità diventa una condizione imprescindibile per una sanità davvero efficace.

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