Con il Ddl approvato in Senato il consenso informato per i tatuaggi diventa obbligatorio, per tutelare cliente e tatuatore. Pellacani, presidente Sidemast, avverte che i nei non vanno tatuati e i disegni troppo coprenti possono ostacolare la diagnosi precoce, sottolineando anche l’importanza di protezione solare e auto-osservazione della pelle
Il melanoma è uno dei tumori cutanei più insidiosi, perché può comparire a qualsiasi età e colpisce anche giovani adulti. In Italia si registrano circa 16 nuovi casi ogni 100mila abitanti l’anno. La mortalità resta relativamente bassa se il tumore viene individuato precocemente, ma la diagnosi tardiva aumenta significativamente i rischi. La prevenzione si conferma quindi l’arma più efficace, combinando protezione solare tutto l’anno, attenzione ai tatuaggi, auto-osservazione regolare e controlli mirati per chi è a maggior rischio.
Tatuaggi: rischi e obblighi del Ddl
Il Ddl approvato al Senato stabilisce che il consenso informato per i tatuaggi diventi obbligatorio e formalizzato per iscritto, per garantire che il cliente conosca i rischi e le procedure, tutelando al contempo il tatuatore. Giovanni Pellacani, presidente Sidemast, sottolinea che i nei non devono mai essere tatuati e che i disegni troppo coprenti, soprattutto se estesi o colorati, possono rendere più difficile una diagnosi precoce.
L’attenzione dei dermatologi è rivolta ai tatuaggi che potrebbero mascherare modifiche della pelle, ritardando l’individuazione di un melanoma. Il provvedimento suggerisce di preferire tatuaggi a linee sottili rispetto a quelli densi o molto colorati, e ribadisce che il rispetto di queste regole è fondamentale per la prevenzione.
Sole: principale fattore di rischio
Secondo Pellacani, il sole rimane il principale fattore di rischio per il melanoma, anche se non causa tutti i casi. L’esposizione solare può essere intermittente, con scottature concentrate tipiche dei giovani, o cronica, legata a chi vive o lavora all’aperto per anni, più comune negli anziani.
Le scottature infantili e adolescenziali rappresentano un rischio particolare: chi si scotta in giovane età ha una probabilità maggiore di sviluppare melanoma da adulto. Per questo è fondamentale proteggere la pelle con filtri solari adeguati, ridurre l’esposizione diretta e cercare l’ombra, non solo in estate ma tutto l’anno.
Età di insorgenza e gruppi a rischio
Il melanoma può comparire a qualsiasi età, ma con alcune differenze: è estremamente raro nei bambini e quasi assente negli adolescenti, salvo condizioni particolari come il nevo congenito gigante o forme rare come il melanoma spitzoide a crescita nodulare.
Nei giovani adulti, la distribuzione è simile tra uomini e donne. Il picco principale di incidenza si registra intorno ai 50-55 anni. Esiste anche un melanoma dell’anziano, meno aggressivo, legato all’esposizione cronica al sole e localizzato soprattutto nelle aree fotoesposte come il viso.
Una fascia a maggior rischio comprende chi ha più di 50 nei, di cui almeno 5 atipici. Si tratta del 2-3% della popolazione, ma in questo gruppo si concentra circa la metà dei melanomi diagnosticati ogni anno. Per questi soggetti sono consigliati controlli dermatologici periodici con strumenti specifici.
Diagnosi precoce e auto-osservazione
Il grande vantaggio del melanoma è che compare sulla pelle e può essere visto. Spesso è il paziente stesso a notare lesioni nuove o cambiamenti nei nei: forme asimmetriche, più colori o margini irregolari.
Pellacani sottolinea che l’auto-osservazione regolare è più importante di un controllo dermatologico annuale indiscriminato. Chi nota un neo insolito o una lesione nuova deve rivolgersi al medico di medicina generale, che potrà indirizzare allo specialista se necessario. L’approccio più efficace resta quindi combinare attenzione personale e controlli mirati solo per chi è realmente a rischio.
Giornata nazionale per la prevenzione
Il Ddl istituisce la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, che si celebrerà ogni primo sabato di maggio. L’iniziativa punta a rafforzare informazione, campagne di screening e coinvolgimento della medicina generale e dei servizi territoriali. L’obiettivo è intercettare la malattia nelle fasi iniziali, riducendo la necessità di trattamenti complessi e impegnativi per il paziente.
Difendere la pelle: prevenzione, auto-osservazione e informazione
Protezione solare tutto l’anno, attenzione ai tatuaggi e auto-osservazione regolare restano strumenti fondamentali per ridurre i rischi legati al melanoma. Grazie alla combinazione tra legge, informazione e controlli mirati, è possibile individuare precocemente eventuali lesioni e aumentare significativamente le possibilità di guarigione, rendendo la prevenzione efficace e accessibile a tutti.