Salute 20 Marzo 2026 12:15

Sveglia presto e sport: l’attività fisica mattutina riduce i rischi cardiometabolici

L’esercizio fisico al mattino presto è associato a un rischio inferiore di coronaropatia, ipertensione, diabete e obesità. Anche pochi minuti di attività tra le 7 e le 8 possono fare la differenza

di Isabella Faggiano
Sveglia presto e sport: l’attività fisica mattutina riduce i rischi cardiometabolici

Alzarsi presto e fare attività fisica può rappresentare un vero e proprio scudo per il cuore e il metabolismo. Secondo un nuovo studio presentato alla sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology (ACC.26), le persone che si allenano regolarmente al mattino hanno una probabilità significativamente più bassa di soffrire di coronaropatia, ipertensione, diabete di tipo 2 o obesità rispetto a chi pratica sport più tardi nel corso della giornata. Il lavoro, basato sulle cartelle cliniche e sui dati di frequenza cardiaca raccolti dai dispositivi Fitbit di oltre 14mila persone, ha evidenziato che anche brevi sessioni mattutine apportano benefici aggiuntivi rispetto all’attività fisica svolta in altri momenti della giornata. Gli esperti sottolineano però che non è ancora chiaro se l’effetto sia direttamente causale o mediato da altri fattori. “Qualsiasi attività fisica è meglio di nessuna, ma abbiamo voluto analizzare anche la dimensione legata al momento in cui ci si allena – spiega Prem Patel, autore principale dello studio e studente di medicina presso la Chan Medical School dell’Università del Massachusetts -. Allenarsi al mattino sembra correlato a un minor rischio di malattie cardiometaboliche”.

Come è stato condotto lo studio

I ricercatori hanno analizzato 14.489 partecipanti allo studio nazionale All of Us, monitorando la frequenza cardiaca minuto per minuto per un anno. L’obiettivo era identificare i picchi di attività fisica, definiti come periodi in cui la frequenza cardiaca restava elevata per almeno 15 minuti consecutivi. Questo metodo permette di misurare la risposta corporea all’esercizio, anziché limitarsi al conteggio delle attività quotidiane o di allenamenti in palestra. Ogni partecipante è stato valutato a intervalli di 15 minuti durante la giornata e raggruppato secondo l’orario di allenamento. I ricercatori hanno quindi analizzato l’associazione tra tempistica dell’esercizio e ipertensione, diabete, obesità, iperlipidemia e eventi cardiovascolari come coronaropatia e fibrillazione atriale, considerando anche altri fattori di rischio come età, sesso, reddito, durata del sonno, consumo di alcol e fumo.

I risultati: l’orario migliore è tra le 7 e le 8

Rispetto a chi si allenava più tardi, i partecipanti che praticavano attività fisica al mattino presentavano:

  • 31% di probabilità in meno di sviluppare coronaropatia
  • 18% in meno di ipertensione
  • 21% in meno di iperlipidemia
  • 30% in meno di diabete di tipo 2
  • 35% in meno di obesità

L’orario più favorevole è risultato quello tra le 7 e le 8 del mattino, associato alla minore probabilità di coronaropatia. Gli autori evidenziano che lo studio rappresenta il primo grande lavoro a valutare quantità e tempistica dell’esercizio basandosi su dati a lungo termine provenienti da dispositivi indossabili.

Una visione più completa dell’esercizio fisico

“Storicamente, la ricerca si è concentrata soprattutto sulla quantità e sull’intensità dell’attività fisica – spiega Patel -. Oggi, con un americano su tre in possesso di un dispositivo indossabile, possiamo analizzare l’esercizio minuto per minuto, aprendo nuove prospettive per la ricerca e le raccomandazioni cliniche”. Gli autori precisano però che i risultati mostrano solo un’associazione: non è possibile stabilire se allenarsi al mattino causi direttamente benefici nei marcatori di salute. Anche fattori biologici, comportamentali e psicologici – come ormoni, qualità del sonno, genetica o scelte alimentari – potrebbero influire sui risultati osservati. Ulteriori ricerche potranno chiarire questi aspetti e aiutare a fornire raccomandazioni più precise per sfruttare al meglio i benefici dell’attività fisica, integrando il momento dell’allenamento nella strategia preventiva per la salute cardiometabolica.