Nutri e Previeni 13 Marzo 2026 10:46

Dieta vegetariana e tumori: riduzione fino al 30% per cinque tipi, ma attenzione all’esofago

Una dieta vegetariana può ridurre fino al 30% il rischio di cinque tumori principali (pancreas, mammella, prostata, rene e mieloma multiplo). Ma tra i vegani può aumentare il rischio di cancro all’esofago

di I.F.
Dieta vegetariana e tumori: riduzione fino al 30% per cinque tipi, ma attenzione all’esofago

Seguire una dieta vegetariana può ridurre il rischio di sviluppare alcuni tumori rispetto a chi mangia carne. Lo evidenzia uno studio dell’Università di Oxford pubblicato sul British Journal of Cancer, che ha analizzato dati provenienti da nove coorti internazionali, coinvolgendo principalmente partecipanti del Regno Unito e degli Stati Uniti. In totale sono stati inclusi circa 1,64 milioni di consumatori di carne, 57.016 persone che mangiano solo pollame, 42.910 pescetariani, 63.147 vegetariani e 8.849 vegani. Il follow-up mediano è stato di 16 anni. Secondo i risultati, i vegetariani presentano un rischio inferiore per cinque tumori principali: pancreas (-21%), mammella (-9%), prostata (-12%), rene (-28%) e mieloma multiplo (-31%). Anche i pescetariani mostrano riduzioni di rischio per tumore colorettale, mammella e rene, mentre chi consuma pollame ha un rischio leggermente più basso di cancro alla prostata.

Il lato critico per vegani e vegetariani

Lo studio evidenzia però un “alert” per i vegani: il rischio di cancro all’esofago è quasi raddoppiato rispetto ai consumatori di carne. I ricercatori spiegano che le differenze osservate potrebbero essere più legate all’assenza di carne rossa o ad altri fattori legati allo stile di vita, piuttosto che al semplice consumo di cibi più salutari. Secondo Tim Key, del Cancer Research UK e coautore del lavoro, lo studio rappresenta la ricerca più ampia mai condotta sul tema, ma i risultati “non sono stati sufficientemente solidi per trarre conclusioni definitive”. Gli autori sottolineano l’importanza di ulteriori studi su popolazioni più ampie e diversificate per comprendere meglio questi modelli e le possibili cause delle differenze osservate.

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