Salute 24 Febbraio 2026 12:45

Diabete, muoversi con costanza e varietà aiuta a stare meglio

L’attività fisica non è un semplice consiglio: è parte integrante della cura del diabete. La personalizzazione e il supporto dei professionisti rendono il movimento una strategia terapeutica efficace e sicura

di I.F.
Diabete, muoversi con costanza e varietà aiuta a stare meglio

Il diabete è una sfida globale che colpisce centinaia di milioni di persone e aumenta il rischio cardiovascolare, la perdita di massa muscolare e altre complicanze. La Società Italiana di Diabetologia (SID) ribadisce un messaggio semplice ma potente: muoversi non è un’opzione, è parte integrante della terapia. “L’attività fisica deve essere costante e regolare, ma ora sappiamo che la varietà è altrettanto fondamentale”, spiega la professoressa Raffaella Buzzetti. Le ultime evidenze, tratte da oltre trent’anni di dati su 110 mila persone negli Stati Uniti (Nurses’ Health Study e Health Professionals Follow-Up Study), dimostrano che chi pratica esercizi diversi – camminata, corsa, bici, pesi – riduce del 19% il rischio di mortalità rispetto a chi si limita a un solo tipo di attività, a parità di tempo complessivo di esercizio. Per le persone con diabete, questo significa un vantaggio ulteriore sul controllo metabolico e cardiovascolare.

Ogni movimento ha un ruolo

L’attività aerobica migliora la sensibilità insulinica e la capacità cardio-respiratoria. L’allenamento di resistenza protegge la massa muscolare e facilita l’uso del glucosio, mentre esercizi di equilibrio e coordinazione riducono il rischio di cadute, particolarmente importante in presenza di neuropatia diabetica. Integrando queste modalità, si interviene contemporaneamente su glicemia, pressione arteriosa, composizione corporea e profilo lipidico. Le raccomandazioni dell’American Diabetes Association e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica, 2-3 sessioni di allenamento di resistenza e esercizi di flessibilità ed equilibrio. “Non serve diventare atleti, ma evitare la sedentarietà e muoversi con continuità è fondamentale”, sottolinea la professoressa Buzzetti.

Personalizzazione e sicurezza

Ogni programma deve essere adattato a età, condizioni cliniche e terapia in corso, prestando attenzione a eventuali rischi di ipoglicemia. L’esercizio fisico diventa così un vero e proprio farmaco: va prescritto, monitorato e integrato in un team multidisciplinare che comprenda chinesiologi, fisioterapisti, medici dello sport e fisiatri. Perché la prevenzione funzioni davvero, il messaggio deve arrivare anche alle istituzioni: spazi sicuri e attrezzati, incentivi economici per rendere accessibile l’attività fisica a tutti, dalle palestre all’attività sportiva amatoriale. “Investire nel movimento significa investire nella salute futura”, conclude la presidente SID, “a basso costo, ma con grandi ritorni”.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Advocacy, accesso e sostenibilità: la ricetta di Pfizer per costruire alleanze con le comunità di pazienti

Dalla relazione paritaria con le associazioni alla co-progettazione di percorsi e politiche sanitarie. Intervista ad Antonella D’Arienzo, Patient Advocacy Manager di Pfizer per Advocacy 2030
di Corrado De Rossi Re
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano