Salute 18 Febbraio 2026 14:19

Autismo e social: TikTok supera l’esame della scienza

Uno studio dell’Università di Trento ha analizzato 148 video su TikTok dedicati all’autismo: il 70% delle informazioni è risultato scientificamente accurato

di Isabella Faggiano
Autismo e social: TikTok supera l’esame della scienza

“Le persone con autismo hanno paura dei concerti”. O, ancora, “Se un bambino evita lo sguardo, è sicuramente autistico”. Sono solo alcune delle frasi che rimbalzano sui social, diventano virali, si sedimentano nell’immaginario collettivo. Semplificazioni che rischiano di trasformarsi in etichette. Eppure, contro ogni aspettativa, non tutto ciò che circola su TikTok sull’autismo è disinformazione. A dirlo è uno studio del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento, appena pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders, che restituisce un quadro più sfumato – e in parte sorprendente – della qualità dei contenuti online.

L’analisi: 148 video, 408 affermazioni

La ricerca ha preso in esame 148 video in lingua italiana pubblicati tra il 2020 e il 2024 con hashtag legati all’autismo. Ma la vera novità metodologica sta nell’approccio: non una valutazione complessiva del singolo video, bensì un’analisi “frase per frase”. Dai contenuti sono state estratte 408 affermazioni informative, poi classificate da tre esperti clinici come:

  • accurate,
  • sovra-generalizzate,
  • inaccurate.

Un cambio di prospettiva non banale. Perché un video può contenere molte informazioni corrette e una sola imprecisa: giudicarlo nel suo insieme rischia di fornire un’immagine distorta.

I risultati: più equilibrio di quanto si pensi

Il dato più significativo è questo:

  • 70% delle affermazioni analizzate è risultato scientificamente accurato;
  • 20% sovra-generalizzato;
  • 9% chiaramente inaccurato.

Un quadro più rassicurante rispetto a studi analoghi su contenuti in lingua inglese, dove le informazioni errate raggiungono il 41%. Le sovra-generalizzazioni – come l’idea che tutte le persone autistiche temano i concerti o evitino lo sguardo – non sono del tutto false, ma trasformano possibili caratteristiche individuali in regole universali, ignorando l’eterogeneità dello spettro. Diverso il caso delle informazioni inaccurate, come l’affermazione secondo cui il test Wisc sarebbe sufficiente per diagnosticare l’autismo: un errore scientifico, perché la diagnosi richiede una valutazione clinica multidimensionale.

Anche per gli esperti non è semplice

Un altro elemento interessante riguarda la difficoltà stessa di valutare l’accuratezza. L’accordo tra i clinici è risultato moderato, soprattutto nel distinguere tra sovra-generalizzazioni e informazioni errate. Segno che, in un ambito complesso come quello dell’autismo, la linea tra semplificazione e imprecisione può essere sottile.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Le 408 affermazioni sono state valutate anche da due modelli di IA ampiamente accessibili al pubblico: ChatGPT 4.0 mini e Gemini 1.5 Flash. Il primo ha mostrato un livello di accordo con gli esperti simile a quello osservato tra i professionisti, mantenendo un approccio più prudente. Il secondo ha invece classificato come accurate alcune affermazioni giudicate dagli esperti come imprecise o sovra-generalizzate. Dai risultati dello studio emerge, dunque, che l’intelligenza artificiale può essere un valido strumento di supporto, utile a intercettare contenuti potenzialmente problematici, ma non può sostituire l’esperienza clinica, soprattutto quando si parla di salute. In un ecosistema digitale in cui TikTok è al tempo stesso spazio di informazione, condivisione e comunità, ma anche terreno fertile per semplificazioni e stereotipi, il punto non è demonizzare il mezzo, ma comprendere come abitarlo con maggiore consapevolezza.

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